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John Bolton
di Alessandro Pinna

John Bolton, inglese, classe 1951, è uno dei disegnatori e illustratori più apprezzati negli U.S.A. e in Europa. Bolton approda al fumetto dopo aver svolto i lavori più vari (ingegnere del genio civile, impiegato, commesso in un negozio di abbigliamento maschile) e dopo aver conseguito un diploma in illustrazione e design. Muove i primi passi in patria, realizzando fumetti tratti da serie televisive e da film dell’orrore, su riviste come Look In (per la quale disegna l’adattamento a fumetti de La donna bionica), House of Hammer e Warrior. Nel corso degli anni ’80 approda al mercato statunitense, facendosi notare, in principio, con alcune storie di Kull di Valusia (Il demone in uno specchio d’argento, Il sangue dei re) e con Marada la lupa (graphic novel scritta da Chris Claremont).
Dopo The Black Dragon, miniserie del 1985 di ambientazione medievale, sempre su testi di Claremont, Bolton viene chiamato da quest’ultimo su Classic X-Men. Contemporaneamente lavora per il mercato indipendente, realizzando copertine per le testate della Pacific e della Eclipse, quindi si cimenta con la graphic novel Someplace Strange, sceneggiata da Ann Nocenti (1988).
A partire dall’anno seguente, Bolton collabora con Clive Barker a vari fumetti Horror (alcuni dei quali si inseriscono nella saga di Hellraiser).
Gli anni ’90 si aprono per Bolton con un’importante collaborazione con la DC Comics: realizza il primo episodio di Books of Magic (su testi di Neil Gaiman). Nel 1995, con lo stesso editore, coglie un grande successo grazie alla miniserie Man-Bat (scritta da Jamie Delano). Nel 1997 esce Menz Insana (su testi di Christopher Fowler), nel 2001 I doni della notte (scritto da Paul Chadwick), entrambi per l’etichetta Vertigo. Fra gli ultimi lavori vanno ricordati, inoltre, User, miniserie di tre numeri scritta da Devin Grayson (e disegnata, oltre che da Bolton, da Sean Phillips), e Il San Valentino di Arlecchino (firmato, ancora una volta, da Neil Gaiman).

 

Intervista a John Bolton