Tunué: Intervista
a Massimiliano Clemente ed Emanuele Di Giorgi
di Emiliano
Longobardi
La
Tunué nasce in un frangente molto particolare del fumetto
italiano in cui a fronte di un numero di proposte sterminato
non corrisponde un livello di vendite soddisfacente, anzi
è piuttosto diffusa la certezza che si tratti di un
periodo di crisi nera (almeno a sentire molti addetti ai lavori).
Su queste basi, com'è nata e perché la Tunué?
Massimiliano:
Su queste crisi periodiche ho sempre avuto dei dubbi! In un
mercato che non permette di conoscere i dati di vendita delle
singole pubblicazioni, non si possono tirare somme certe...
Sono sempre più convinto si tratti di una pseudo leggenda
urbana, e che come tale abbia un 10% di verità e il
restante di costruzione fantastica a uso e consumo di certi
interessi. Comunque, Tunué nasce per naturale evoluzione
di Komix.it... ma non vorrei rubare la parola a Emanuele che
della società è l'amministratore e può
illustrare meglio di me i legami tra la situazione economica
del settore e la nostra decisione...
Emanuele: La
decisione di far nascere una realtà come Tunué
è stata dettata dalla nostra impossibilità di
restare a guardare un’economia, un business oramai logoro
e basato esclusivamente sulla pubblicità. Stiamo investendo
in un settore in forte crescita. Certamente, chiude chi non
investe o si basa solo sulle tradizioni, ma d’altra
parte come facciamo a parlare di crisi, se aumenta ogni giorno
il numero di case editrici? Perché non rendere pubblici
i dati di vendita?
Il
vostro impegno su Komix.it
e l'esperienza maturata con esso quali strade da seguire vi
hanno indicato?
Massimiliano:
In cinque anni di lavoro quotidiano su Komix.it ci siamo formati
professionalmente e abbiamo potuto toccare con mano le dinamiche
economiche e culturali di questo settore bello e dannato.
In noi si è rafforzata la convinzione che il sistema
fumetto debba essere veramente a 360°, pena il mancato
riconoscimento, nel comune sentire, come linguaggio di pari
dignità rispetto ai suoi “nobili” fratelli.
Il nostro approccio informativo e operativo ci ha sempre portati
a seguire percorsi secondari e “impuri”: siamo
totalmente calati nei flussi comunicativi contemporanei e
cerchiamo di sfruttare tutte le risorse tecniche e culturali
a nostra disposizione.
Emanuele:
Il meticciato del fumetto: né industria, né
artigianato, né immagini, né suono, né
parole lo rendono unico, anzi, insieme a internet è
il linguaggio più giovane, vitale. Sfugge ad ogni categoria,
è arte sequenziale. Abbiamo sempre più bisogno
di una visione a 360°, pena lo scetticismo, l’ostracismo.
Sul
vostro sito leggo "(...) ci siamo rammaricati nel
constatare come alcuni pregiudizi e luoghi comuni nei confronti
del fumetto siano di difficile rimozione(...)".
A quali pregiudizi alludete e come intendete contribuire a
porre rimedio?
Massimiliano:
I pregiudizi sono quelli che tutti ben conosciamo:
il fumetto come linguaggio di terzo livello. All'ultima Roma
Cartoon, durante una conferenza sulle ‘Case del fumetto’,
sono stati riportati giudizi e fatti esempi di come venga
ancora considerato il nostro medium in certi settori e delle
difficoltà che si incontrano nel fare promozioni e
operazioni culturali in ambiti extrafumettistici. La storia
di Komix.it e - soprattutto - la nascita e le prime azioni
della Tunué sono la nostra risposta. Parlo di azioni
e non solo di libri perché la qualità di una
casa editrice si valuta anche da tutto quello che si muove
dietro al prodotto libro.
Emanuele:
Il fumetto vive e si adagia sui pregiudizi. Ci si
adira per una storia del fumetto non scritta dai soliti saggi
del mondo del fumetto, ma qualcuno di loro si è mai
cimentato in un’opera del genere? C’è bisogno
di nuovi volti, nuove opinioni. Li stiamo pubblicando, ma
siamo aperti anche nuove proposte.
E
infatti, le vostre prime proposte sono state dedicate all'approfondimento
critico/saggistico: Come bambole - Il fumetto giapponese
per ragazze (curato da Mario A. Rumor), Con gli occhi
a mandorla - Sguardi sul Giappone dei cartoon e dei fumetti
(a cura di Roberta Ponticiello e Susanna Scrivo) e Will
Eisner - Il fumetto come arte sequenziale (di Daniele
Bonomo): secondo quali criteri avete selezionato i titoli
delle varie collane? A che esigenze cercate di rispondere?
Massimiliano:
Con la supervisione di Marco Pellitteri, i titoli sono stati
selezionati cercando di mediare tra l'attenzione al mercato
e la volontà di favorire la diffusione di strumenti
critici adeguati a tutti i tipi di lettori: proprio queste
sono le esigenze alle quali cerchiamo di rispondere.
Nel caso specifico, dato che presentavamo la casa editrice
al Napoli Comicon dedicato a Giappone e Corea, è stato
naturale pensare a libri che affrontassero tematiche simili;
per Will Eisner, il testo era in lavorazione già due
mesi prima della sua morte e quindi non può considerarsi
un instant book ma un vero e proprio Bignami critico - il
primo e unico in Italia, come riconosciuto anche da Giulio
Cesare Cuccolini.
Qual
è stata finora la risposta del pubblico? Che pubblico
vorreste intercettare?
Emanuele:
La risposta è stata molto buona, perché
abbiamo voluto prima colpire l’occhio, senza tralasciare
i contenuti di alta qualità, che anche il lettore più
attento ha apprezzato. L’idea nostra è di un
lettore esigente che vuole conoscere aspetti particolari del
mondo del fumetto perché neofita, e di un lettore già
esperto che vuole acquisire gli strumenti per un’analisi
più approfondita.
Oltre
che l'aspetto saggistico avete in programma di sviluppare
anche la produzione e pubblicazione strettamente fumettistica,
di materiale sia italiano che estero: relativamente alla produzione,
quali caratteristiche devono avere le opere che intendete
dare alle stampe? Qualche titolo in lavorazione?
Massimiliano:
Come più volte ribadito, siamo interessati alle narrazioni
ampie e articolate, graphic novel che sappiano raccontare
la realtà collettiva e il vissuto individuale, storie
di vita, bisogni e aspirazioni, sogni e conflitti, con una
attenzione marcata alla contemporaneità. Opere in grado
di emozionare e divertire - tra i generi e oltre - con segni
che prediligano la ricerca e l'evoluzione stilistica e linguistica
ovvero in grado di riformulare i canoni classici.
Relativamente,
invece, alla pubblicazione di materiale importato, su cosa
vi state concentrando?
Emanuele:
Domanda classica su cui ci riserviamo in futuro di
rispondere, ma perché concentrare l’attenzione
sull’estero, quando potremmo pubblicare autori italiani?
Lancio una riflessione: ci sono pochissimi autori capaci di
presentarsi ad una casa editrice in maniera seria, o ci sono
pochissimi autori italiani?
Per la distribuzione,
oltre che al consueto canale delle librerie specializzate,
state cercando di affrontare anche quello delle librerie di
varia: perchè questa scelta?
Emanuele: Perché
le fumetterie sono un ghetto d’oro, ma i nostri libri
hanno la pretesa di essere letti non solo dagli appassionati
di fumetti..
Quali
sono le tre opere a fumetti che non devono mancare nella biblioteca
di un appassionato?
Massimiliano:
Tempo fa risposi alla stessa domanda consigliando:
tutto Love and Rockets, La ballata... di
Pratt e se non ricordo male Watchmen...
Ora direi:
- Blankets
- Tutti i graphic novel di Eisner
- Uno a scelta tra Otomo, Taniguchi, Tezuka... insomma: sceglietevi
un giapponese!
Emanuele:
-Re in incognito
-The legends of Luther Arkwright
-Perché Pippo sembra uno sballato