Iscriviti alla newsletter di COMICS CODE




Inserisci il tuo indirizzo e-mail


L'Unione Fa La Forza: Intervista a Grazia Lobaccaro
di Antonio Solinas

     Ciao Grazia, vuoi presentarti ai nostri lettori?

     Be’, direi che posso cominciare col dire che sono una disegnatrice che fa parte dello studio Innocent Victim con il quale ho realizzato alcuni dei miei lavori principali come Sotto Un Cielo Cattivo e Quebrada. Ho iniziato la mia carriera professionale prima di unirmi allo studio, disegnando Silent Dance per la Esseffe Edizioni, ho realizzato due storie per Kappa Edizioni (una breve per Mondo Naif e la più lunga Tetsu Kamen per Mangazine 100), dal 2004 collaboro con l’Eura editoriale (Lanciostory) e ho di recente lavorato sulla storia a fumetti che verrà inserita in un cd di prossima uscita per Panini per la cantante Senit. Ho frequentato per tre anni la Scuola del Fumetto di Milano dove mi sono “fatta le ossa”.

      Come ti sei interessata al fumetto e quali sono le tue influenze principali?

      Ho sempre disegnato. Da bambina disegnavo le storie a fumetti insieme alle mie amiche - spesso con storie autobiografiche (e un po’ romanzate! eh eh!). Non avevo letture specifiche/da appassionata... ero più una lettrice casuale di qualunque fumetto mi capitasse tra le mani, dai comici a Dylan Dog. Le mie influenze principali invece sono molto più specifiche: Battaglia, prima di tutto, che mi aveva portato ad un’inchiostratura spugnettata che ho poi abbandonato (ma che sta tornando, come si può vedere in alcune parti di Cielo Cattivo...), e poi Ted McKeever con il suo stile grezzo ed espressionista, ma anche Duncan Fegredo, maestro per gestualità, tagli d’inquadratura... un po’ tutto! Ma anche la pittura “vera”, visto che sono un’appassionata dei secessionisti viennesi e molti altri, da Schiele e Klimt, a Goya e Mucha.

      Come è avvenuto il tuo esordio professionale?

     Silent Dance, che è stato il mio primo lavoro, è stato pubblicato dal ramo editoriale della Scuola del Fumetto. Fu una bella occasione e, per me, un grossa soddisfazione perché solo i “più meritevoli” tra gli allievi venivano pubblicati (come nel caso di Cajelli/Rossi e il loro Pulp Stories).

     Insieme a Petrucci, Casali, Camuncoli, Dell’Edera, Bazzani ed altri fai parte dello studio Innocent Victim. Come è nata l’idea dello studio e quanto è importante per te farne parte?

     Lo studio è nato nel 1997, quando Matteo Casali e Giuseppe Camuncoli lo fondano in occasione della prima uscita del loro Bonerest. Dal novembre di quell’anno, lo studio si è ampliato fino ad includere i nomi che citi (e altri che sono “transitati” negli anni). Nel 1999, dopo che i primi 2 volumi della trilogia di Silent Dance erano già usciti, ho lavorato a uno dei capitoli del primo albo di Quebrada diventando, di fatto, parte di Innocent Victim. Credo sia una realtà importante e sono felice di collaborare con gli altri ragazzi. Abbiamo fatto parecchie cose interessanti, in Italia e all’estero, e abbiamo intenzione di continuare così! Senza lo studio, le occasioni sarebbero state decisamente meno - l’unione fa la forza, no?

     Fai parte di uno studio che ha sfornato già un certo numero di autori (come Cammo e Casali) che hanno lavorato e lavorano con profitto per mercati stranieri. A quando il tuo turno?

     Be’, intanto Silent Dance è uscito in America per la Slave Labor Graphics nell’estate 2005. Lo abbiamo presentato alla San Diego Comicon e successivamente in due negozi a San Francisco e Las Vegas - occasioni che credo siano capitate a pochi autori italiani. Il mio obiettivo (non è un segreto) sarebbe di lavorare per la Vertigo/DC Comics... i contatti ci sono e sto facendo delle prove, adesso non resta che tenere le dita incrociate. Anche Michele Petrucci è uscito per la SLG (con il volume Due che raccoglie Keires e Sali d’argento), mentre Cammo opera con la DC dal 2000 e Matteo da due anni.

     Quanto è stata importante l’esperienza dello studio Gioco Duro, insieme a Jim Lee ed altri autori Wildstorm, lavorando a fianco ad altri autori con esperienze lavorative e mentalità molto diverse da quelle italiane?

     Vorrei saperlo... purtroppo mi sono rotta un ginocchio a pochi mesi dall’apertura dello studio e ho perso più di quattro mesi (i più intensi) e quindi non ho realmente diviso lo spazio con gli altri.

     Oltre che per i progetti Innocent Victim, lavori anche per l’Eura. Quali sono le differenze nell’approccio artistico, se ci sono, in questo senso?

      Quello con l’Eura è un rapporto professionale molto diretto e semplice: mi passano le storie e io le realizzo nel più breve tempo possibile. Con Innocent Victim c’è di solito un coinvolgimento maggiore... il che ovviamente si traduce spesso in tensioni creative/professionali che credo siano tanto normali quanto fastidiose (^_^) per chiunque. Di solito, da parte dell’Eura non mi vengono fatte richieste stilistiche troppo specifiche, mentre Quebrada e Cielo Cattivo, per esempio, hanno avuto bisogno di una pianificazione attenta e a volte puntigliosa prima della realizzazione.

     A proposito di approccio artistico, il tuo stile è molto diverso da quello dei fumetti popolari italiani. Ti sei mai sentita penalizzata, per questo?

     Be’, il non essere “super vendibile” crea ovviamente dei problemi a chi sceglie di non compromettere il proprio segno per “lavorare basta che sia”. E poi questo approccio più personale può essere un pro e un contro, no? A me piace pensare che sia un “pro”.

     Sempre a proposito di stile, sembri una delle poche fumettiste a non essere pesantemente influenzata dall’estetica manga. Come hai definito il tuo stile? Che tecniche usi?

      Non sono mai stata un lettrice di manga, anche se dei cartoni migliori non me ne sono persa uno, e il mio stile si è evoluto in modo naturale quando ho iniziato a scoprire i comics americani e poi... non so... è così che mi piace lavorare. In quanto a tecnica, matita (blu cianografica), e pennarelli la fanno da padroni, anche se non disdegno alle volte i pennelli e la succitata (e “riscoperta”!) spugnetta.

     Con Matteo Casali hai un rapporto molto più che professionale. Come si riflette questo nelle vostre collaborazioni?

     Litighiamo di brutto per ragioni professionali... e poi paghiamo il conto nella vita privata (^_^)!

     Parliamo di Sotto un Cielo Cattivo, un’opera che ha avuto un ottimo riscontro di critica. Come è stata concepita e come hai diviso il lavoro con Matteo?

     Matteo lavorava all’idea già da tempo, ma solo quando ha deciso di collocarla temporalmente in modo così definito (Grande Depressione e tutto il resto) ho cominciato a essere coinvolta nel progetto. Lui, come di solito accade, si è occupato di ricerche storiche e storia, senza ignorare i miei eventuali appunti, e io ho curato tutto il comparto grafico e la ricerca di materiale visivo che mi ha portato a consultare libri e centinaia di foto d’epoca. Sono davvero soddisfatta del risultato finale, anche se, potendo, alcune cose le cambierei...

     Leggi ancora fumetti in maniera regolare? Quali sono i tuoi gusti in questo senso?

      Non riesco a essere una lettrice regolare, per lo più per motivi di tempo. Allo stesso tempo, però, non ho preferenze e quindi leggo un po’ di tutto.

      La tua ultima opera, Sotto un Cielo Cattivo, è appena uscita. A cosa ti dedicherai ora?

      Ci sono alcuni progetti in ballo, ma è ancora troppo presto per parlarne. Poi c’è il lavoro con l’Eura che prosegue e per il resto staremo a vedere.

     Chiudiamo con la domanda classica di Comics Code: quali sono le tre opere a fumetti che non dovrebbero mancare sullo scaffale di un appassionato?

      V for Vendetta. Enigma. Watchmen. Molti altri, ma questi sono fondamentali... vanno OLTRE il fumetto e diventano pura emozione.
Dì la verità... non sei poi tanto sorpreso, vero? ^_^

 

 

 

Biografia

 

 

fai click sulle immagini per ingrandirle