Enki Bilal
a cura di Alessandro Pinna
Enki
(diminutivo di Enes) Bilal nasce nella ex Iugoslavia, a Belgrado, nel
1951. All’età di dieci anni si trasferisce a Parigi con la sua famiglia. È qui che comincia l’attività di disegnatore, formandosi da autodidatta (sebbene frequenti per breve tempo i corsi della Scuola Nazionale Superiore di Belle Arti). Il suo primo fumetto esce nel 1972 sul periodico Pilote. Lavorando per questa rivista, Bilal fa la conoscenza di Pierre Christin, sceneggiatore di Valérian, con cui crea un sodalizio professionale duraturo. Negli anni Settanta Christin e Bilal pubblicano con gli Humanoïdes Associés La crociera dei dimenticati (La croisière des oubliés, 1975), Il vascello di pietra (Le vaisseau de pierre, 1976), La città che non esisteva (La ville qui n’existait pas, 1977), Le falangi dell’ordine nero (Les phalanges de l’ordre noir, 1979). Nel 1980 il solo Bilal pubblica, su Pilote, La fiera degli immortali (La foire aux immortels), prima parte della Trilogia Nikopol, che verrà campletata da La donna trappola (La femme piège, 1986) e Freddo equatore (Froid équateur, 1993). Il terzo volume della trilogia verrà scelto dal magazine Lire come miglior libro dell’anno (in assoluto, non solo fra quelli a fumetti).
Dall’inizio degli anni Ottanta gli “a solo” di Bilal si alternano ai lavori realizzati in coppia con Christin. Fra questi ultimi ricordiamo Partita di caccia (Partie de chasse, 1983) e La stella dimenticata di Laurie Bloom (Los Angeles - L’étoile oubliée de Laurie Bloom, 1984). Nel 1998 Bilal pubblica il primo, attesissimo volume di una nuova trilogia, Il sonno del mostro (Le sommeil du monstre), cui fa seguito, nel 2003, il secondo capitolo: 32 Dicembre (32 décembre).
Maestro del fumetto dotato di un ingegno grafico multiforme, Bilal presta il suo talento anche alla fotografia, al teatro, all’opera e al cinema. Fra i suoi lavori in campo cinematografico ricordiamo la realizzazione del manifesto, delle scene e dei costumi di La vita è un romanzo (di Alain Resnais), la realizzazione del manifesto di Mon oncle d’Amérique (sempre di Resnais) e i disegni preparatori per Il nome della rosa di Jean-Jacques Annaud. Nel 1989 Bilal firma la regia del suo primo lungometraggio, Bunker Palace Hôtel, con Jean Louis Trintignant, Carole Bouquet e Maria Schneider, su sceneggiatura di Christin. A questo film fanno seguito Tykho Moon (scritto con Dan Frank, 1997) e il recente Immortal - Ad vitam (Immortel - Ad vitam, dalla Trilogia Nikopol, 2004).