Speciale:
10 Anni di Marvel Italia
di
Emiliano
Longobardi e Simone
Satta, con la collaborazione
di Carlo Campus
articolo in collaborazione con Fumo di China
Gli
esordi della Marvel Italia sono totalmente caratterizzati dalla
razionalizzazione di un parco testate fino a poco tempo prima
appannaggio di cinque diversi editori; gli sforzi della neonata
casa editrice si traducono in questo senso in una suddivisione
del parco testate per "famiglie", che cerca di abbinare i vari
titoli per caratteristiche storiche e narrative.
L'idea permette
alla neonata etichetta di proporre in maniera organica e maggiormente
fruibile le testate più rappresentative
della Casa madre. Altro aspetto rilevante è che in questo
modo si attua un processo di sincronizzazione che fa apprezzare
al meglio la continuity che è da sempre il marchio di
fabbrica della Marvel USA; inoltre, ciò ha permesso
di colmare in breve tempo il gap temporale (in alcuni casi
abissale) fra le pubblicazioni italiane e quelle d'oltreoceano.
Nascono
così cinque testate che coprono le cinque aree
maggiori del cosmo supereroico Marvelliano: L'Uomo Ragno, Fantastici
Quattro, Gli Incredibili X-Men, Vendicatori e Devil & Hulk.
Le
prime tre continuano un discorso già intrapreso
dalla Star Comics (e non è un caso che lo staff iniziale
di Marvel Italia sia composto quasi interamente da ex redattori
dell'editore perugino), con l'aggiunta al sommario di serie
precedentemente prerogativa di editori diversi, mentre le altre
rappresentano le prime vere scommesse della Marvel Italia.
Mentre i Vendicatori interrompe la sua corsa dopo
breve tempo e costituisce uno dei primi passi falsi in edicola
dell'editore bolognese, Devil & Hulk, tra alti
e bassi, prosegue fino a oggi, diventando una realtà stabile
del panorama supereroico italiano.
I primi mesi di attività vedono un proliferare vertiginoso
del parco testate e l'attuazione di una politica fortemente
aggressiva tesa a conquistare lo spazio meramente fisico delle
edicole e delle librerie. E' un processo che, però,
non solo svantaggia gli altri editori sottraendo loro lo spazio
espositivo necessario alla sopravivenza (leggi Play Press o
Star Comics), ma innesca anche un evidente processo di auto-cannibalizzazione
fra le testate della Marvel Italia stessa, dove a fare le spese
della tracotanza editoriale sono le collane minori (i Vendicatori stessi,
piuttosto che Marvel Magazine o X-Force).
In
un anno il numero di proposte mensili arriva a toccare il tetto
delle trenta unità, e fra le varie serie
e miniserie si affaccia il primo, timido tentativo della Casa
editrice di una collana di volumi per sole librerie, For
Fans Only, che presenta recuperi di storie saltate destinati
allo zoccolo duro dei Marvel zombies italiani e che - una volta
interrotto - rimarrà un caso isolato per più di
un lustro.
Nascono in questo periodo le prime sottoetichette
editoriali, Marvel Kids e Marvel Movie, destinate a catturare
con alterne fortune un pubblico alternativo a quello classico
della Casa editrice.
Fra aperture, chiusure ed esperimenti editoriali
più o
meno riusciti nasce anche la linea Marvel Manga, rivolta alla
massa in ascesa degli otaku italici e che dopo un avvio piuttosto
discreto con titoli come Dark Angel e Silent
Möbius, pone le basi per diventare quello che oggi è,
con il marchio Planet Manga, uno dei maggiori punti di riferimento
degli appassionati di fumetto made in Japan del nostro paese.
L'inizio sembra piuttosto coraggioso, visto l'apparente scarso
richiamo dei primi titoli (non certamente due block-busters),
comunque lanciati sulla scia della popolarità di altre
opere di Kia Asamiya serializzate felicemente su testate concorrenti.
Anche
il settore manga viene gestito con la medesima strategia di
invasione massiccia di edicole e fumetterie; il lato oscuro
dell'ipertrofia editoriale si manifesta con l'interruzione
e il soffocamento di serie giunte in breve alla contemporaneità col
Giappone, ma la cui sospensione avviene spesso senza un adeguato
preavviso e senza precisi chiarimenti sulle eventuali prosecuzioni.
I best-sellers del sol levante hanno i titoli di Berserk (partito
molto in sordina), Alita, Slam Dunk, Evangelion e Bastard!!.
Inizia sulla linea Planet Manga un'operazione che in poco tempo
diventa uno dei punti di forza del marchio: la formula Collection,
inaugurata con Berserk Collection, una versione riveduta
e corretta delle opere più famose della scuderia nipponica
della Panini di grande impatto e successo sul pubblico. Rimangono
degni di nota l'operazione e il recupero nell'edizione originale
della Glenat di Akira, e di altre opere destinate
all'oblio come L'Immortale.
Un altro aspetto rilevante
della strategia editoriale sui manga è l'impegno nel
proporre titoli con tematiche più adulte (il Gen
di Hiroshima di Keiji Nakazawa
o le opere di Jiro Taniguchi), il varo di una collana stimolante
e innovativa come Manga2000 (Blame!, Eden, Gantz,
ecc) e le riproposte di manga storici come Capitan Harlock, La
corazzata Yamato e Lady Oscar.
A Novembre del
1995 vede la luce il primo ambizioso progetto della Casa editrice,
che si traduce nell'anteprima mondiale de Il buio oltre
le stelle, graphic novel di Silver
Surfer ad opera di Ron Marz e dell'allora lanciatissimo Claudio
Castellini e che viene seguita l'anno successivo da un'altra
anteprima, sicuramente meno eclatante (ma, con 40.000 copie
- dall'eccezionale risultato di vendite) quella di Wild
Angels dell'italiano Pino Rinaldi.
È il preludio
alla prima, vera produzione autonoma della Marvel Italia: a
cavallo del secondo compleanno della Casa editrice fa la sua
comparsa nelle edicole Europa,
miniserie di quattro numeri più un numero zero, che
presenta Gemini (Lavagna/Meo ai testi, Ugolini/Frizzi
ai disegni) ed Euroforce (degli spagnoli Marturet
e Diaz): il progetto rappresenta un timido tentativo
di produrre nuove serie inserite (a dire il vero in maniera
piuttosto marginale) nell'universo Marvel classico, ma ambientate
in Europa e ad opera di autori europei. L'iniziativa, però, non
riscuote il successo sperato, visto che dopo la conclusione
della miniserie Gemini ed Euroforce finiscono
forzatamente nel dimenticatoio.
Oltre a intraprendere un'esorbitante
e aggressiva politica editoriale, che si traduce in un alternarsi
di serie dove, come per l'idra mitologica, per ogni testata
che chiude ne nascono altre due, la Marvel Italia si distingue
per una pletora di omaggi e gadgets, dai poster, ai trasferibili,
alle card, senza dimenticare l'improponibile orologio di X-Force...
A fine '96 la Marvel Italia vara una nuova linea editoriale,
Cult Comics, che negli anni diventerà parte integrante
della trina identità della Casa editrice insieme al
marchio Marvel Italia e a quello Planet Manga; testa di ponte
della nuova iniziativa è il discusso Spawn di
Todd McFarlane (al centro di una mai chiarita querelle fra
l'editore emiliano e la Star Comics) precedente licenziataria
della serie. A Spawn seguiranno le più disparate
proposte, quasi esclusivamente targate Image, fino ad un'espansione
a 360° degli orizzonti dell'etichetta, con la nascita dell'ulteriore
sottodivisione Visioni nel '98, quando al catalogo della sempre
più internazionale Cult Comics si aggiungono opere come
gli underground Crimini e imbrogli e Kabuki (degli
allora sconosciuti Paul Pope e David Mack), il cinese Spiriti e
il francese HK.
Sempre per quanto riguarda Cult Comics,
l'editore punta su un'autoproduzione di buon successo e di
grande appeal nel sottobosco del fumetto italiano: Rat-Man del
geniale Leo Ortolani, che in poco tempo diventa la punta di
diamante della Casa editrice, scalzando dal podio L'Uomo
Ragno e gli X-Men. Sul
fronte USA, a Spawn viene affiancata la nuovissima Witchblade/Darkness e
con essa tutto il resto della produzione Top Cow, l'etichetta
di Marc Silvestri, al tempo in grande ascesa oltreoceano.
In
coincidenza con la gestione del materiale post-Onslaught (forse
il più grande cross-over mai realizzato dalla
Casa madre, che vedeva la morte di Fantastici Quattro e Vendicatori
e la loro conseguente rinascita in una dimensione alternativa)
la Marvel rilancia le serie coinvolte inaugurando un formato
che per anni sarà una delle carte vincenti della Marvel
Italia (48 pagine con due storie per numero).
Il '99 rivede
un rinnovato vigore editoriale della Panini che si traduce
in un rilancio del parco testate Marvel Italia (con il nuovo
corso Marvel Knights di Devil & Hulk e
il lancio dell'effimera ma ottima Cavalieri Marvel e
del nuovissimo Thor) e di quello francese con opere
come XIII e la Margot del nostrano Frezzato (su testi
di Charyn).
Nel settore italiano la Panini tradisce ancora una
volta la propria tara storica, consistente in una evidente
indecisione e mancanza di un piano editoriale organico ed articolato
nella gestione della linea più prettamente produttiva
della propria attività. Il potenziamento del settore
italiano è affidato
al Fandango di Davide Toffolo, e all'Arkhain del
duo Calza/Raffaele, che si sommano al già citato progetto Europa insieme
a una serie di volumi dedicati a Conan realizzati da autori
italiani (da Rinaldi a Bianchi, da Bocci a Bianchi Carnevale,
per esempio) e che non ha avuto grandi fortune. Inoltre, Panini
ripropone in volumetti autoconclusivi alcune delle miniserie
indy italiane più interessanti come Egon dello shock
studio (peraltro riproposto dopo la pubblicazione negli USA
per conto della Image).
Il 2000 Marvel Italia è targato Ultimate (il nuovo
universo narrativo concepito in USA) e cinema, visto l'immenso
battage pubblicitario e i più o meno grandi successi
al botteghino dei numerosi progetti cinematografici dedicati
agli eroi della Casa delle Idee (da Spider-Man a Devil,
da Hulk a X-Men), ma la vera novità è l'"attacco" della
Panini al mercato librario, finora trascurato: "(...) noi non
abbiamo un programma per il mercato librario perché non
ci guadagnamo una lira. Sono curioso di vedere che cosa fanno
gli altri editori in questo senso, perché non posso
credere che non abbiano gli stessi problemi che abbiamo noi..." dichiarava
Lupoi all'e-magazine Rorschach. E infatti nascono 100%
Marvel, che raccoglie miniserie e cicli completi di storie
inedite per il solo circuito delle librerie specializzate e
la gemella 100% Marvel Best, collana di ristampe,
cui si aggiunge Marvel Monster Edition, serie di
volumi di oltre 200 pagine con recuperi di storie saltate dedicata
ai fan duri e puri dell'universo Marvel.
Il vero evento Panini
degli ultimi anni è il
varo della collana I classici del fumetto studiata per il quotidiano
La Repubblica. Si tratta di un'operazione che - seppur meritoria
e di grande valenza culturale (sessanta volumi dedicati ad
alcuni fra i più grandi autori e personaggi della storia
del fumetto), denota delle incomprensibili cadute e delle scelte
a volte a dir poco opinabili.
Con il 2003, infine, l'editore emiliano
dà alle stampe un volume che è auspicabile segni
un deciso interesse alla realizzazione diretta di fumetti: Il
Segreto del Vetro, avventura veneziana dell'Uomo Ragno
ad opera della coppia tutta italiana Faraci e Cavazzano, segna
il ritorno della Panini alla produzione di fumetto made in
Italy e si aggiunge a un rinnovato vigore del settore italiano
della Casa editrice, testimoniato dall'acquisizione dell'indipendente Rigel e
dal lancio di un'imprescindibile Collection dedicata all'indimenticabile Ken
Parker.
Time Line Marvel Italia