Le novità con la stella:
Intervista ad Ade Capone
di Emiliano
Longobardi
Allora,
Ade, facciamo un po' il punto della situazione: fino a poco
tempo fa la Star si era stabilizzata sui titoli provenienti
dal Giappone e su Lazarus Ledd, poi ha varato due
nuove iniziative, Serie TV (che ha recentemente sospeso
le pubblicazioni) e Star Magazine New, che ha riproposto
in libreria una testata storica del fumetto americano in Italia.
Cominciamo dalla testata extra-fumettistica: quali
sono i motivi che hanno portato alla sospensione di Serie
TV?
Il motivo, quando una testata chiude, è
sempre lo stesso: non vende abbastanza. La mia impressione,
e parlo anche come utente finale, è che la rivista
non sia riuscita a "bucare" l'edicola, vale a dire
a conquistarsi una sufficiente visibilità. Il potenziale
della rivista, di cui abbiamo per ora mantenuto i diritti
(si tratta di un format francese), a mio parere resta enorme,
tant'è che forse faremo qualche special senza una periodicità
precisa. A Torino Comics l'abbiamo esposta nel nostro stand
e un sacco di gente, specie ragazzini e ragazzine, si fermava
a sfogliarla. L’interesse era notevole. Purtroppo, in
edicola non l'avevano mai vista, segno che qualcosa non ha
funzionato a livello di punto vendita e di distribuzione.
Gli stessi problemi li avevamo avuti con le riviste di videogames,
qualche anno fa. In particolare, pubblicavamo l’edizione
italiana di Electronic Gaming Monthly, la rivista
di games più famosa in America. Eppure, anche in quel
caso, non siamo riusciti a bucare l’edicola, a differenza
di certi prodotti della concorrenza di qualità (e notorietà
internazionale) decisamente minori. Purtroppo, la Star Comics
è ancora percepita "solo" come una casa editrice
di fumetti, dagli edicolanti e dal grosso pubblico. Chiaro
che se vogliamo che le cose cambino tocca a noi per primi
darci da fare.
Com'è stato accolto Star Magazine New? Quali i motivi
che hanno portato alla scelta dell'attuale "palinsesto"
(La Battaglia dei pianeti, Beautiful Killer
e Rex Mundi)?
A bilanciare la delusione per l'insuccesso di
Serie TV è stato proprio "StarMagNew",
il cui successo è andato oltre le nostre previsioni.
Vero, lo distribuiamo solo in fumetteria, ma ciò non
toglie che vendiamo il doppio o il triplo delle testate che
hanno lo stesso target, vale a dire un pubblico amante di
un fumetto americano che non sia solo il mainstream supereroistico.
Vendiamo oltre l'80% della tiratura, un risultato davvero
straordinario, specie se lo si somma all'entusiamo del pubblico.
A livello di palinsesto stiamo appunto presentando serie americane
non supereroistiche (anche se nulla ci vieta di inserire qualche
supereroe, in futuro), che in un antologico trovano il loro
palcoscenico ideale, perché si tratta di storie con
una bella trama, dei bei personaggi, dei bei disegni. Certo,
La battaglia dei pianeti è un prodotto più
giovanile, ma anche chi non lo apprezza ha riconosciuto che
StarMag merita comunque l'acquisto, considerando anche il
costo assolutamente concorrenziale: 72 pagine a colori e stampate
su ottima carta per soli 2,90 euro. Abbiamo voluto dimostrare
che si possono fare albi solo per fumetterie anche a prezzo
contenuto, smentendo chi voleva far credere il contrario.
Del resto, la cultura editoriale conterà pur qualcosa,
e la Star è sul mercato da parecchio tempo, ormai.
Avete annunciato
la pubblicazione, su Star Magazine Book, di Rose:
quali altri titoli potremo leggere?
Per ora posso dirti quelli che vedremo su Star Magazine,
vale a dire Invincible Ed e Freak. Quest'ultimo
è una miniserie Image, il primo invece è Dark
Horse. Anche in questo caso di tratta di cose poco conosciute,
in Italia, ma di innegabile qualità. Credo che riusciremo
a dar loro la visibilità che meritano, proprio come
accaduto con Beautiful killer e con Rex mundi.
Posso inoltre darti qui una notizia in esclusiva. A fine settembre
usciremo, anche in edicola, con Strike, un quindicinale
che conterrà fumetti francesi, argentini, italiani
e anche qualcosa di americano. Prezzo: 2,50 euro. Pagine:
112. Anche qui, mi sembra un rapporto prezzo/quantità/qualità
eccellente. I nomi di alcuni degli autori in ballo sono molto
noti. La testata è stata ideata da Dario Gulli, che
ne sarà anche il direttore.
Recentemente (soprattutto
sul forum di ComicUS) hai dato la notizia della prossima uscita
di Star Fantasy. Come verrà impostata questa nuova
testata? Quali titoli presenterete?
Il primo titolo che ho annunciato ufficialmente,
per ora, è Artesia,
serie fantasy nata sotto l’etichetta Sirius e ora pubblicata
da Archaia Studios Press, un piccolo studio indipendente ma
in costante crescita, proprio grazie al successo di Artesia,
che in America ha recentemente vinto un importante premio
come Miglior Graphic Novel del 2003, grazie a un paperback
che raccoglie una delle miniserie che compongono la saga.
La cosa più bella, per me, è stata che la notizia
del premio è giunta dopo che avevamo richiesto i diritti
dell’albo al suo editore. Io a casa ho un sacco di albi
americani indipendenti e non. Mi sono tenuto sempre aggiornato
sul settore (anche per il gusto di leggere cose buone, ovviamente),
nella certezza che prima o poi la Star Comics sarebbe rientrata
nel settore dei comics. Mancava solo la persona che potesse
coordinare la cosa a tempo pieno, visto il mio costante impegno
con Lazarus. Questa persona è, ora, Dario Gulli, con
il quale passo ore e ore al telefono. L’intesa tra noi
è notevole. Quando, spulciando tra i miei albi, ho
trovato Artesia e gliel’ho mostrato, anche lui ne è
stato entusiasta. Come pure lo sono stati gli americani della
nostra proposta. Innegabile, però, che per altre cose
che abbiamo nel mirino le cose stanno procedendo più
lentamente. Il fatto è che la concorrenza è
parecchia, e guarda inoltre a tutto ciò che fa la Star
Comics, cercando di sfruttare la nostra scia. Ora, noi oltre
certe cifre per acquistare i diritti non vogliamo andare,
perché spendere troppo ci obbligherebbe a vendere gli
albi o i volumi troppo cari. Stiamo cercando di far capire
agli americani che il mercato italiano dei comics non è
più quello di una volta. Si stampano e si vendono meno
copie. E gli americani lo capiscono anche. Ma poi ti arriva
il piccolo editore italiano che spara più alto pensando
che tanto, vendendo i suoi 700-800 albi o volumi a un certo
prezzo, potrà guadagnare comunque. Certo, a pagare
alla fine sarà il pubblico, che con noi invece di euro
ne spende solo 2,90 per Star Magazine o Star Fantasy e 5 o
6 euro per Star Book. Sia chiaro: in un libero mercato
ognuno si comporta come vuole. Però noi preferiamo
seguire un'altra filosofia. Poi, se c’è un titolo
su cui valga la pena di rilanciare, senza svenarci, lo facciamo
anche noi. Ma mantenendo comunque il prezzo del mensile invariato
e non facendo pesare la cosa sulle tasche dei lettori.
Tempo fa, inoltre, mi avevi accennato a una sorta di "Lazarus
Ledd presenta". E' attualmente in lavorazione? Se
sì, cosa sarà? Quali altre testate state progettando?
"Lazarus presenta" (per ora solo in
fase progettuale) è il nome provvisorio che abbiamo
dato al mensile. Quello definitivo potrebbe essere Star
Action. L'idea da cui sono partito è molto semplice,
e sta nel presentare in un nuovo albo antologico quelle serie
americane che hanno una qualche affinità con Lazarus,
a livello di argomenti, ambientazione, disegni. In altre parole:
se c'è un pubblico che da oltre dieci anni segue con
passione LL, perché lo stesso pubblico (una parte,
se non proprio tutto) non dovrebbe apprezzare cose simili,
anche se americane? Cose -anche in bianco e nero, a volte-
che rimandano ai film e ai telefilm d'azione, tanto per intenderci.
I lettori di Lazarus, che sono ancora tanti. Quindi... perché
no? Proprio i lettori sono il capitale di ogni casa editrice.
Investire su di loro è lecito e direi doveroso, purché
si ripaghi la loro fiducia (e il loro sforzo economico) con
prodotti di qualità e con il minor prezzo possibile.
Poi, tu lo sai, io non ho mai considerato i miei lettori solo
come un puro e semplice numero di copie vendute. Quando attraverso
mezza Italia (se non tutta) per andare a un incontro in libreria
o in una mostra, so bene che ad attendermi non ci sono migliaia
di persone come per un concerto rock, ma se va bene qualche
decina. E va benissimo così. Ogni singola persona che
viene per fare due chiacchiere o chiedermi un autografo per
me è importante, e le sono grato. Col passare degli
anni tra me e i lettori si è creata un'intesa che spesso
è diventata amicizia. "Lazarus presenta"
è un'idea che nasce anche da questi concetti. Naturalmente,
la testata sarà rivolta anche al pubblico che ama i
comics U.S.A. A volte essi coincidono con i lettori di LL,
a volte no. Diciamo dunque che il mensile si rivolgerà
in parte a due pubblici diversi. Riuscire a soddisfare entrambi
sarebbe per me una grande gioia.
Inoltre, per la prima volta nella storia recente del fumetto
italiano, un fumetto Bonelli passa di scuderia e approda ad
un'altra Casa editrice. Jonathan Steele, da agosto
in poi, affiancherà Lazarus Ledd in edicola
e libreria: su che basi avete coronato quest'operazione?
E' risaputo che la struttura produttiva di Bonelli
è decisamente più grossa e dunque anche più
costosa di quella della Star Comics. Inoltre, le tariffe che
paga Bonelli sono innegabilmente le migliori sul mercato,
e pure questo è risaputo. Di conseguenza, il punto
di pareggio (cioè il numero di copie da vendere per
pareggiare le spese) è più alto per un albo
bonelliano che per un albo "made in Italy" Star
Comics (le cui tariffe sono comunque le più alte dopo
Bonelli, per gli albi in formato bonelliano, e lo stesso Memola
potrebbe confermarvelo). Può così succedere,
come nel caso di JS, che le vendite non siano sufficienti
per Bonelli ma potrebbero esserlo per altri, come nel nostro
caso, se JS confermerà certe cifre di venduto anche
con la nostra etichetta. Non è una cosa scontata, ma
la Star è fiduciosa che l’operazione possa funzionare,
perché il prodotto c'è e i lettori hanno accolto
con gioia la notizia. Voglio poi allargare il discorso a quanto
accadrà il prossimo autunno. A quanto pare, sono in
preparazione diversi bonellidi prodotti a bassissimo costo,
pagando cioè pochissimo gli autori e utilizzando i
molti disegnatori sfornati dalle tante scuole di fumetto,
ragazzi spesso disposti a lavorare a tariffe davvero bassissime
pur di fare il loro esordio. Per darti un’idea, io con
Liberty, pur dovendo contenere i costi per via delle basse
tirature (distribuisco solo in fumetteria), pago di più
i disegnatori. Insomma, si sta per ricreare la stessa situazione
di una decina di anni fa, con tanti bonellidi improvvisati
verso i quali il mercato ebbe, a un certo punto, un’ovvia
crisi di rigetto. Pensa che uno dei creatori di questi nuovi
bonellidi ha addirittura telefonato a quasi tutti i disegnatori
di LL facendo il seguente discorso: “Mi interessa il
tuo nome, non posso pagarti come la Star ma mi sta bene anche
se disegni in fretta, magari di sera e nei weekend.”.
Pazzesco. Ovviamente nessuno dei miei disegnatori ha accettato.
E’ gente seria.
Presto varerete
anche Luna, del duo Palmieri/De Grimani: come verrà
impostato? Che caratteristiche avrà (foliazione, redazionali,
ecc)?
Quarantotto pagine a colori, spillato, formato
comic book, mensile. Il n.0 uscì, per una piccola etichetta
indipendente, nel marzo 2001. Tre o quattro mesi prima di
W.I.T.C.H., dunque, tanto per chiarire che non è
un prodotto che nasce per copiare cose Disney. Certo, è
innegabile che Disney - e di questo gli va dato grande merito-
stia riportando al fumetto italiano proprio le giovani generazioni
che leggevano solo manga. Quel pubblico ora c’è
(finalmente), e sarebbe stato assurdo non tenerne conto, visto
anche che il progetto Luna era già lì, bell’e
pronto. Elena e Fabrizio dal 2001 a oggi avevano dato la precedenza
a Rigel, uscito solo in fumetteria per Panini. Ci
siamo trovati casualmente a scambiarci qualche email, parlando
d’altro, ma ho comunque capito che consideravano conclusa
la loro esperienza con Panini. E allora gli ho chiesto se
gli sarebbe interessato lavorare per la Star Comics. Ho mostrato
il progetto Luna all’editore, a Cavallerin
e a Gulli, abbiamo invitato Elena e Fabrizio a Perugia, abbiamo
concretizzato la cosa. Io sono molto contento di esserne stato
in qualche modo la “levatrice”. Uso questo termine
perché il prodotto era, appunto, già in gestazione.
Presenteremo il n.1 di Luna a Lucca. I redazionali
li cureranno gli stessi Elena e Fabrizio, con la collaborazione
di Claudia Bovini. Io sarò supervisore alle sceneggiature
e ai disegni, compresi quelli di altri disegnatori che sono
in questo momento in fase di test, per così dire. Gente
brava in giro ce n’è... spesso molto giovane
ma già con un tratto notevole. Devo solo torchiarli
un po’ come faccio per gli esordienti su LL. La maturità
è anche e soprattutto un fatto mentale, non solo artistico.
Jonathan
Steele e Luna sono delle operazioni che si esauriranno
in sè stesse o costituiscono un passo deciso verso
un sensibile allargamento del settore italiano?
Posso dirti che proprio in questo momento stiamo
esaminando il dossier di un nuovo progetto portatoci da un
gruppo di ragazzi decisamente in gamba, ma è ancora
prematuro parlarne, anche perché siamo appunto solo
in fase di vaglio del progetto. Inoltre, è vero che
ora come ora la Star ribolle di nuove iniziative editoriali,
ma ogni cosa viene fatta con calma, un passo dopo l'altro,
e allargando gradualmente lo staff di collaboratori. E’
una politica che, alla lunga, paga sempre.
Lazarus Ledd
vivrà un'avventura cross-over con Sam Fisher, il protagonista
del celebre videogioco Splinter Cell creato da Tom
Clancy. Com'è nata quest'operazione? Quali risultati
vi aspettate?
Come sai, credo fermamente
nelle contaminazioni artistiche e nei crossover. Sulle pagine
di LL abbiamo già visto comparire Lazzaro Sant’Andrea
(il protagonista dei romanzi di Andrea Pinketts) e Nicolas
Eymerich (di Valerio Evangelisti), a creare appunto una contaminazione
tra narrativa classica e narrativa disegnata, sempre ragionando
in termini di grande pubblico e non di elite culturale.
Anche in questo modo Lazarus si è conquistato una sua
visibilità sul mercato sfociata, tra le altre cose,
in un videogame per telefoni cellulari (Nokia) distribuito
da Wind insieme a sfondi per il display e picture messages.
I download hanno avuto un ottimo riscontro, e visto che da
cosa nasce cosa mi sono ritrovato sulla scrivania la proposta
di Ubisoft di realizzare appunto un crossover tra Larry e
Sam Fisher, protagonista di Splinter Cell. Sam Fisher è
agente speciale di Echelon, un gruppo segreto governativo
adibito a missioni coperte nelle quali è richiesta,
innanzitutto, mancanza di scrupoli. Dunque, un parallelismo
con il Larry/Ronald dei tempi del Corpo Speciale C.O.B.R.A.
Atmosfere, trame... sono parecchi i punti in comune tra LL
e Splinter Cell. Non mi è stato difficile realizzare
la storia che vede Lazarus e Sam fianco a fianco. Una storia
a colori (la prima storia a colori di LL, con diverse texture
prese dalla grafica dei videogiochi), pubblicata in un albo
di 24 pagine prodotto da Ubisoft stessa. Inizialmente l’albo
doveva uscire in giugno, contemporaneamente alla versione
per PS2 di Splinter Cell Pandora Tomorrow, nuovo
capitolo della saga. Poi però il gioco, vista la grande
attesa (e le altissime prenotazioni), è stato fatto
uscire in anticipo, e Ubisoft ha deciso di far uscire l’albo
in autunno, sempre distribuendolo gratuitamente in negozi
di games e probabilmente anche in qualche grossa catena commerciale
(la cosa è ancora in fase di definizione). A me questo
rinvio sta benissimo, perché potremo regalare l’albo
anche in qualche fiera del fumetto, allo stand Star Comics.
Le fumetterie dovranno invece attendere la ristampa della
storia da parte della Star Comics. Forse su un LL Extra...
forse proprio su "LL Presenta". Sarebbe perfetto
per lanciare la nuova testata. ;)