Paperino: 70 anni di autori
di Giak
Morello (redazione di Papersera.net)
Da Barks a Rosa
Due
sono gli autori che possono contendersi il ruolo di “padre”
di Paperino : Al Taliaferro e Carl Barks.
Paperino, o meglio Donald Funterloy Duck, nasce nel 1934,
protagonista del cortometraggio La gallinella saggia,
distribuito nei cinema il 9 giugno (titolo originale: The
Wise Little Hen) e diretto da Wilfred Jacskon. L’ambito
della sua prima avventura è strettamente “rurale”,
tanto che il suo primo compagno è tale Meo Porcello,
presidente del Circolo Dei Pigri, al quale Donald ovviamente
aderisce con entusiasmo!
Il suo debutto a fumetti risale allo stesso anno, nella trasposizione
dello stesso cortometraggio ad opera di Al Taliaferro (1905-1969),
che quindi ha l’onore di essere il primo ad aver disegnato
il papero più famoso del mondo.
Il nome di Taliaferro sarà indissolubilmente legato
a quello di Paperino, autore per anni delle strisce quotidiane
e delle tavole settimanali dedicate al personaggio, nello
storico sodalizio con lo sceneggiatore Bob Karp.
Negli anni successivi inizia a delinearsi in modo definitivo
il mondo di Paperino, il quale abita in una città ben
definita, in una casa propria e possiede una propria utilitaria,
la favolosa 313.
Il suo mondo incomincia ad essere abitato dai primi comprimari,
nascono così i tre nipotini Qui, Quo e Qua (Huey, Dewey
e Louie, nel 1937) affidati a Paperino dalla sorella, nasce
la fidanzata storica Paperina (Daisy Duck, sempre nel 1937)
e fa la sua prima comparsa la nonna (Grandma Duck,nel 1943)
rimasta ad abitare nella sua fattoria nelle campagne attorno
alla città, per coltivare le sane tradizioni agricole
e cuocere le sue celeberrime torte.
A questo punto non possiamo che aprire una piccola parentesi,
dedicata ad un grande e sfortunato autore italiano, sconosciuto
ai più, che per primo al mondo ha avuto il merito di
riconoscere le grandi potenzialità “avventurose”
di Donald Duck, all’epoca protagonista solo di brevi
storie e di strisce quotidiane. Infatti, nel lontano 1937,
Federico Pedrocchi (1907-1945) pensò bene di scrivere,
sceneggiare, disegnare e colorare da solo Paolino Paperino
e il mistero di Marte, storia fantascientifica uscita
a puntate sui primi numeri de Il giornale Paperino
e che resta per le sue peculiarità una pietra miliare
nella storia del fumetto Disney mondiale. A questa avventura
fece seguito Paolino Paperino inviato speciale e
Pedrocchi sarebbe sicuramente stato candidato a diventare
uno dei grandi maestri Disney italiani, ma purtroppo la sua
carriera finì tragicamente nel 1945, quando il treno
su cui stava viaggiando fu mitragliato dalle truppe inglesi.
Se Taliaferro può
essere definito come “l’Uomo di Paperino”,
il grande Carl Barks (1901-2000) è universalmente noto
come “l’Uomo Dei Paperi”.
Uno dei grandi meriti di Barks è quello di aver caratterizzato
e fatto evolvere sempre più la psicologia di Paperino,
che nelle sue mani riuscì a crescere in modo incredibile
come personaggio, diventando un vero e proprio papero “dai
mille volti”, che nelle storie dell’autore intraprende
un centinaio di mestieri diversi (dal pompiere all’incantatore
di serpenti, dall’allevatore di polli al campione di
golf, dal mastro vetraio al demolitore di edifici), vive avventure
incredibili nei quattro angoli del globo, dall’India
(in Paperino e le tigri reali del 1946) al selvaggio
West (Paperino sceriffo di Val Mitraglia, del 1948),
dal Perù (Paperino e il mistero degli Incas,
1948), all’Africa Nera (Paperino e il feticcio,
1949), senza contare i viaggi sulla luna (Paperino nella
luna), o in località concepite dalla fervida fantasia
dell’autore (come Vulcanovia o il Verdestan).
La prima storia di Barks risale al 1942, Paperino e l’oro
del pirata, disegnata con la collaborazione di Jack Hannah,
ed ha il merito di essere la prima storia americana avventurosa
con Paperino protagonista (battuta solamente dal già
menzionato Paperino di Pedrocchi) e racconta le peripezie
di Paperino e nipoti alle prese con un tesoro scomparso, con
un pappagallo pirata (Bacicin Parodi) e con il perfido Gambadilegno;
la sua carriera fumettistica, sempre alle prese con la famiglia
dei paperi, continua ininterrottamente con centinaia di storie
fino al 1967, anno della pensione.
Barks contribuì in modo straordinario ad accrescere
il mondo di Paperino, creando la moltitudine di comprimari
storici che da qui in poi accompagneranno le sue avventure,
a partire da Uncle Mc’Scrooge, lo Zio Paperone che fa
il suo debutto nel 1947 in Donald Duck’s Christmas
on Bear Mountain, seguito negli anni dall’eterno
rivale Gastone Paperone (Gladstone Gander, in Paperino
lingualunga del 1948), Ciccio (Goose, in I tre paperini
e Nonna Papera, del 1950), Archimede Pitagorico (Gyro
Gearloose, in Paperino e l’amuleto del cugino Gastone
del 1951), la Banda Bassotti (Beagle Boys, in Paperino
e la banda dei segugi del 1951), Cuordipietra Famedoro
(Flintheart Glomgold, in Paperino e il torneo monetario
del 1956), la fattucchiera Amelia (Magica De Spell, in Zio
Paperone e la fattucchiera del 1961), Rockerduck (id.,
in Zio Paperone e la superbenzina del 1961).
Oltre alla creazione di svariati personaggi, a Barks si deve
l’invenzione di tanti luoghi o situazioni diventati
col passare degli anni dei veri e propri canoni delle storie
di Paperino : a lui si devono, ad esempio, la creazione della
città di Paperopoli (Duckburg, nel 1944) e del suo
fondatore Cornelius Coot, delle Giovani Marmotte (nel 1950)
e del loro celebre Manuale (nel 1953), dei litigi contro il
vicino di casa Mister Jones (Paperino e i buoni vicini
del 1943) ripreso poi nella tradizione italiana come Anacleto
Mitraglia, del Deposito traboccante denaro dello Zio Paperone
(nel 1951), delle mirabolanti macchine costruite dai Bassotti
per conquistarlo e della Numero Uno (1953)
Con il passare degli anni andarono via via meglio delineandosi
tutti gli aspetti tipici e le varie sfacettature del carattere
di Paperino, capace di essere allo stesso tempo pigro e avventuriero,
rissoso e affettuoso, ignorante e ingegnoso e che contribuirono
non poco al suo grandissimo successo, dato che, come tanti
hanno sottolineato, di tutti i personaggi Disney è
sicuramente il più “umano”.
Oltre ai due grandi maestri sopracitati, tanti sono stati
gli autori che oltreoceano hanno contribuito a questa crescita
del personaggio di Donald Duck, noi ci limiteremo a citare
i più importanti, a cominciare dal grande Floyd Gottfredson
(1905-1986), che ancora all’inizio della “carriera”
del papero, lo affiancò spesso come spalla alle avventure
di Topolino e Pippo (ad esempio nell’immortale classico
Topolino giornalista); Walt Kelly (1913-1973), creatore
grafico dei celeberrimi Tre Caballeros (Paperino, Josè
Carioca e Panchito) e probabilmente autore del primo esempio
di “parodia” Disneyana con Paperino protagonista
(The Wonderful Mis-aventures Of Donocchio del 1946,
sgangherata parodia di Pinocchio); e poi Paul Murry (1911-1989)
, che pur essendo noto per la sua lunghissima gestione di
Topolino e Pippo non ha disdegnato, soprattutto nella prima
parte della sua carriera, di cimentarsi col nostro papero;
Jack Bradbury (1914-2004) il cui primo fumetto Disney ha per
protagonista proprio Paperino (Paperino e la lotteria
del pianoforte del 1950); Tony Strobl, cartoonist da
primato, autore di migliaia di tavole e centinaia di storie,
probabilmente colui che, in assoluto (dal 1954), ha creato
più storie coi paperi e, allo stesso tempo, ha saputo
riutilizzare sapientemente e diligentemente gli spunti e i
personaggi creati da Barks ed è stato il primo a fare
debuttare in un fumetto il papero tuttologo Pico De Paperis
(Ludwig Von Drake, nel 1961); Phil De Lara (1914-1973) disegnatore
dal tratto semplice ed efficace, che realizzò tra le
altre cose molte storie con Cip & Ciop, i famosi scoiattoli
creati nei cartoni animati, rivali storici di un Paperino
particolarmente irascibile e vendicativo; Dick Kinney (1917-1985)
e Al Hubbard (1915-1984), autori in coppia di un gran numero
di storie straordinarie di Paperino, creatori tra l’altro
di un personaggio di grandissimo successo quale il cugino
Paperoga (Fethry Duck, nel 1964) e del gatto di Paperino,
Malachia.
Sono
tanti gli autori stranieri che hanno cercato di raccogliere
il testimone dai grandi del passato, riuscendo, alcuni meglio
di altri, a rinverdire e rinnovare il mito di Donald Duck.
Moltissimi di loro prendono spunto e ispirazione da Carl Barks,
e tra questi è doveroso citare il cileno Victor Josè
Arriagada Rios (in arte “Vicar”), classe 1934
che ha cominciato a lavorare sui paperi all’inizio degli
anni ’70 con uno stile così simile al maestro
da essere spesso scambiato con lui; l’argentino Daniel
Branca (1951); l’olandese Daan Jippes (1945) e il canadese
William Van Horn (1939)
Menzione particolare va ovviamente a colui che è considerato
il vero erede di Barks : il Kentuckyano Don Keno Rosa (classe
1951), per tutti semplicemente Don Rosa.
Il Paperino di Don Rosa è uno dei più grandi
esempi di caratterizzazione del personaggio : in Paperino
e il ritorno di Supersegugio (del 1992) appare come uno
zio premuroso, scontento del fatto di essere un papero qualunque
e desideroso di diventare l’eroe dei propri nipoti;
in I tre Caballeros cavalcano ancora (storia uscita
nel 2000) appare come un papero pacifico, profondamente legato
alla sua famiglia; molto interessante (dato l’evento
che festeggiamo) è Paperino e il genio del compleanno,
scritta dall’autore dieci anni fa per festeggiare i
sessanta anni del personaggio e che ci mostra (in uno stile
molto “Frank Capra”) cosa ne sarebbe di Paperopoli
e dei suoi abitanti se Paperino non fosse mai esistito! Ma
Don Rosa non disdegna ovviamente le storie d’avventura
più classiche, e ad esempio possiamo citare Paperino
e le carte perdute di Colombo, e neppure le storie prettamente
umoristiche. Insomma, un grande autore che ha saputo raccogliere
nel modo più giusto l’eredità del suo
maestro, rispettando il carattere del personaggio, ma nello
stesso tempo facendolo evolvere e rendendolo più “moderno”.
Il Paperino italiano
Forse
non è noto a tutti, ma la più grande fucina
(ormai da più di cinquanta anni) di storie e autori
Disney è stata, ed è tuttora, il nostro paese.
Tantissimi sono gli autori nostrani che si sono cimentati
con il personaggio di Paperino, e col passare degli anni sono
riusciti a costruire un personaggio dalle mille sfacettature
e dalle innumerevoli potenzialità, protagonista di
storie comiche e di storie violente, di geniali parodie e
di avventure fantascientifiche, di storie in cui emergono
i suoi tanti lati positivi, e di storie in cui si evidenziano
solamente i suoi (altrettanti) lati negativi.
Il primo dei grandi maesti ad offrire a Paperino una storia
da protagonista fu Luciano Bottaro (1931), che a metà
del 1952 disegna Paperino e le onorificenze. Il grande
maestro genovese inaugura anche il prolifico ciclo delle parodie
Disneyane con Paperino come protagonista, con Paperin
di Tarascona (pubblicata nel 1957) e scritta dal più
grande degli sceneggiatori italiani, il “professore”
Guido Martina (1916-1991).
A questo seguirà un buon numero di capolavori, quali
Paperino e il conte di Montecristo (1957); Paperino
e l’isola del tesoro (1959); Paperino e il
razzo interplanetario (del 1960,che vede l’esordio
Disneyano di Rebo, il malvagio imperatore di Saturno, ripreso
dallo stesso autore, ben 35 anni dopo in Paperino e il
ritorno di Rebo); Paperin furioso parodia dell’Orlando,
del 1966.
Nel 1968, su sceneggiatura del conterraneo Carlo Chendi, Bottaro
ci regala uno dei cattivi che hanno fatto la storia : il Dottor
Zantaf (in Paperino missione Zantaf, seguito nel
1969 da Paperino e il ritorno del Dottor Zantaf)
Un altro Paperino notevole, agli albori della Disney italiana,
è quello del disegnatore Giuseppe Perego (1915-?),
esempio di come spesso le vicende del personaggio siano legate
a quelle della realtà sociale e storica dell’Italia
dell’epoca. Così nel 1954 Paperino partecipa
al giro d’Italia (in Paperino al tour), nello
stesso anno ci offre un importante esempio di come fosse l’organizzazione
e la tradizione scolastica dell’epoca (in Paperino
e la scuola modello), mentre nel 1956 partecipa a Botte
o risposte?, trasmissione che parodia i primi grandi
successi televisivi italiani.
Il più grande degli autori italiani, è unanimemente
considerato il veneziano Romano Scarpa (1927), straordinario
autore completo, si è cimentato con straordinario successo
sia con il mondo di Topolinia, che con quello di Paperopoli.
Una delle sue primissime storie vede proprio protagonista
proprio il nostro papero (Paperino 3D del 1954),
ma l’importanza che riveste questo autore è anche
dovuta al fatto che riuscì a rinfoltire in modo incredibile
di personaggi nuovi ed interessanti il mondo di Paperino.
A lui dobbiamo infatti la creazione del fratello di Paperone,
Gedeone De’ Paperoni (in Paperino e la Fondazione
De’ Paperoni del 1958); di Brigitta McBride (in
Zio Paperone e l’ultimo balabù, dell’affarista
Filo Sganga (“Zio Paperone e il ratto di Brigitta”
del 1961), del cugino Sgrizzo Papero (“Sgrizzo,il più
balzano papero del mondo” del 1964), della ribelle Paperetta
Yè Yè (Arriva Paperetta Yè Yè!
del 1966) e di tanti altri personaggi minori non meno riusciti.
Senza scordare le tante storie indimenticabili, come Paperino
e l’uomo di Ula-Ula del 1959, La leggenda di
Paperin Hood del 1960, Paperino agente dell’F.B.I.!
nel 1961; Paperin Fracassa nel 1967.
Da segnalare che, sempre grazie allo stesso autore, Paperino
fece una capatina ai mondiali di calcio del 1974 in Paperino
e i mondiali di calcio.
Altro autore fondamentale, nel perpetrare e fare evolvere
lo stile italiano, fu il grande Giovan Battista Carpi (1927-1999),
il quale creò col passare degli anni uno stile unico
nel tratteggiare i paperi, facendo da “maestro”
a molti dei giovani artisti dell’Accademia Disney. Il
suo “rapporto” con Paperino inizia già
nel 1953 con Paperino e il suo fantasma, passando
per decenni di storie indimenticabili, fino ad arrivare ai
capolavori immortali degli anni 80, sfornati da un maestro
all’apice della maturità e creatività
: come dimenticare Paperino e il vento del Sud”, commovente
parodia di “Via Col Vento” uscita nel 1982, la
saga di “Messer Papero” del 1983, e i capolavori
assoluti “Guerra e Pace” e “Il Mistero Dei
Candelabri”.
A Carpi si deve oltretutto la creazione grafica dei personaggi
di Sandopaper (nel 1976), di Paperin-Tarzan (nel 1978) e del
giustiziere Paperinik (nel 1969, ma di questo si parlerà
più avanti).
Tra gli autori storici non possiamo evitare una menzione speciale
a Giulio Chierchini (1928), attivo già dall’inizio
degli anni 50 come inchiostratore di G.B.Carpi, la cui prima
storia “paperinesca” (“Paperino e la violetta
pap”) risale al 1957. È suo il merito, nel pieno
della maturità artistica, della creazione di uno dei
comprimari di Paperino più conosciuti e amati : il
vicino di casa Anacleto Mitraglia. Il personaggio è
presente nella sua versione “ufficiale” (mento
pronunciato e baffetti) già all’inizio degli
anni ’70 in storie quali Paperino e la guerra dei
picchi (1972), e costituisce la risposta italiana al
classico Mister Jones delle storie di Carl Barks. Ma è
negli anni ottanta che il tema della lotta indiscriminata
tra i due vicini, fatta di invidia e di puro odio, esplode
nella sua pienezza, con storie memorabili quali Il terrore
corre su quattro ruote, Chi di hobby ferisce,di hobby
perisce, sconfinando addirittura nei temi horror in Paperino
e il mistero delle ombre vaganti: Paperino e Anacleto
si fanno guerra con ogni mezzo e senza alcuno scrupolo, incuranti
del fatto che il loro agire porterà inevitabilmente
alla distruzione di entrambi.
Questo è un esempio del lato più negativo del
personaggio, il lato invidioso, attaccabrighe e testardo che
non può portare nulla di buono, solamente un guaio
dopo l’altro.
A Chierchini dobbiamo anche la splendida L’Inferno
di Paperino del 1987, e la creazione del simpatico Little
Gum, comprimario di Paperino in molte storie di inizio anni
90.
Per finire, tra gli artisti della prima generazione italiana,
non possiamo non ricordare il grande PierLorenzo De Vita (1909-1990)
autore di grandi parodie quali Paperino di Münchausen
la Paperodissea e Paperino barbiere di Siviglia;
e altri tre membri della grande scuola veneziana : Luciano
Capitanio (1934-1969), di cui citiamo Le avventure di
Paperin Cenerentolo del 1961; Giorgio Bordini (1927-1999),
autore di decine e decine di avventure di Paperino (una su
tutte: Paperino e il castello dell’Innominato
del 1969; Luciano Gatto (classe 1934), autore dal tratto riconoscibilissimo,
che disegna il caratteristico Paperino eternamente sudato
ed uno dei pochi che si ricorda che il personaggio ha la lingua!
Dell’autore ci piace ricordare la fantascientifica Paperino
e la giubba spaziale del 1966.
La seconda generazione
italiana
Tre
sono gli autori di maggior spicco della cosiddetta “seconda
generazione”.
Il primo è Massimo De Vita (classe 1941), figlio d’arte,
possessore di uno degli stili più moderni e innovativi
della storia Disney italiana. Il suo Paperino vive avventure
magnifiche, capaci di rivaleggiare con le storie immortali
del grande Barks (ricordiamo Paperino e l’eredità
di Babe del 1981, o Paperino e l’Uxam di Jajavarman
del 1984), ma anche avventure prettamente umoristiche quali
Paperino senza…parole del 1988 o Tre paperi
e un bebè, che riprende il film campione d’incassi
del 1989.
Il secondo è l’indimenticabile Guido Scala (1936-2001),
allievo di Bottaro, autore dallo stile incredibile ed inimitabile,
quasi un artista pop-art del fumetto Disney. Ci piace ricordare
di questo autore, tra tanti capolavori, due grandi classici
disegnati dal periodo di massima maturità: I viaggi
di Papergulliver del 1984 e la grande parodia della leggenda
di Sigfrido, trasformato nel 1989 in Paperin-Sigfrido. Indimenticabile
anche Paperino portaborse, ripresa dall’omonimo
film cult del 1988.
Il terzo autore è probabilmente il disegnatore Disney
più imitato in Italia e al mondo: parliamo del grande
Giorgio Cavazzano (1947). Formatosi come inchiostratore di
Scarpa, la sua carriera inizia a decollare negli anni ’70,
durante i quali inizia una delle saghe più toccanti
della storia di Paperino : la storia d’amore con Reginella,
regina degli abissi, creata dall’autore in tandem con
il geniale scrittore Rodolfo Cimino.
Negli anni ’80 Cavazzano lascia lo stile “slanciato”
della decade precedente, per dedicarsi ad uno più “tondeggiante”
(da quegli anni in poi imitatissimo dai giovani autori); in
questi anni ci regala, in coppia con Chendi, altri due nuovi
personaggi del mondo di Paperino: l’alieno Ok Quack,
caduto sulla terra nel 1981 in Paperino e il turista spaziale,
e lo scalcinato detective Umperio Bogarto, che inizia le sue
indagini nello stesso anno in Zio Paperone e il satellite
bomba.
Dato il motivo dell’articolo dobbiamo citare anche Buon
compleanno Paperino, splendida storia di Cavazzano uscita
una decade fa per festeggiare il sessantesimo compleanno del
pennuto.
Ultima menzione speciale per Marco Rota, artista eccelso,
storico copertinista degli albi Disney, auotre di centinaia
di illustrazioni ma anche di non poche storie interessanti:
sua infatti è la saga medievale di Mac Paperin, prodotta
all’estero e iniziata nel 1975 con Paperino e il
piccolo Krack, e sua è anche una storia veramente
speciale del 1984, Happy birthday Donald Duck, rilettura
discussa e discutibile della nascita di Paperino, in cui il
papero cade da un albero ancora dentro l’uovo (!) e
viene ivi rinvenuto da Zio Paperone e Nonna Papera, che sono
fratelli (!!) e conviventi…
Alla fine degli anni ’70 e negli anni ’80 fiorì
un’ulteriore generazione di maestri, molti dei quali
nati sotto l’ala protettrice di grandi del passato,
fanno il loro esordio così gli “scarpiani”
Sandro Del Conte, Maurizio Amendola e Giuseppe Dalla Santa,
senza dimenticare Valerio Held (allievo di Luciano Gatto),
Roberto Marini e il “cavazzaniano” Alessandro
Gottardo
Il diabolico vendicatore
Il
Paperino classico sembrava un personaggio ormai ben definito,
con i suoi pregi e i suoi difetti, finché nel 1969
non accadde qualcosa di inaspettato: una lettera gli comunica
che è il nuovo proprietario della decrepita Villa Rosa,
vecchia abitazione del misterioso Fantomius… il resto
è mito, dove finisce Paperino, inizia la leggenda:
nasce Paperinik, il giustiziere mascherato.
L’idea originale è della redattrice Elisa Penna,
la creazione del personaggio la dobbiamo al grande Guido Martina,
i disegni sono di G.B. Carpi. Così sul numero 706 di
Topolino esce Paperinik il diabolico vendicatore:
il nome del personaggio richiama subito alla mente i classici
del fumetto “nero” italiano, come Diabolik e Satanik;
le storie sono intrise di mistero, di atmosfere noir e di
humour nero, addirittura di un certo cinismo.
Il ritorno del personaggio è in seguito opera di Romano
Scarpa (sempre su testi di Martina) in Paperinik alla
riscossa e Paperinik torna a colpire, ma è
in coppia con Massimo De Vita che Martina scrive le più
belle storie del personaggio (in tutto diciassette, da Il
doppio trionfo di Paperinik del 1971 a Paperinik
e la banda dei dodici del 1980).
Da notare anche, a inizio anni settanta, la spinta femminista
che coincide con la creazione di Paperinika, controparte di
Paperina, che inevitabilmente arriva allo scontro con l’eroe
in Paperinika contro Paperinik per i disegni di Cavazzano.
Dagli anni ottanta in poi le storie di Paperinik perdono del
tutto il tratto “dark” degli esordi, assumendo
un tono prettamente “supereroistico”; regalandoci
comunque un buon numero di buone storie, spesso ad opera sempre
di De Vita in coppia con lo scrittore Giorgio Pezzin, due
su tutte: Paperinik a mani nude del 1987, e l’ecologista
Paperinik contro Inquinator del 1991.
Nel 1996, ventisette anni dopo il suo esordio, il personaggio
è nuovamente protagonista di uno dei più grandi
casi editoriali della Disney italiana: fa il suo esordio infatti
la rivista Paperinik New Adventures (più semplicemente
PKNA). È un progetto coraggioso, pensato e
portato avanti dal gruppo dei migliori elementi tra le nuove
leve degli sceneggiatori (Francesco Artibani, Alessandro Sisti,
Bruno Enna, Tito Faraci…) e dei disegnatori (Claudio
Sciarrone, Francesco Guerrini, Andrea Freccero, Silvia Ziche…)
italiani.
Il progetto porta Paperinik in una Paperopoli vista come una
metropoli modernissima, lo dota di nuovi mezzi e nuove armi,
un gran numero di nuovi straordinari comprimari (l’androide
Lyla, il giornalista odioso Angus Fangus, l’intelligenza
artificiale UNO) il tutto strizzando l’occhio ai comics
americani dei supereroi Marvel, riuscendo però nell’impresa
di non snaturare il personaggio.
La testata, dopo tre numeri “zero” di prova, riceve
subito un successo clamoroso, destinato però a durare
relativamente poco, poiché termina la sua corsa nel
2001 col numero 49.
Si cerca subito di replicare con l’effimero PK²,
che però chiude dopo soli diciotto numeri; quindi apre
il nuovo mensile PK, pubblicato tutt’ora, ma
che risulta una vera delusione per gli appassionati, dato
che le storie precedenti vengono dimenticate (comprese le
“origini” di Villa Rosa), il target viene abbassato
e i racconti risultano molto più semplici e meno innovativi.
Il futuro di
Paperino
Sono
tanti gli autori italiani destinati a portare avanti il lavoro
dei loro grandi predecessori, tra i tanti possiamo ricordare
Francesco Guerrini, autore dal tratto personalissimo e spettacolare,
autore tra l’altro della bella parodia di Zorro Don
Paperigo e il sogno di Zorro del 1994; Andrea Freccero,
forse il vero “discendente” del maestro Carpi,
di cui ricordiamo la saga di Paperleon Dai Scorcia
creato nel 1995; Enrico Faccini, autore di tante storie umoristiche
che ricordano lo stile di Barks, autore che tra l’altro
ha recuperato dopo anni il personaggio di Sgrizzo Papero;
Corrado Mastantuono, artista a “tutto tondo”,
che nel 1997 ha arricchito il mondo di Paperino dell’inarrivabile
personaggio di Bum Bum Ghigno (in Paperino e la macchina
della conoscenza); Silvia Ziche, che nel 1995 ci mostra
come sarebbe un Mondo Paperino; Fabio Celoni, autore
dallo stile inimitabile, di cui possiamo ricordare l’angosciante
avventura Torna a casa, Paperino del 1995. Senza
dimenticare artisti come Paolo Mottura, Stefano Intini, Alberto
Lavoradori, Silvio Camboni e tanti, tantissimi altri che con
il loro lavoro contribuiscono, chi più chi meno, a
rinverdire la fama del personaggio ormai settantenne.
Come ultima cosa segnaliamo la più recente iniziativa
riguardante la vita di Paperino: la narrazione delle sue avventure
quando era un piccolo papero e abitava ancora in campagna,
alla fattoria della Nonna. L’ideazione della serie (prima
in tavole autoconclusive di una pagina, poi in storie vere
e proprie) si deve alla scrittrice Paola Mulazzi e al disegnatore
Alessandro Barbucci; in questa serie il personaggio si chiama
Paperino Paperotto e vive in un villaggio dall’atmosfera
rurale, in compagnia dei suoi compagni di scuola, delle maestre,
della Nonna Papera e della giovane capretta Billy. L’idea
si è rivelata fresca e vincente, e la serie non solo
si è guadagnata la fiducia e la stima dei lettori (arrivando
ormai a più di cinquanta storie!), ma è servita
da trampolino di lancio per un buon numero di giovani autori
Disney, dimostrando che il personaggio di Paperino, arrivato
ormai alle settanta candeline, ha ancora tanto da dire e tanti
lati della sua personalità da sfruttare per raccontare
storie sempre nuove.
Insomma, ancora una volta, tanti auguri vecchio papero!