“Non me ne frega un cazzo di te e della tua storia
del cazzo, vecchio: la droga è finita!”
Sheba
Una Torre di Guardia in mezzo alla desolazione. Uno strano Vecchio con una
storia da raccontare ed un Soldato in crisi di astinenza. Una droga che rende
le parole visioni. Un Medico sopraffatto dalla più atroce delle guerre.
Una leggenda nella quale è racchiuso il segreto della pace.
Scene dal Confine,
10 tavole scritte dall’esordiente
Marco Della Verde e magistralmente illustrate da Stefano Cardoselli,
uscirà in edizione italiana per la Underground Press
nel numero di dicembre 2004 della rivista UP,
mentre la versione inglese a colori uscirà per Heavy Metal
Magazine nella primavera del 2005.
Storia che segna l’inizio
della collaborazione fumettistica tra Stefano Cardoselli
e lo sceneggiatore Marco Della Verde, Scene
Dal Confine, la cui prima stesura risale al 1997 ma
il cui concepimento è addirittura precedente, è purtroppo
terribilmente attuale non tanto perché in parte anticipatrice
degli eventi dei nostri giorni ma perché gli Umani
continuano nonostante tutto a fare le stesse cazzate di
sempre.
Il finale
sospeso lascia aperti interrogativi pressanti sulle responsabilità individuali
di chi decide di premere il grilletto piuttosto che deporre
le armi, la doppia linea narrativa cerca una risposta che
possa essere da guida in questa epoca decisamente sbandata,
grottesca, assuefatta.
La cruda violenza delle immagini e degli eventi
narrati non vuole che essere una provocazione, un tentativo
forse inutile di risvegliare qualche coscienza, di dare
vita ad un dibattito, di stimolare una riflessione. Sarebbe
troppo più bello
potersene stare sdraiati in un prato a mettere fiori dentro
i cannoni ed a fare l’amore con la coscienza bella pulita,
ma il Nulla che la televisione a malapena ci racconta è ormai
giunto ai confini del nostro mondo, pronto a divorarsi tutta
la realtà. E’ ovvio che poi sul prato il coso
si ammoscia e non rimane che parlare di guerre e morti
e distruzione.
Le
10 tavole di Scene Dal Confine, benché concepite
come storia autoconclusiva, si inseriscono nel flusso narrativo
di una saga fantascientifica alla quale Cardoselli
e Della Verde stanno attualmente lavorando: si tratta di Jaz
The Enlighter (l’Illuminatore), storia di Jaz che
con lo sguardo può donare l’illuminazione ma che
non sarà mai un illuminato.
Inoltre la collaborazione
tra i due ha dato vita ad altre storie brevi che vedranno la
luce per Underground Press prima e su Heavy Metal Magazine
poi: si tratta di The Bloody
Samurai e The Bouncing Killerball.
Potrete trovare
notizie ed aggiornamenti sul sito ufficiale di Stefano Cardoselli members.fortunecity.it/cardoselli mentre
per leggere i racconti dovrete aspettare UP di dicembre
2004 nelle edicole o ordinandolo sul sito www.underground-press.net.
OK,
Marco, iniziamo con te. Come è nata l’idea
di Scene dal
Confine?
Più di
10 anni fa andavo ancora a scuola e c’era un concorso:
il tema era la Guerra. Scrissi la storia che poi è diventata Scene
dal Confine. Avrebbe dovuto disegnarla Fausto Carotti
(è lui che cura
il sito di Stefano), andavamo a scuola insieme. Anni dopo ho fatto leggere la
storia a Stefano e lui ha disegnato la Torre nel deserto con il Sole Nero: questa
immagine è sua. Ho riscritto la sceneggiatura sintonizzandomi sul suo
stile. Il nucleo dell’idea è il messaggio racchiuso nella leggenda
che Juan racconta a Sheba. Nelle storie che ho scritto successivamente l’idea
non nasce più dal messaggio, casomai viceversa.
Come
sei entrato in contatto con Stefano Cardoselli?
Conosco
Stefano fin da quando ero un piccolo metallaro e lui abitava
nel mio condominio e portava queste magliette dei Deep Purple
e dei Black Sabbath. Un giorno sono andato ad una sua mostra
di pittura e gli ho attaccato la pippa. Insieme abbiamo lavorato
in radio e fondato due gruppi rock (Scene dal Confine era
il titolo di una nostra canzone).
Quali
sono le caratteristiche di Stefano che trovi più adatte
per Scene
dal Confine?
Stefano è uno
degli artisti che più mi influenzano, ovviamente.
Cerco di scrivere le mie storie in modo che possa esprimersi al meglio. I suoi
disegni sono ideali: è così che dovrebbe essere un fumetto
di guerra. Gli ambienti evocativi. Le armi esagerate. La grottesca crudeltà delle
immagini: non sono mai stato in guerra (e non ci voglio andare), i corpi lacerati,
violati. Giovani morti. Come bambole abbandonate.
Ci
sono piani per altre storie legate alla continuity di Scene
dal Confine?
Gli
avvenimenti della Torre di Guardia sono incastonati nella
saga di Jaz L’Illuminatore.
Jaz con lo sguardo
può donare l’Illuminazione
ma non può essere Illuminato. Gli Illuminati sono
sereni e conoscono il senso della storia dell’Umanità e
ciò che accadrà nel futuro: sanno qual è il
loro compito nel mondo e soprattutto sanno quale è il
ruolo di Jaz nel disegno delle cose. Ma non glielo dicono.
Lui li odia.
La saga è divisa in tre volumi. Il primo ambientato
in una comunità Utopica, il secondo On The Road
e Guerra, il Terzo si svolge in una società distopica.
Ora è il
tuo turno, Stefano. Come ti trovi con Marco Dalla Verde?
Benissimo
, c’è un’ottima sintonia fra
di noi.
Sarà perché ci conosciamo da tanti anni:
suonavamo perfino insieme, nel lontano 1994.
Marco ha un gran
talento, con le sue storie riesce a
colpire subito il mio immaginario, e di conseguenza devo prendere
la matita in mano e disegnare.
Quali
sono le caratteristiche di Marco che ti si addicono in
particolare?
Io
ho dei ritmi di lavoro frenetici e strani… in poche
parole riesco a lavorare su 8 o 9 progetti diversi, è un
po’ difficile starmi
dietro, Marco invece ci riesce benissimo.
Come
hai visualizzato la serie e quali sono state le sfide
più difficili?
Nessuna
difficoltà, anzi mi sono divertito.
Stiamo valutando
varie proposte, sicuramente l’intera
saga uscirà per Heavy Metal Magazine.
Altre
storie sono già in programma, sia su Heavy
Metal che per l’Italia, con la Underground Press
di Nicola Pesce.
Un’altro grosso progetto è in
cantiere per la Francia.