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Nulla dies sine on-linea: Intervista a Stefano Munarini
di Simone Satta

 

     Ciao Stefano, vuoi presentarti ai nostri lettori?

     Ciao a tutti, sono un trentaseienne bolognese, appassionato di fumetto dagli ultimi trenta. La posizione geografica mi ha favorito l'iniziazione professionale in questo campo. Trovarsi infatti a poche centinaia di metri da una dozzina di negozi di fumetti, molteplici redazioni specializzate, tra cui Fumo di China, ma soprattutto Marco Lupoi è stata una fortuna sfacciata per un fan sfegatato come me.
Lavoro in Marvel Italia, poi Panini Comics, fin dall'anno zero (18 febbraio 1994). Mi sono occupato un po' di tutto, dalle pellicole (prima dell'avvento del cd!) all'archivio, dalla produzione manga all'editing duro e puro. Da quasi cinque anni mi faccio il viaggio del web-editor per www.paninicomics.it

      Partiamo dal principio. Sei un po' l'anima "tecnologica" della Panini: cosa vuol dire essere il web-editor della Panini Comics?

     Si tratta di una batteria di mansioni tra le più variegate, alcune estremamente creative, altre noiosissime. Mi occupo delle news, della gestione dell'e-commerce, del rapporto con lettori, forumisti e collaboratori, fino alle richieste una tantum, come la realizzazione di minisiti da realizzare in pochi giorni. Per quanto riguarda il web fungo da tramite tra l'azienda e il mondo esterno (supporti tecnici, partnership, sponsor, relazioni con altri reparti, Pan Distribuzione…).
Circa la premessa dell'anima "tecnologica", sono in realtà piuttosto scarso. Le innovazioni tecniche vengono spesso realizzate dai colleghi del reparto Panini-Newmedia, in particolare Giorgia Minardo e Eddy Anselmi, sulla base di richieste mie e/o dei lettori. Insomma, non sono uno "smanettone", ahime…
Capitano ancora lavori extraweb, come le carte da gioco Marvel oppure i volumi della serie COME DISEGNARE I MANGA, ma sono mosche bianche.

     Siete stati fra i primi (se non i primi in assoluto) editori di fumetti in Italia, in tempi non sospetti, a intuire le potenzialità della rete: il sito ufficiale della casa editrice, la possibilità per i lettori di interagire con gli editor delle vostre serie via mail e non più solo attraverso la posta cartacea, il vostro forum, la newsletter…Quanto ha influito nella crescita della Panini questa apertura nei confronti del progresso tecnologico?

     Il merito di tutto questo andrebbe girato a Giorgio Lavagna e Marco Lupoi. Loro per primi intuirono l'importanza del contatto online con i lettori. Parliamo di appena sei o sette anni fa, eppure a quei tempi sembrava una spesa inutile per una casa editrice, soprattutto la nostra casa editrice! Il cliché ci vorrebbe infatti supercommerciali e senza scrupoli, per cui la cosa proprio non quagliava con la nostra immagine, invece il tempo ci ha dato ragione. La newsletter aumenta i suoi abbonamenti di circa 30 utenti a settimana, gli editor attingono a piene mani dalle caselle apposite (alcuni rispondono direttamente via mail, altri sugli albi) e il forum è ormai diventato un appuntamento imprescindibile.! Totalmente fuori dagli schemi commerciali, abbiamo fornito ai lettori una piazza dove esternare consigli e critiche, ma anche per metterli in contatto tra loro. Spesso le loro domande trovano addirittura risposta da altri utenti, ancor prima che da me o dal fantomatico moderatore, Mister Bongo!
Purtroppo non siamo mai riusciti a realizzare il progetto delle "note online", annunciato peraltro a più riprese in passato. Comunque non ci siamo fermati, le innovazioni continuano, cito per esempio l'area Press ora in fase di studio.

     Tu, fra gli addetti ai lavori che ci è capitato di intervistare, sei probabilmente quello con la più alta "coscienza" del web. Cosa pensi del fenomeno delle webzines (non parlo solo di Comics Code, ma anche di realtà parallele come lo Spazio Bianco, Comicus, Fumetti di Carta)?

     In realtà quasi tutti i nostri redattori sono scafatissimi frequentatori del web. Per quanto mi riguarda, pur non essendo assiduo, come lo ero di quelle cartacee qualche annetto fa, ne ho il massimo rispetto. Le trovo incredibilmente competenti e informative. Sono inoltre una vera e propria palestra per i nostri redattori di domani, se ci tengono, ovviamente. Lo stesso Matteo Losso, deus ex machina di Amazing Comics, è oggi un competente redattore Marvel della nostra filiale francese…

     Esulando dal piano contenutistico e fenomenologico, a livello puramente tecnico riescono a sfruttare pienamente (o quasi) il mezzo, o trovi che queste realtà usino internet come un misero surrogato della carta, trascurandone le potenzialità effettive?

     La maggior parte di questi dimentica le possibilità offerte dalla Rete, ma non bisogna certo denigrarli per questo. Riuscire a mantenere un piede nella staffa della creatività e l'altro in quello dei contenuti è uno sforzo sovrumano, soprattutto se il sito nasce come hobby. Esistono comunque realtà piccole ma rivoluzionarie, quali http://www.selfcomics.com di Luca Genovese.

     Parliamo di fumetti digitalizzati. La Marvel USA è stata fra i pionieri in questo senso con i suoi dotcomics, ed è storia recente il crescente fenomeno anche in Italia delle scans pirata diffuse nelle reti peer to peer. Siamo pronti secondo te per il fumetto digitale? Non pensi che qualche iniziativa "ufficiale" possa essere una soluzione (naturalmente non parlo di sostituire il cartaceo) sia per contrastare il fenomeno della pirateria, sia per affrontare (perlomeno qui in Italia) la questione delle ristampe o delle serie destinate al limbo?

     Al tuo elenco aggiungo i CD-Rom che la stessa Marvel USA sta realizzando da alcuni mesi. È poi notizia di questi giorni il potenziamento della linea Marvel Digital Comics attraverso il sito ufficiale marvel.com. Il loro obiettivo è mettere a disposizione dei lettori albi di ieri e di oggi a cadenza quotidiana.
A casa nostra, la pubblicazione online viene richiesta puntualmente a ogni fiera dai nostri lettori. Posso capirli, sarebbe una soluzione per molti titoli nel limbo, ma al momento non ci è permesso, soprattutto per motivi contrattuali. In ogni caso immagino che nei prossimi mesi MML tirerà fuori dal cilindro qualcosa di eclatante, ma per ora nulla da annunciare, spiacente.

     Anche se ormai sei identificato con paninicomics.it, nel passato però hai transitato sulla carta come i tuoi altri colleghi (ricordo in particolare l'esperienza dell'ottimo Marvel Mania) e, di recente, ricordo il tuo nome fra gli autori dei testi per i Classici del Fumetto di Repubblica. Hai mai nostalgia della dimensione cartacea?

     Parecchia. Dopo i Classici a Fumetti di Repubblica, per i quali ho avuto il piacere di curare persino il volume dedicato a Pazienza, ho adattato alcuni titoli Panini Comics, ma è sempre più difficile incastrare la supervisione con le mie attuali mansioni redazionali.
MarvelMania lo ricordo con particolare nostalgia… lo realizzavo a costo zero, utilizzando pellicole di scarto. Io e Giovanni Lambertini ci occupavamo di traduzioni e lettering nei ritagli di tempo, il tutto condito dall'esperienza editoriale di Enrico Fornaroli. Credo che il lettore fosse piuttosto favorevole all'approccio che ritenevo più opportuno per quel minimagazine: passione e ironia. Si chiameranno "comics" per qualche motivo…

     Nel tuo passato ci sono anche dei trascorsi come autore. Parlacene un po'. Che peso dai quell'esperienza? È un capitolo definitivamente chiuso?

     Dopo un paio di storie pubblicate su Mondo Naif e Carmilla non sono stato troppo fortunato come autore, ho dozzine di storie nel cassetto ma gli editori sono difficili da convincere se non ti sei già fatto un nome. Nei prossimi giorni, giocando spudoratamente in casa, comincerà su Anteprima la pubblicazione di una mia striscia comica dal titolo "Fanity Fair", per i disegni di Mariateresa Conte. Racconta il mondo dei comic-nerd a cui mi sento particolarmente vicino, tra kermesse fumettistiche e rivendite di fumetti. Poi ho una gangster story sul groppone da almeno otto anni, devo soltanto riuscire a circuire un disegnatore…

     Parafrasando la nostra domanda di rito, quali sono i tre siti internet che non dovrebbero mancare fra i preferiti di un appassionato (non sei obbligato a dire Comics Code)?

     Non dirò Comics Code poiché chi ci sta leggendo evidentemente già vi conosce…
Segnalo il popolare http://www.fantascienza.com/magazine/home/ che letteralmente trasuda informazioni interessanti da ogni pixel. Onore al merito al http://www.comicus.it/index.php di Marco Rizzo, un magazine che proprio non fa mancare nulla ai suoi utenti. Infine, un blog. Inutile nasconderlo, quello più cliccato tra i lettori di fumetti (e i fan di Six Feet Under…) è proprio quello del nostro Diretùr: http://cuoredichina.blogspot.com/

     E infine, come da rituale, dicci secondo te quali sono i tre fumetti che un appassionato dovrebbe avere.

     E' doloroso scegliere tra centinaia di must, ti prego, almeno cinque…
Un qualsiasi Asterix di Goscinny e Uderzo
Love & Rockets dei fratelli Hernandez
Spirit di Will Eisner
Devil: Rinascita di Frank Miller e Dave Mazzucchelli
Zanardi di Andrea Pazienza

 

 

 

 

 

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