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Killer al (non) esordio: Intervista al (non) Gruppo Elite
di Emiliano Longobardi

 

     Come nasce il Gruppo Elite?

     Il gruppo Elite? Bel nome, non ci piace. Per ora il gruppo non ha un nome, ed in realtà non è neanche un gruppo. Beh, diciamo che il “gruppo” nasce in maniera molto professionale, con due dei futuri autori (Alessio Landi e Lorenzo Corti) impegnati in estenuanti partite alla PS2 ed un terzo (Alessio D’Uva) stravaccato sul divano. All’inizio stavamo pensando a tutt’altro progetto, molto più articolato e del quale da qualche parte dovremmo avere anche vari studi degli ambienti e qualche soggetto.
Poi siamo passati quasi per caso a pensare a sei storie di killer unite da un filo conduttore.
A questo punto all’indaffaratissimo “nucleo” originario si sono uniti altri: Sergio Calvaruso come sceneggiatore, Alessandro Bragalini come disegnatore, insieme ad alcuni ragazzi della Scuola di Comics di Firenze, e Fabiano Fedi con le sue incredibili capacità di grafico web ed inchiostratore.

     Quando avete deciso di saltare il fosso e dedicarvi – oltre che alla critica e all’informazione – anche alla creazione di un fumetto? Come avete risolto il conflitto di interessi?

     Come Berlusconi, lasciando gli interessi ed eliminando il conflitto. In realtà il collegamento del nostro gruppetto a Fumetti di Carta, il sito dell’Elite, è solo Lorenzo, che tra l’altro ci collabora sporadicamente occupandosi principalmente del forum elitista.

     In particolare, come nasce e su quali basi Killer Elite? Chi compone lo staff e con quali mansioni?

     Nasce per caso, da un’idea di Alessio (Landi) che stava sperimentando con tavole interamente in digitale alla ricerca di una nuova tecnica. Non aveva una sceneggiatura ma solo un soggetto non scritto, e ogni tanto ci faceva vedere i progressi che stava facendo. A questo soggetto ci ha collegato una sua vecchia idea di un “contest tra assassini”, soggetto al quale ci propose di integrare storie e personaggi di nostra creazione. E’ nato così il progetto dell’albo di 48 pagine che poi Bottero ci ha accettato.
Per quanto riguarda le mansioni, beh, noi tre abbiamo scritto cinque delle storie (la sesta è di Sergio), cercato un editore ed i disegnatori, coordinato tutto quanto e curata la parte di impaginazione e lettering. Fabiano ha chinato la storia disegnata da Alessio (Landi) e creato il logo ed il sito di Killer Elite. Sergio, oltre alla sceneggiatura della sua storia, ci sta aiutando ad informare il maggior numero di siti internet dell’esistenza di questo albo.

     Siete tutti alla vostra prima esperienza fumettistica? Qual è l’aspetto più coinvolgente e quello più frustrante?

     Alessio D’Uva: Non si tratta della mia prima esperienza fumettistica, ho già realizzato storie pubblicate dalla Coconino (su Black n. 7) da Coniglio Editore (alcuni anni fa su Blue) e da 3ntini (su Selen).
L’aspetto che mi affascina di più è il fatto che finalmente sono coinvolto anche in una sorta di funzione di “editor”, visto il lavoro di coordinamento che sto facendo insieme agli altri. L’aspetto più frustrante è che sono coinvolto anche in una sorta di funzione di “editor”.
Lorenzo Corti: L’aspetto più coinvolgente è il lato creativo della cosa: scrivere una storia, vedere se funziona e soprattutto ricevere le tavole del disegnatore e vedere come lui ha visualizzato quello che hai pensato. La cosa peggiore? I disegnatori che fanno un po’ come cacchio gli pare, ci fanno arrivare le tavole con comodo e ci costringono ad estenuanti sessioni dopolavoristiche per letterare e sistemare nei formati corretti il loro lavoro. Però son bravi, eh! Alessio Landi: Anche per me non è proprio la prima esperienza. Una storia da me sceneggiata fu pubblicata anni fa su Kaos delle Edizioni Nexus e sono in attesa di risposta da parte della francese Soleil Editions per un progetto che ho proposto loro. L’aspetto più coinvolgente: Lavorare a un progetto antologico. L’aspetto più frustrante: Lavorare a un progetto antologico!

     Una volta capito che tipo di fumetto fare, quale iter avete seguito per trovare un editore?

     Alessio (Landi) si recò a Lucca col progetto da proporre agli editori. Si trattava di un soggetto di massima, accompagnato dalle prime pagine di una delle storie. All’epoca mancavano ancora i disegnatori, se si esclude lo stesso Alessio (sempre Landi). La proposta fu così lasciata a diversi editori, dei quali il primo a mostrarsi interessato fu Alessandro Bottero.

     Dopo il canonico giro delle sette chiese, quindi, avete incontrato i favori di Alessandro Bottero e della sua piccola etichetta: nel frattempo e da quel momento, il progetto iniziale ha subito delle modifiche anche in funzione dell’editore a cui proporsi?

     A parte le ovvie modifiche per adeguarsi al formato, Alessandro ci ha lasciato piena libertà, al punto che noi gli consegneremo il cd definitivo completo di tavole impaginate, letterate e corrette.

     Che tipo di pubblico (e quanto pubblico) sperate di coinvolgere?

     Mamme, nonne e fidanzate, mi sembra ovvio, no? Ma soprattutto puntiamo alle nonne! A parte gli scherzi, speriamo di coinvolgere un numero di lettori sufficiente da permetterci di proseguire questa esperienza e creare così un piccolo laboratorio di idee aperto a chiunque abbia passione, volontà ed una bella storia da raccontare.
Killer Elite abbraccia generi diversi. Si va dall’horror all’hard boiled, dalla fantascienza al supereroismo, ma niente ci vieta di aggiungere o sottrarre killer, uccidere personaggi e non farli tornare (e qui sta la cosa veramente innovativa!), inserire nuovi autori, nuovi assassini e nuovi generi.
Già il primo numero ci ha portato a delle collaborazioni preziose, come quelle di Sergio Calvaruso e Fabiano Fedi... Senza quest’ultimo molte cose, a partire dal sito internet, sarebbero rimaste soltanto delle idee.
Poi non vorremmo scordare i disegnatori, che hanno fatto un buon lavoro.

     Quali sono i tre fumetti che non devono mancare nella biblioteca di un appassionato?

     Alessio (Landi): La Saga dell’Incal, Doom Patrol e Sin City.
Lorenzo Corti: V For Vendetta, Animal Man e tutto Carl Barks.
Alessio (D’Uva): Watchmen, Strangers in Paradise, Blankets.

Menzione speciale: Minimum Wage di Bob Fingerman

 

 

 

 

 

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