Il Decano: Il Mondo di Gene
Colan
di Simone
Satta
Innanzitutto,
buongiorno Gene! Come ci si sente ad essere considerati una
leggenda dei comics?
Sorpreso!
:) e imbarazzato.
Hai
iniziato la tua carriera giovanissimo, a soli diciotto anni
hai iniziato infatti a collaborare con la Fiction House prima
di essere arruolato nell'esercito. Cosa voleva dire nel 1944
voler lavorare nel campo dei fumetti?
Dopo
aver prestato servizio nella United States Air Force (l'Aviazione
americana), nel 1946 iniziai a lavorare alla Timely Comics.
La Timely in seguito cambiò nome in Marvel. Era un
sogno che si avverava.
Quando
hai iniziato a disegnare, il genere supereroico era sostanzialmente
giovane (Superman era nato pochi anni prima, nel 1938). Immaginavi
che diventasse così importante nell'economia del fumetto
americano, quasi un monopolio?
Penso
di aver sempre capito quanto fosse importante il fumetto,
anche nella mia visione fanciullesca. Così, fin da
quando ero molto giovane, decisi che il mio scopo sarebbe
stato diventare un disegnatore di fumetti.
Sei
contento dell'importanza che si è trovato ad assumere
o non era il genere di fumetto che volevi realizzare quando
hai iniziato la tua carriera?
Certo.
L'industria del fumetto è andata ben al di là
di ciò che potessi immaginare. Tuttavia, ho sempre
creduto in un legame fra fumetto, celebrità, e cinema.
Quanto
e come è cambiato il mestiere di disegnatore dai tuoi
esordi ad oggi?
Agli
inizi, la Marvel era disposta a lasciare che gli artisti si
creassero un loro stile personale (entro certi sani limiti).
La libertà creativa era il loro marchio di fabbrica
e io sono cresciuto con loro. Alla DC, sebbene fosse una compagnia
di qualità, il controllo da parte dei supervisori era
molto più forte. Per me, la Marvel è sempre
stata l'ambiente migliore.
Hai
lavorato per tutti i più importanti editori di fumetti
statunitensi. Qual è quello con cui ti sei trovato
meglio?
Sempre
la Marvel! Stan (Lee, ndr) ed io eravamo e siamo tuttora
come fratelli. Ed era grandioso lavorare con quasi tutti gli
scrittori e gli editors alla Marvel. Rispetto reciproco. Come
ho detto prima, la DC era severa nei confronti delle relazioni
interpersonali e nell'atmosfera in generale, ma niente da
eccepire, erano e sono una compagnia di prima categoria! Rispetto
anche la Dark Horse (che è più che una compagnia
indipendente) e il presidente Mike Richardson. Lui e i suo
editors sono veramente gente di classe! Producono fumetti
eccellenti e sono altamente professionali per quanto riguarda
i rapporti di lavoro. Non si può chiedere di meglio.
Cosa
pensi dell'attuale situazione del mercato americano?
Sono
felice del rapporto che si è venuto a creare fra fumetto
e cinema. È sempre stato il mio personale obiettivo.
Avendo
vissuto praticamente tutte le fasi attraversate dal mercato,
dalla Golden Age ad oggi: qual è stato il periodo qualitativamente
migliore secondo te per il fumetto americano?
Devo
dire la Silver Age. Sembra che qualsiasi cosa abbia avuto
inizio da lì. I personaggi sono diventati famosi. I
fumetti erano sani, divertenti e molto spesso le storie contenevano
risvolti morali/lezioni di vita. Gli artisti amavano il lavoro
stabile, e ai fan piaceva questa stabilità nelle serie
dei loro personaggi preferiti quando li ritrovavano una volta
al mese. La vita era bella :) e con l'introduzione delle convention
alla fine degli anni '60, i fan e gli artisti si trovavano
insieme per la prima volta e io credo che tutto ciò
si sia perso! Stan Lee merita davvero un importante riconoscimento
per le idee introdotte con le sue storie di supereroi e l'introduzione
del "Bullpen letters fan page" (una rubrica della
posata gestita da Lee e dal suo staff, ndr). Lui creò
una "famiglia" di editors/artisti/fan e supereroi!
.
Cosa
il fumetto del passato può insegnare al fumetto di
oggi, e cosa il fumetto di oggi può insegnare al fumetto
del passato?
Splendida
domanda. I fumetti del passato non hanno mai perso di vista
la loro responsabilità di "insegnare", anche
se in maniera subliminale, sani valori ai loro giovani lettori.
La situazione è peggiorata se vogliamo. Infatti questa
generazione di giovanissimi sta crescendo con dei punti di
vista decisamente troppo cinici.
I fumetti di oggi hanno un'enorme libertà creativa
che è sempre essenziale nella crescita artistica.
Hai
lavorato con grandi scrittori come Stan Lee, Marv Wolfman,
Steve Gerber. C'è fra gli scrittori attualmente in
circolazione uno con il quale ti piacerebbe davvero lavorare?
No
davvero.
Moltissimi
giovani ( e meno giovani) disegnatori ti citano fra le loro
principali influenze e modelli (e non solo negli Stati Uniti),
c'è qualche artista che pensi abbia realmente compreso
il tuo modo di fare fumetti?
Sì.
So che molti dei miei colleghi apprezzano la mia visione artistica,
il mio stile e le mie capacità. E diversi che non li
apprezzano. La bellezza è negli occhi di chi guarda.
:)
Chi
consideri "artisticamente" il tuo erede?
Non
saprei dire. Per me, la parola "spirituale" è
qualcosa di Divino.
Sei
stato l'iniziatore della tecnica detta "finished pencils"
Sì.
Questa
esigenza è nata dal fatto che il tuo tratto raramente
è stato di facile interpretazione per gli inchiostratori.
Non è una tecnica adatta a tutti, però, bisogna
avere delle matite molto definite. Non pensi che ultimamente
molti, fra autori ed editori, ne stiano abusando?
A
causa del fatto che gli inchiostratori non hanno mai avuto
vita facile nel seguire le mie linee, e a causa dell'evoluzione
del mio disegno, "finished pencils" sono praticamente
la realizzazione del desiderio di tanti editori del passato
che 20 e più anni fa avrebbero voluto ci fosse una
tecnica che permettesse di riprodurre direttamente le matite.
Il pubblico sembra apprezzare le sottigliezze che si possono
ottenere con la grafite. Amo lavorare in questo modo. L'inchiostro,
anche se fossi io a inchiostrare le mie matite, non può
mai ottenere i ricchi e delicati intrichi della matita.
Per quanto riguarda l'abuso di questa tecnica da parte degli
editori, non ho molto tempo per tenermi aggiornato su questo
fatto. Non saprei.
Tomb
of Dracula è stato forse il tuo miglior lavoro,
e comunque uno di quelli con il quale più ti identifica
il grande pubblico. È storia recente il lancio di una
nuova Tomb of Dracula. L'hai letta? Cosa ne pensi?
Non
l'ho vista. E non ne ho neanche sentito parlare. Ma gli auguro
ogni bene. Dracula è un classico. :)
Che
progetti hai attualmente in cantiere?
Attualmente
sono al lavoro su una storia per Simpson House of Horror
su testi di Marv Wolfman. Una parodia di Dracula con Homer
e il resto della banda. La Bongo Comics lo pubblicherà
in occasione di Halloween quest'anno. Contemporaneamente,
sono rimasto sommerso da commissioni da letteralmente ogni
parte del mondo, e parteciperò a delle conventions
in North Carolina, California e Chicago quest'estate. Dopodiché,
continuerò a sperare di trovare un po' più tempo
libero per i miei progetti artistici e per lo svago. :)
Cosa
leggi attualmente e cosa rileggi con piacere?
Ahimè,
il mio tempo per la lettura è limitato. Perlopiù
compro magazine su ogni sorta di argomento. Ho raramente il
tempo di legger un libro, ma di volta in volta ascolto degli
audiolibri. Mi è piaciuto molto Le ceneri di Angela
di Frank McCourt.
Conosci
il fumetto europeo e quello Italiano in particolare? C'è
qualche autore o qualche storia che apprezzi particolarmente?
Mi
rammarico di doverti dire no. Anni fa, Marvel e DC mi spedivano
a casa ogni mese pacchi con tutti i fumetti in uscita. Se
qualcuno non fa questo, raramente riesco a vedere tutto ciò
che viene pubblicato in America, figuriamoci ciò che
viene dal mercato europeo. Posso dire che credo che gli artisti
in Europa da quanto ho visto sono all'avanguardia per quanto
riguarda la loro comprensione di quest'arte. I loro disegni
denotano delle solide basi storiche e tecniche
qualcosa
che sembra fortemente assente negli artisti americani di oggi.
Gli artisti europei sembrano volere creare e sviluppare un
proprio segno personale, sono così all'opposto rispetto
alle copie carbone che molti dei giovani artisti negli States
tendono a fare. Comunque, una volta ogni tanto qui negli Stati
Uniti, esce fuori qualcuno che ha il suo personalissimo stile.
È sempre magnifico assistere a un tale evento!
Domanda classica di Comics Code. Quali sono le tre opere a fumetti che non dovrebbero mancare nella biblioteca di un appassionato?
Sicuramente
Superman. Topolino. Il Capitan America originale. E come secondo
classificato Batman.