Google
Web www.comicscode.net


 

Iscriviti alla newsletter di COMICS CODE




Inserisci il tuo indirizzo e-mail


“Troppo Inglese”: Intervista a Frazer Irving
di Antonio Solinas

     Ciao Frazer. Per quanto ne so, non si è ancora visto niente di tuo in Italia. Vuoi presentati ai nostri lettori?

     Ciao. Mi chiamo Frazer, e vivo in Essex, che è un macello suburbano al confine con Londra, nel Regno Unito. Disegno professionalmente fumetti dal 2000, e la maggioranza della mia produzione è stata ospitata sulla rivista britannica 2000AD, anche se ho disegnato anche Authority per la DC ed una miniserie in quattro parti per la Dark Horse dal titolo Fort! Prophet of the Unexplained. A parte questo, ho disegnato immagini per la Wizards of the Coast, per la BBC, ed ho pubblicato la mia personale graphic novel da 200 pagine nei miei giorni da dilettante. Inoltre suono la chitarra e faccio musica sul mio Powerbook, cosa che mi porta via troppo del mio tempo lavorativo...

     Quando hai deciso che volevi diventare un disegnatore di fumetti?

     Beh, sapevo di volerlo fare sin da quando avevo 7 anni, ma non mi è mai venuta l’idea di provare nella maniera giusta finchè non ho compiuto 14 anni circa. Ho fatto questa scelta dopo avere letto degli articoli su Marvel Age che spiegavano come proporre il proprio lavoro, e ho pensato di darmi 4 anni per diventare bravo e poi mandare in giro la mia roba.

     Quali sono le tue influenze, anche al di fuori del fumetto?

     Influenze... hmmm. Beh, per quanto riguarda i fumetti, quelli che hanno avuto il maggiore impatto su di me sono stati tizi come Barry Windsor-Smith (ho frequentato il suo stesso istituto d’arte, 30 anni dopo), John Byrne, Steranko, Alan Moore, Alfredo Alcala, Rudy Nebres... Gah, ogni volta che provo a rispondere a questa domanda inizio a fare una lista di tutti i grandi:) E la lista può andare avanti... Al di fuori dei comics le mie più grandi influenze sono i Beatles e i King Crimson.

     Una delle storie per cui sei più conosciuto è la saga di Judge Death, che ha avuto un’ottima accoglienza. Come hai avuto questo lavoro? Quale delle storie che hai disegnato per 2000AD è la tua preferita?

    Ho avuto il compito di disegnare la storia di Death perché avevo parlato all’allora editor di 2000AD Andy Diggle di quanto mi sarebbe piaciuto disegnarla, per cui quando all’improvviso John Wagner ha consegnato 3 scripts per una nuova storia Andy ha pensato a me. Un chiaro caso di “chi conosci” e non di “che cosa sai fare”. Per quanto riguarda il lavoro più divertente su 2000AD, direi che l’attuale strip di the Simping Detective è quella che mi fa divertire di più, molto probabilmente a causa del fatto che più fumetti disegno, più miglioro e più divertente diventa il tutto:) .

     Recentemente, la DC Comics ha raggiunto un accordo per la distribuzione dei fumetti di 2000AD in Nord America. Pensi che questo porterà dei benefici al movimento fumettistico britannico? Come?

     Non lo so, la parte imprenditoriale del fumetto è per me sempre un vero mistero. Ciò che dovrebbe essere un successo sicuro spesso fa flop, e le cagate più immonde del mondo possono diventare un enorme successo per ragioni che sono oltre la mia comprensione, per cui direi che cose come queste possono solo portare dei benefici alla scena fumettistica britannica, anche se non ho proprio idea di come.

     Hai lavorato soprattutto per editori britannici. Ti interesserebbe lavorare a qualche progetto per il mercato americano o francese?

     Dipende dal progetto :D Ho fatto alcune cose per gli americani, ed al momento sono al lavoro su un’altra con Grant Morrison per la DC Comics: questa è stata la più divertente finora. Non so invece riguardo al mercato francese... Non ho avuto un buonissimo responso l’anno scorso quando sono andato ad Angoulême, con commenti come “troppo inglese” o “non molto francese” usati per descrivere il mio lavoro, per cui penso che lascerò perdere finché qualcuno non decide che gli posso piacere.

     Generalmente, secondo me, gli standards per i disegnatori britannici sembrano più alti di quelli per i disegnatori americani. Sei d’accordo? Cosa pensi di avere imparato lavorando soprattutto per il mercato britannico?

     Non so per quanto riguarda gli standards... Certamente siamo obbligati ad essere più “densi” nelle tavole e nello storytelling, cosa che ci può fare apparire più abili, ma ho visto quanto sono incredibilmente bravi alcuni americani a buttare giù disegni ben compiuti in pochissimi secondi... chiaramente imparano cose diverse da noi, e la cosa migliore è quando mettiamo in comune le idee, rubandocele a vicenda:) Nel Regno Unito, a causa del fatto che il mercato è basato quasi esclusivamente su antologia, dobbiamo imparare a comprimere un sacco di disegni in poche tavole, e ad essere più chiari e concisi nelle vignette. Ciò che questo determina (specialmente in questi giorni) è che i disegnatori abbiano il controllo individuale di tutta la parte artistica, a differenza del sistema disegnatore-inchiostratore-colorista ancora in voga negli Stati Uniti. Penso che il modo di lavorare britannico sia migliore, anche se sono cresciuto leggendo fumetti fatti da gruppi di persone che insieme riuscivano a produrre qualcosa che era meglio di quello che tali individui avrebbero fatto da soli.

     Hai uno stile molto raffinato, che però sospetto possa essere un po’ difficile da capire per il fan di supereroi medio. Ti sei mai sentito penalizzato a causa del tuo stile?

     Nah, veramente no. Nessuno mi ha mai detto “fa schifo”, anche se in alcuni casi le vendite sono state scarsine. Idealmente mi viene data la possibilità di usare qualunque stile io ritenga più adatto, ed i casi in cui uno stile mi è stato imposto sono i casi in cui il progetto non è stato all’altezza delle aspettative.
Con 2000AD ho generalmente la libertà totale di fare quello che mi pare esteticamente meglio, e nell’attuale progetto per la DC faccio anche i colori, per cui c’è maggiore possibilità di fare funzionare le cose. Per quanto rigarda i supereroi... beh, ho fatto Storming Heaven su 2000AD ed i fans di fumetti supereroistici che lo hanno visto lo hanno apprezzato molto, per cui credo che DOVRÒ disegnare supereroi, ed in questa maniera dovrei essere in grado di sintonizzarmi su che cosa sia che rende i supereroi cosi “cool” e tirare fuori questo aspetto nei miei disegni.

     Il tuo stile mostra molta attenzione allo storytelling ed alla composizione delle tavole. Come hai sviluppato il tuo stile? Preferisci lavorare su una sceneggiatura più stringente o quando ti viene data più libertà?

     Ho sviluppato il mio stile in maniera naturale, vale a dire disegnando un saccaccio di tavole pessime, fino a quando hanno iniziato a sembrare meno brutte. È stata sicuramente una mutazione inconscia, dato che tendo a concentrarmi solo sul lavoro che sto facendo e come farlo funzionare, e poi trasporto le mie nuove idee “funky” di progetto in progetto senza in realtà rendermene conto. Quando ero bambino, ero tutto preso dallo stile e da come arrivarci. Ora ho capito che è meglio lasciare che sia lo stile a venire da te, piuttosto che inseguirlo all’infinito.
Sceneggiature: mi piacciono entrambe le soluzioni, se sono buoni scripts. Per ora ho fatto il 90% del mio lavoro su sceneggiature dettagliate... alcune meno buone delle altre... e quella in cui ho adottato il Marvel style è stata quando ho adattato Frankenstein questo inverno scorso... tutto ciò che mi è stato dato era un riassunto di una pagina e il romanzo cui ispirarmi. Se dovessi scegliere, sarei per una sceneggiatura libera, perché più riesco a fare miei i segreti dello storytelling e più penso di dovere aver bisogno di spazio per giocare e allargare i miei confini un pochino.

      Hai lavorato anche per la Dark Horse e la Wildstorm. Che differenze hai trovato fra gli editori britannici e quelli americani?

     Beh, penso di avere già fatto cenno alle differenze stilistiche, ma la maggiore per me è stata il modo in cui 2000AD si prenda molti più rischi in termini di contenuti, in quanto si investe meno in una storia in 5 parti di quanto non si faccia per una miniserie per gli USA. I due progetti su cui ho lavorato con gli americani prima sono stati piuttosto controllati, nel senso che non ho potuto provare un approccio ai disegni che fosse pazzo e stravagante, anche se questo, in verità, all’epoca non importava.
Inoltre, gli editors americani assillano i disegnatori quando sono troppo indietro, cosa che è giusta. I britannici non hanno il tempo di lamentarsi:) .

     Ho sentito alcune voci che ti darebbero in procinto di passare ad una serie legata all’universo mutante. Che cosa c’è di vero?

     È stata una voce falsa e tendenziosa, devo dire. Ad un festival stavo parlando con un tizio che sceneggia un fumetto mutante, ed un giornalista ci ha sentiti parlare, proprio mentre venivano menzionate le parole “nuovo progetto segreto” nella conversazione, per cui il tipo ha tratto delle conclusioni sbagliate:) .

     Come affronterai la serie di X-Men? Cosa porterai dal punto di vista artistico?

     Beh, non lavorerò a X-Men:) Ma il progetto segreto cui ho fatto cenno è i Seven Soldiers di Grant Morrison per la DC, ed ero riluttante a fare sapere questa notizia al tempo. Penso, a questo punto, di potere ribaltare la domanda verso il mio modo di affrontare Klarion the Witch Boy. Penso di avere ottenuto l’incarico grazie al fatto che Grant voleva lavorare a qualcosa con me, e questa era un’ottima opportunità di usare un “perfetto sconosciuto” su un personaggio che è anch’esso un “perfetto sconosciuto” e tirare fuori qualcosa di nuovo e bizzarro-figo (funky in originale, N.d.T). Ho ottenuto di fare anche la colorazione (e questo era per me essenziale), per cui questo significa che sarò in grado di provare nuovi modi di amalgamare linee e colori per creare effetti drammatici e sviluppare un set di agganci visuali che serviranno ad unificare tutto il progetto.

     Sei un grande fan dei fumetti? Cosa leggi?

     Più o meno. Mi piacciono i fumetti, sia come forma d’arte che come prodotto, ma non leggo più tanto quanto facevo da bambino, soprattutto perché ho altri interessi che fanno da contrappunto al mio lavoro giornaliero, e la lettura di fumetti è diventata un’attività di ricerca più di quanto non lo fosse prima. Detto questo, spendo sempre una fortuna in fumetti ogni volta che visito un comic shop: ad esempio, oggi ho comprato gli ultimi episodi di Sleeper, Green Lantern: Rebirth, Solo (di Richard Corben), Black Hole, The Losers, poi un volume di Alan Davis, ed una edizione hardcover di Button Man, ironicamente pubblicata da 2000AD (ironicamente nel senso che avrei già dovuto riceverne una copia omaggio da tempo...).
I miei gusti sono i più vari possibile, sebbene tutto dipenda più dai tems creativi che non dal genere. Per esempio, oggigiorno mi tengo abbastanza lontano dai supereroi, semplicemente perché non mi piacciono i disegni. Semplice. Ed i testi a volte sono anch’essi un po’ loschi… Ma quando vedo un buon fumetto supereoistico (the Nail di Alan Davis, qualunque cosa faccia Alan Moore, questa nuova saga di Green Lantern, etc.) allora si che è un divertimento:) .

     Sai niente della scena fumettistica europea? Chi ti piace? E dell’Italia? Che cosa sai dei fumetti italiani?

     Non so quasi niente. Conosco il nome “Bonelli” e so che alcuni dei miei amici croati fanno delle storie di Dylan Dog, ma questo è quanto. Fondamentalmente, è tutta una questione di accessibilità. I fumetti europei non sono mai stati veramente disponibili in inglese, quaggiù (e quando sono stati tradotti, molte volte la traduzione era una vera schifezza), ed a coronamento c’è un grande senso di anti-snobismo verso i comics europei. Molte persone che conosco qui, le quali gridano ai quattro venti i pregi dello stile europeo su quello americano, sono incredibilmente pretenziose e tristemente il loro atteggiamento incide in maniera negativa su tutto ciò che viene dall’Europa. Sono stato disincentivato verso la produzione francese dal fatto che mi è stata mostrata la roba sbagliata. Solo le nuove ristampe dei Metabarons da parte della DC stanno veramente avendo un effetto, in quanto sono un ottimo prodotto e non c’è nessuno che me le voglia fare gustare a forza.

     Quali sono i tuoi progetti attuali?

     Al momento ho solo un progetto in corso (ah, che lusso), che è la mini in quattro parti Seven Soldiers per la DC, che dovrebbe uscire in aprile, mi pare. Faccio la strip the Simping Detective sul Judge Dredd Megazine ogni anno, anche se questa è lunga solo 3-6 episodi, per cui quest’anno forse dovrei riuscire a trovare un po’ di tempo per me stesso... Magari avere la possibilità di finire di registrare quell’album di insetti che cantano...

     Una domanda che è un classico per Comics Code. Quali sono le tre opere a fumetti che non dovrebbero mancare nella biblioteca di un appassionato?

     Weapon X di Barry Smith, V for Vendetta e Sin City. Ti rendi conto che questa è una domanda ingiusta, vero?
 

 

fai click sulle immagini per ingrandirle