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Paperino: 70 anni di autori
di Giak Morello (redazione di Papersera.net)

Da Barks a Rosa

     Due sono gli autori che possono contendersi il ruolo di “padre” di Paperino : Al Taliaferro e Carl Barks.
Paperino, o meglio Donald Funterloy Duck, nasce nel 1934, protagonista del cortometraggio La gallinella saggia, distribuito nei cinema il 9 giugno (titolo originale: The Wise Little Hen) e diretto da Wilfred Jacskon. L’ambito della sua prima avventura è strettamente “rurale”, tanto che il suo primo compagno è tale Meo Porcello, presidente del Circolo Dei Pigri, al quale Donald ovviamente aderisce con entusiasmo!
Il suo debutto a fumetti risale allo stesso anno, nella trasposizione dello stesso cortometraggio ad opera di Al Taliaferro (1905-1969), che quindi ha l’onore di essere il primo ad aver disegnato il papero più famoso del mondo.
Il nome di Taliaferro sarà indissolubilmente legato a quello di Paperino, autore per anni delle strisce quotidiane e delle tavole settimanali dedicate al personaggio, nello storico sodalizio con lo sceneggiatore Bob Karp.
Negli anni successivi inizia a delinearsi in modo definitivo il mondo di Paperino, il quale abita in una città ben definita, in una casa propria e possiede una propria utilitaria, la favolosa 313.
Il suo mondo incomincia ad essere abitato dai primi comprimari, nascono così i tre nipotini Qui, Quo e Qua (Huey, Dewey e Louie, nel 1937) affidati a Paperino dalla sorella, nasce la fidanzata storica Paperina (Daisy Duck, sempre nel 1937) e fa la sua prima comparsa la nonna (Grandma Duck,nel 1943) rimasta ad abitare nella sua fattoria nelle campagne attorno alla città, per coltivare le sane tradizioni agricole e cuocere le sue celeberrime torte.
A questo punto non possiamo che aprire una piccola parentesi, dedicata ad un grande e sfortunato autore italiano, sconosciuto ai più, che per primo al mondo ha avuto il merito di riconoscere le grandi potenzialità “avventurose” di Donald Duck, all’epoca protagonista solo di brevi storie e di strisce quotidiane. Infatti, nel lontano 1937, Federico Pedrocchi (1907-1945) pensò bene di scrivere, sceneggiare, disegnare e colorare da solo Paolino Paperino e il mistero di Marte, storia fantascientifica uscita a puntate sui primi numeri de Il giornale Paperino e che resta per le sue peculiarità una pietra miliare nella storia del fumetto Disney mondiale. A questa avventura fece seguito Paolino Paperino inviato speciale e Pedrocchi sarebbe sicuramente stato candidato a diventare uno dei grandi maestri Disney italiani, ma purtroppo la sua carriera finì tragicamente nel 1945, quando il treno su cui stava viaggiando fu mitragliato dalle truppe inglesi.


     Se Taliaferro può essere definito come “l’Uomo di Paperino”, il grande Carl Barks (1901-2000) è universalmente noto come “l’Uomo Dei Paperi”.
Uno dei grandi meriti di Barks è quello di aver caratterizzato e fatto evolvere sempre più la psicologia di Paperino, che nelle sue mani riuscì a crescere in modo incredibile come personaggio, diventando un vero e proprio papero “dai mille volti”, che nelle storie dell’autore intraprende un centinaio di mestieri diversi (dal pompiere all’incantatore di serpenti, dall’allevatore di polli al campione di golf, dal mastro vetraio al demolitore di edifici), vive avventure incredibili nei quattro angoli del globo, dall’India (in Paperino e le tigri reali del 1946) al selvaggio West (Paperino sceriffo di Val Mitraglia, del 1948), dal Perù (Paperino e il mistero degli Incas, 1948), all’Africa Nera (Paperino e il feticcio, 1949), senza contare i viaggi sulla luna (Paperino nella luna), o in località concepite dalla fervida fantasia dell’autore (come Vulcanovia o il Verdestan).
La prima storia di Barks risale al 1942, Paperino e l’oro del pirata, disegnata con la collaborazione di Jack Hannah, ed ha il merito di essere la prima storia americana avventurosa con Paperino protagonista (battuta solamente dal già menzionato Paperino di Pedrocchi) e racconta le peripezie di Paperino e nipoti alle prese con un tesoro scomparso, con un pappagallo pirata (Bacicin Parodi) e con il perfido Gambadilegno; la sua carriera fumettistica, sempre alle prese con la famiglia dei paperi, continua ininterrottamente con centinaia di storie fino al 1967, anno della pensione.
Barks contribuì in modo straordinario ad accrescere il mondo di Paperino, creando la moltitudine di comprimari storici che da qui in poi accompagneranno le sue avventure, a partire da Uncle Mc’Scrooge, lo Zio Paperone che fa il suo debutto nel 1947 in Donald Duck’s Christmas on Bear Mountain, seguito negli anni dall’eterno rivale Gastone Paperone (Gladstone Gander, in Paperino lingualunga del 1948), Ciccio (Goose, in I tre paperini e Nonna Papera, del 1950), Archimede Pitagorico (Gyro Gearloose, in Paperino e l’amuleto del cugino Gastone del 1951), la Banda Bassotti (Beagle Boys, in Paperino e la banda dei segugi del 1951), Cuordipietra Famedoro (Flintheart Glomgold, in Paperino e il torneo monetario del 1956), la fattucchiera Amelia (Magica De Spell, in Zio Paperone e la fattucchiera del 1961), Rockerduck (id., in Zio Paperone e la superbenzina del 1961).
Oltre alla creazione di svariati personaggi, a Barks si deve l’invenzione di tanti luoghi o situazioni diventati col passare degli anni dei veri e propri canoni delle storie di Paperino : a lui si devono, ad esempio, la creazione della città di Paperopoli (Duckburg, nel 1944) e del suo fondatore Cornelius Coot, delle Giovani Marmotte (nel 1950) e del loro celebre Manuale (nel 1953), dei litigi contro il vicino di casa Mister Jones (Paperino e i buoni vicini del 1943) ripreso poi nella tradizione italiana come Anacleto Mitraglia, del Deposito traboccante denaro dello Zio Paperone (nel 1951), delle mirabolanti macchine costruite dai Bassotti per conquistarlo e della Numero Uno (1953)
Con il passare degli anni andarono via via meglio delineandosi tutti gli aspetti tipici e le varie sfacettature del carattere di Paperino, capace di essere allo stesso tempo pigro e avventuriero, rissoso e affettuoso, ignorante e ingegnoso e che contribuirono non poco al suo grandissimo successo, dato che, come tanti hanno sottolineato, di tutti i personaggi Disney è sicuramente il più “umano”.
Oltre ai due grandi maestri sopracitati, tanti sono stati gli autori che oltreoceano hanno contribuito a questa crescita del personaggio di Donald Duck, noi ci limiteremo a citare i più importanti, a cominciare dal grande Floyd Gottfredson (1905-1986), che ancora all’inizio della “carriera” del papero, lo affiancò spesso come spalla alle avventure di Topolino e Pippo (ad esempio nell’immortale classico Topolino giornalista); Walt Kelly (1913-1973), creatore grafico dei celeberrimi Tre Caballeros (Paperino, Josè Carioca e Panchito) e probabilmente autore del primo esempio di “parodia” Disneyana con Paperino protagonista (The Wonderful Mis-aventures Of Donocchio del 1946, sgangherata parodia di Pinocchio); e poi Paul Murry (1911-1989) , che pur essendo noto per la sua lunghissima gestione di Topolino e Pippo non ha disdegnato, soprattutto nella prima parte della sua carriera, di cimentarsi col nostro papero; Jack Bradbury (1914-2004) il cui primo fumetto Disney ha per protagonista proprio Paperino (Paperino e la lotteria del pianoforte del 1950); Tony Strobl, cartoonist da primato, autore di migliaia di tavole e centinaia di storie, probabilmente colui che, in assoluto (dal 1954), ha creato più storie coi paperi e, allo stesso tempo, ha saputo riutilizzare sapientemente e diligentemente gli spunti e i personaggi creati da Barks ed è stato il primo a fare debuttare in un fumetto il papero tuttologo Pico De Paperis (Ludwig Von Drake, nel 1961); Phil De Lara (1914-1973) disegnatore dal tratto semplice ed efficace, che realizzò tra le altre cose molte storie con Cip & Ciop, i famosi scoiattoli creati nei cartoni animati, rivali storici di un Paperino particolarmente irascibile e vendicativo; Dick Kinney (1917-1985) e Al Hubbard (1915-1984), autori in coppia di un gran numero di storie straordinarie di Paperino, creatori tra l’altro di un personaggio di grandissimo successo quale il cugino Paperoga (Fethry Duck, nel 1964) e del gatto di Paperino, Malachia.

     Sono tanti gli autori stranieri che hanno cercato di raccogliere il testimone dai grandi del passato, riuscendo, alcuni meglio di altri, a rinverdire e rinnovare il mito di Donald Duck.
Moltissimi di loro prendono spunto e ispirazione da Carl Barks, e tra questi è doveroso citare il cileno Victor Josè Arriagada Rios (in arte “Vicar”), classe 1934 che ha cominciato a lavorare sui paperi all’inizio degli anni ’70 con uno stile così simile al maestro da essere spesso scambiato con lui; l’argentino Daniel Branca (1951); l’olandese Daan Jippes (1945) e il canadese William Van Horn (1939)
Menzione particolare va ovviamente a colui che è considerato il vero erede di Barks : il Kentuckyano Don Keno Rosa (classe 1951), per tutti semplicemente Don Rosa.
Il Paperino di Don Rosa è uno dei più grandi esempi di caratterizzazione del personaggio : in Paperino e il ritorno di Supersegugio (del 1992) appare come uno zio premuroso, scontento del fatto di essere un papero qualunque e desideroso di diventare l’eroe dei propri nipoti; in I tre Caballeros cavalcano ancora (storia uscita nel 2000) appare come un papero pacifico, profondamente legato alla sua famiglia; molto interessante (dato l’evento che festeggiamo) è Paperino e il genio del compleanno, scritta dall’autore dieci anni fa per festeggiare i sessanta anni del personaggio e che ci mostra (in uno stile molto “Frank Capra”) cosa ne sarebbe di Paperopoli e dei suoi abitanti se Paperino non fosse mai esistito! Ma Don Rosa non disdegna ovviamente le storie d’avventura più classiche, e ad esempio possiamo citare Paperino e le carte perdute di Colombo, e neppure le storie prettamente umoristiche. Insomma, un grande autore che ha saputo raccogliere nel modo più giusto l’eredità del suo maestro, rispettando il carattere del personaggio, ma nello stesso tempo facendolo evolvere e rendendolo più “moderno”.

Il Paperino italiano

     Forse non è noto a tutti, ma la più grande fucina (ormai da più di cinquanta anni) di storie e autori Disney è stata, ed è tuttora, il nostro paese.
Tantissimi sono gli autori nostrani che si sono cimentati con il personaggio di Paperino, e col passare degli anni sono riusciti a costruire un personaggio dalle mille sfacettature e dalle innumerevoli potenzialità, protagonista di storie comiche e di storie violente, di geniali parodie e di avventure fantascientifiche, di storie in cui emergono i suoi tanti lati positivi, e di storie in cui si evidenziano solamente i suoi (altrettanti) lati negativi.
Il primo dei grandi maesti ad offrire a Paperino una storia da protagonista fu Luciano Bottaro (1931), che a metà del 1952 disegna Paperino e le onorificenze. Il grande maestro genovese inaugura anche il prolifico ciclo delle parodie Disneyane con Paperino come protagonista, con Paperin di Tarascona (pubblicata nel 1957) e scritta dal più grande degli sceneggiatori italiani, il “professore” Guido Martina (1916-1991).
A questo seguirà un buon numero di capolavori, quali Paperino e il conte di Montecristo (1957); Paperino e l’isola del tesoro (1959); Paperino e il razzo interplanetario (del 1960,che vede l’esordio Disneyano di Rebo, il malvagio imperatore di Saturno, ripreso dallo stesso autore, ben 35 anni dopo in Paperino e il ritorno di Rebo); Paperin furioso parodia dell’Orlando, del 1966.
Nel 1968, su sceneggiatura del conterraneo Carlo Chendi, Bottaro ci regala uno dei cattivi che hanno fatto la storia : il Dottor Zantaf (in Paperino missione Zantaf, seguito nel 1969 da Paperino e il ritorno del Dottor Zantaf)
Un altro Paperino notevole, agli albori della Disney italiana, è quello del disegnatore Giuseppe Perego (1915-?), esempio di come spesso le vicende del personaggio siano legate a quelle della realtà sociale e storica dell’Italia dell’epoca. Così nel 1954 Paperino partecipa al giro d’Italia (in Paperino al tour), nello stesso anno ci offre un importante esempio di come fosse l’organizzazione e la tradizione scolastica dell’epoca (in Paperino e la scuola modello), mentre nel 1956 partecipa a Botte o risposte?, trasmissione che parodia i primi grandi successi televisivi italiani.
Il più grande degli autori italiani, è unanimemente considerato il veneziano Romano Scarpa (1927), straordinario autore completo, si è cimentato con straordinario successo sia con il mondo di Topolinia, che con quello di Paperopoli. Una delle sue primissime storie vede proprio protagonista proprio il nostro papero (Paperino 3D del 1954), ma l’importanza che riveste questo autore è anche dovuta al fatto che riuscì a rinfoltire in modo incredibile di personaggi nuovi ed interessanti il mondo di Paperino. A lui dobbiamo infatti la creazione del fratello di Paperone, Gedeone De’ Paperoni (in Paperino e la Fondazione De’ Paperoni del 1958); di Brigitta McBride (in Zio Paperone e l’ultimo balabù, dell’affarista Filo Sganga (“Zio Paperone e il ratto di Brigitta” del 1961), del cugino Sgrizzo Papero (“Sgrizzo,il più balzano papero del mondo” del 1964), della ribelle Paperetta Yè Yè (Arriva Paperetta Yè Yè! del 1966) e di tanti altri personaggi minori non meno riusciti. Senza scordare le tante storie indimenticabili, come Paperino e l’uomo di Ula-Ula del 1959, La leggenda di Paperin Hood del 1960, Paperino agente dell’F.B.I.! nel 1961; Paperin Fracassa nel 1967.
Da segnalare che, sempre grazie allo stesso autore, Paperino fece una capatina ai mondiali di calcio del 1974 in Paperino e i mondiali di calcio.
Altro autore fondamentale, nel perpetrare e fare evolvere lo stile italiano, fu il grande Giovan Battista Carpi (1927-1999), il quale creò col passare degli anni uno stile unico nel tratteggiare i paperi, facendo da “maestro” a molti dei giovani artisti dell’Accademia Disney. Il suo “rapporto” con Paperino inizia già nel 1953 con Paperino e il suo fantasma, passando per decenni di storie indimenticabili, fino ad arrivare ai capolavori immortali degli anni 80, sfornati da un maestro all’apice della maturità e creatività : come dimenticare Paperino e il vento del Sud”, commovente parodia di “Via Col Vento” uscita nel 1982, la saga di “Messer Papero” del 1983, e i capolavori assoluti “Guerra e Pace” e “Il Mistero Dei Candelabri”.
A Carpi si deve oltretutto la creazione grafica dei personaggi di Sandopaper (nel 1976), di Paperin-Tarzan (nel 1978) e del giustiziere Paperinik (nel 1969, ma di questo si parlerà più avanti).
Tra gli autori storici non possiamo evitare una menzione speciale a Giulio Chierchini (1928), attivo già dall’inizio degli anni 50 come inchiostratore di G.B.Carpi, la cui prima storia “paperinesca” (“Paperino e la violetta pap”) risale al 1957. È suo il merito, nel pieno della maturità artistica, della creazione di uno dei comprimari di Paperino più conosciuti e amati : il vicino di casa Anacleto Mitraglia. Il personaggio è presente nella sua versione “ufficiale” (mento pronunciato e baffetti) già all’inizio degli anni ’70 in storie quali Paperino e la guerra dei picchi (1972), e costituisce la risposta italiana al classico Mister Jones delle storie di Carl Barks. Ma è negli anni ottanta che il tema della lotta indiscriminata tra i due vicini, fatta di invidia e di puro odio, esplode nella sua pienezza, con storie memorabili quali Il terrore corre su quattro ruote, Chi di hobby ferisce,di hobby perisce, sconfinando addirittura nei temi horror in Paperino e il mistero delle ombre vaganti: Paperino e Anacleto si fanno guerra con ogni mezzo e senza alcuno scrupolo, incuranti del fatto che il loro agire porterà inevitabilmente alla distruzione di entrambi.
Questo è un esempio del lato più negativo del personaggio, il lato invidioso, attaccabrighe e testardo che non può portare nulla di buono, solamente un guaio dopo l’altro.
A Chierchini dobbiamo anche la splendida L’Inferno di Paperino del 1987, e la creazione del simpatico Little Gum, comprimario di Paperino in molte storie di inizio anni 90.
Per finire, tra gli artisti della prima generazione italiana, non possiamo non ricordare il grande PierLorenzo De Vita (1909-1990) autore di grandi parodie quali Paperino di Münchausen la Paperodissea e Paperino barbiere di Siviglia; e altri tre membri della grande scuola veneziana : Luciano Capitanio (1934-1969), di cui citiamo Le avventure di Paperin Cenerentolo del 1961; Giorgio Bordini (1927-1999), autore di decine e decine di avventure di Paperino (una su tutte: Paperino e il castello dell’Innominato del 1969; Luciano Gatto (classe 1934), autore dal tratto riconoscibilissimo, che disegna il caratteristico Paperino eternamente sudato ed uno dei pochi che si ricorda che il personaggio ha la lingua! Dell’autore ci piace ricordare la fantascientifica Paperino e la giubba spaziale del 1966.

La seconda generazione italiana

     Tre sono gli autori di maggior spicco della cosiddetta “seconda generazione”.
Il primo è Massimo De Vita (classe 1941), figlio d’arte, possessore di uno degli stili più moderni e innovativi della storia Disney italiana. Il suo Paperino vive avventure magnifiche, capaci di rivaleggiare con le storie immortali del grande Barks (ricordiamo Paperino e l’eredità di Babe del 1981, o Paperino e l’Uxam di Jajavarman del 1984), ma anche avventure prettamente umoristiche quali Paperino senza…parole del 1988 o Tre paperi e un bebè, che riprende il film campione d’incassi del 1989.
Il secondo è l’indimenticabile Guido Scala (1936-2001), allievo di Bottaro, autore dallo stile incredibile ed inimitabile, quasi un artista pop-art del fumetto Disney. Ci piace ricordare di questo autore, tra tanti capolavori, due grandi classici disegnati dal periodo di massima maturità: I viaggi di Papergulliver del 1984 e la grande parodia della leggenda di Sigfrido, trasformato nel 1989 in Paperin-Sigfrido. Indimenticabile anche Paperino portaborse, ripresa dall’omonimo film cult del 1988.
Il terzo autore è probabilmente il disegnatore Disney più imitato in Italia e al mondo: parliamo del grande Giorgio Cavazzano (1947). Formatosi come inchiostratore di Scarpa, la sua carriera inizia a decollare negli anni ’70, durante i quali inizia una delle saghe più toccanti della storia di Paperino : la storia d’amore con Reginella, regina degli abissi, creata dall’autore in tandem con il geniale scrittore Rodolfo Cimino.
Negli anni ’80 Cavazzano lascia lo stile “slanciato” della decade precedente, per dedicarsi ad uno più “tondeggiante” (da quegli anni in poi imitatissimo dai giovani autori); in questi anni ci regala, in coppia con Chendi, altri due nuovi personaggi del mondo di Paperino: l’alieno Ok Quack, caduto sulla terra nel 1981 in Paperino e il turista spaziale, e lo scalcinato detective Umperio Bogarto, che inizia le sue indagini nello stesso anno in Zio Paperone e il satellite bomba.
Dato il motivo dell’articolo dobbiamo citare anche Buon compleanno Paperino, splendida storia di Cavazzano uscita una decade fa per festeggiare il sessantesimo compleanno del pennuto.
Ultima menzione speciale per Marco Rota, artista eccelso, storico copertinista degli albi Disney, auotre di centinaia di illustrazioni ma anche di non poche storie interessanti: sua infatti è la saga medievale di Mac Paperin, prodotta all’estero e iniziata nel 1975 con Paperino e il piccolo Krack, e sua è anche una storia veramente speciale del 1984, Happy birthday Donald Duck, rilettura discussa e discutibile della nascita di Paperino, in cui il papero cade da un albero ancora dentro l’uovo (!) e viene ivi rinvenuto da Zio Paperone e Nonna Papera, che sono fratelli (!!) e conviventi…
Alla fine degli anni ’70 e negli anni ’80 fiorì un’ulteriore generazione di maestri, molti dei quali nati sotto l’ala protettrice di grandi del passato, fanno il loro esordio così gli “scarpiani” Sandro Del Conte, Maurizio Amendola e Giuseppe Dalla Santa, senza dimenticare Valerio Held (allievo di Luciano Gatto), Roberto Marini e il “cavazzaniano” Alessandro Gottardo

Il diabolico vendicatore

     Il Paperino classico sembrava un personaggio ormai ben definito, con i suoi pregi e i suoi difetti, finché nel 1969 non accadde qualcosa di inaspettato: una lettera gli comunica che è il nuovo proprietario della decrepita Villa Rosa, vecchia abitazione del misterioso Fantomius… il resto è mito, dove finisce Paperino, inizia la leggenda: nasce Paperinik, il giustiziere mascherato.
L’idea originale è della redattrice Elisa Penna, la creazione del personaggio la dobbiamo al grande Guido Martina, i disegni sono di G.B. Carpi. Così sul numero 706 di Topolino esce Paperinik il diabolico vendicatore: il nome del personaggio richiama subito alla mente i classici del fumetto “nero” italiano, come Diabolik e Satanik; le storie sono intrise di mistero, di atmosfere noir e di humour nero, addirittura di un certo cinismo.
Il ritorno del personaggio è in seguito opera di Romano Scarpa (sempre su testi di Martina) in Paperinik alla riscossa e Paperinik torna a colpire, ma è in coppia con Massimo De Vita che Martina scrive le più belle storie del personaggio (in tutto diciassette, da Il doppio trionfo di Paperinik del 1971 a Paperinik e la banda dei dodici del 1980).
Da notare anche, a inizio anni settanta, la spinta femminista che coincide con la creazione di Paperinika, controparte di Paperina, che inevitabilmente arriva allo scontro con l’eroe in Paperinika contro Paperinik per i disegni di Cavazzano.
Dagli anni ottanta in poi le storie di Paperinik perdono del tutto il tratto “dark” degli esordi, assumendo un tono prettamente “supereroistico”; regalandoci comunque un buon numero di buone storie, spesso ad opera sempre di De Vita in coppia con lo scrittore Giorgio Pezzin, due su tutte: Paperinik a mani nude del 1987, e l’ecologista Paperinik contro Inquinator del 1991.
Nel 1996, ventisette anni dopo il suo esordio, il personaggio è nuovamente protagonista di uno dei più grandi casi editoriali della Disney italiana: fa il suo esordio infatti la rivista Paperinik New Adventures (più semplicemente PKNA). È un progetto coraggioso, pensato e portato avanti dal gruppo dei migliori elementi tra le nuove leve degli sceneggiatori (Francesco Artibani, Alessandro Sisti, Bruno Enna, Tito Faraci…) e dei disegnatori (Claudio Sciarrone, Francesco Guerrini, Andrea Freccero, Silvia Ziche…) italiani.
Il progetto porta Paperinik in una Paperopoli vista come una metropoli modernissima, lo dota di nuovi mezzi e nuove armi, un gran numero di nuovi straordinari comprimari (l’androide Lyla, il giornalista odioso Angus Fangus, l’intelligenza artificiale UNO) il tutto strizzando l’occhio ai comics americani dei supereroi Marvel, riuscendo però nell’impresa di non snaturare il personaggio.
La testata, dopo tre numeri “zero” di prova, riceve subito un successo clamoroso, destinato però a durare relativamente poco, poiché termina la sua corsa nel 2001 col numero 49.
Si cerca subito di replicare con l’effimero PK², che però chiude dopo soli diciotto numeri; quindi apre il nuovo mensile PK, pubblicato tutt’ora, ma che risulta una vera delusione per gli appassionati, dato che le storie precedenti vengono dimenticate (comprese le “origini” di Villa Rosa), il target viene abbassato e i racconti risultano molto più semplici e meno innovativi.

Il futuro di Paperino

     Sono tanti gli autori italiani destinati a portare avanti il lavoro dei loro grandi predecessori, tra i tanti possiamo ricordare Francesco Guerrini, autore dal tratto personalissimo e spettacolare, autore tra l’altro della bella parodia di Zorro Don Paperigo e il sogno di Zorro del 1994; Andrea Freccero, forse il vero “discendente” del maestro Carpi, di cui ricordiamo la saga di Paperleon Dai Scorcia creato nel 1995; Enrico Faccini, autore di tante storie umoristiche che ricordano lo stile di Barks, autore che tra l’altro ha recuperato dopo anni il personaggio di Sgrizzo Papero; Corrado Mastantuono, artista a “tutto tondo”, che nel 1997 ha arricchito il mondo di Paperino dell’inarrivabile personaggio di Bum Bum Ghigno (in Paperino e la macchina della conoscenza); Silvia Ziche, che nel 1995 ci mostra come sarebbe un Mondo Paperino; Fabio Celoni, autore dallo stile inimitabile, di cui possiamo ricordare l’angosciante avventura Torna a casa, Paperino del 1995. Senza dimenticare artisti come Paolo Mottura, Stefano Intini, Alberto Lavoradori, Silvio Camboni e tanti, tantissimi altri che con il loro lavoro contribuiscono, chi più chi meno, a rinverdire la fama del personaggio ormai settantenne.
Come ultima cosa segnaliamo la più recente iniziativa riguardante la vita di Paperino: la narrazione delle sue avventure quando era un piccolo papero e abitava ancora in campagna, alla fattoria della Nonna. L’ideazione della serie (prima in tavole autoconclusive di una pagina, poi in storie vere e proprie) si deve alla scrittrice Paola Mulazzi e al disegnatore Alessandro Barbucci; in questa serie il personaggio si chiama Paperino Paperotto e vive in un villaggio dall’atmosfera rurale, in compagnia dei suoi compagni di scuola, delle maestre, della Nonna Papera e della giovane capretta Billy. L’idea si è rivelata fresca e vincente, e la serie non solo si è guadagnata la fiducia e la stima dei lettori (arrivando ormai a più di cinquanta storie!), ma è servita da trampolino di lancio per un buon numero di giovani autori Disney, dimostrando che il personaggio di Paperino, arrivato ormai alle settanta candeline, ha ancora tanto da dire e tanti lati della sua personalità da sfruttare per raccontare storie sempre nuove.
Insomma, ancora una volta, tanti auguri vecchio papero!

 

 

 

 

 

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