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Di Lucca penso che...
a cura di Emiliano Longobardi

     Abbiamo pensato di coinvolgere un certo numero di addetti ai lavori in una sorta di tavola rotonda a distanza che vertesse sull'ultima edizione di Lucca. Il risultato - disomogeneo e diversificato - che potrete leggere è però sotteso da un esile file rouge che ci preoccuperemo di approfondire in futuro. Abbiamo rivolto ad autori, editori ed editor un'unica semplice domanda:

     "Che impressioni hai tratto dall'ultima edizione di "Lucca Comics & Games"? Più in particolare, se dovessi scegliere solo un aspetto positivo e uno negativo della kermesse toscana, quali metteresti in evidenza?"

     I responsabili di Lucca non ci hanno fatto pervenire il loro contributo, ma hanno sfruttato il sito della manifestazione per fare un loro personalissimo consuntivo della mostra. Per chi possa essere interessato, basta fare un click qui. Poi, però, tornate a leggere i commenti che abbiamo raccolto per voi! Noterete una serie di discrepanze fra gli autoincensanti toni usati dai responsabili della manifestazione e gli interventi più critico-analitici di molti degli addetti ai lavori interpellati da noi: dove sta la verità? Come sempre nel mezzo? O nel mezzo che si preferisce usare?


     Mauro Balloni (disegnatore)

     Sono affezionato a questa fiera per motivi personali e professionali, per cui non sono mai riuscito a capire chi, da anni, continua a criticarla, probabilmente non riesco a giudicarla in maniera abbastanza obiettiva.
Quest'anno poi c'erano un sacco di nuove proposte editoriali e questo non può che essere un segnale positivo. La novità più evidente però, è stata la mancanza del Palazzetto, e questo credo sia l'aspetto migliore di questa edizione.
Gli stand erano accorpati in una area più circoscritta, evitando ai visitatori di dover fare avanti e indietro da una zona all'altra, cosa intelligentissima, visto che, 9 volte su 10, in occasione della fiera, piove.
L'aspetto negativo continua ad essere il dislocamento delle mostre in luoghi diversi dalla fiera stessa. In primo luogo per la pioggia di cui sopra, e poi per la difficoltà nel raggiungerle e visitarle da parte di chi ha poco tempo. Infine, aggiungerei anche l'alto prezzo del biglietto d'ingresso, 8 euro mi sembrano francamente troppi.

 

     Alessandro Bottero (editor Dream Colours ed editore, Bottero Edizioni)


     Impressioni molto positive. So che sembra una frase fatta, ma Lucca è e rimane l'appuntamento più importante, sotto ogni punto di vista (anche quello culturale), d'Italia.

Aspetto positivo.
La rinascita della "community" dei lettori di fumetti. E' una community che vedo trasversale, ossia non autoghettizzata in "manga", "super eroi" o altro. E' una community ricca e vitale, che è attiva per tutto l'anno grazie ad internet (siti, forum, newsgroup). Purtroppo le case editrici a volte ancora non hanno capito che internet può fare solo del bene al fumetto, e che essere presenti nei luoghi dove i lettori si radunano non è "perdere tempo invece di lavorare", ma è una forma nuova del lavoro del redattore, che si aggiunge ad altre forme più canoniche.

Aspetto negativo.
La ristorazione e i bagni sono ancora a livello da terzo mondo.
Un unico punto bar per sezione (uno per i Comics e uno per i Games), invece di minimo TRE a sezione.
Code abnormi, e prezzi spropositati. Vorrei sapere perché lo stesso prodotto, uscendo dalla mostra e andando al furgone AUTORIZZATO che era a dieci metri dall’ingresso costava 50 centesimi (ossia 1.000 lire) di meno. Esempio: una lattina di birra 2 euro invece di 2,50, una lattina di coca cola 1,50 invece di 2,00. E questo su tutto.
I bagni, poi, erano ai lati più esterni dello spazio mostra, e la cosa andrebbe rivista.

 

     Diego Cajelli (sceneggiatore di Napoleone e Dampyr)

Positivo:
Quest'anno l'approccio è stato più professionale rispetto, ad esempio,all'ultima edizione.
Ingressi separati, gestione migliore degli spazi, è secondo me l'inizio di un buon percorso che spero si concretizzi nelle prossime edizioni.

Negativo:
La città non è più in grado di assorbire l'impatto della manifestazione.
Il concetto di "tensostruttura" va ripensato, i fumetti non sono delle piante e nelle serre non ci stanno bene.
Ci vorrebbero più bar, e delle panchine su cui sedersi. Tante, tante panchine.

 

     Giuseppe Camuncoli (disegnatore di Bonerest e The Intimates)

     Credo che quest'anno la convention sia stata organizzata veramente bene. Sono stato solo i primi due giorni, quindi non posso esprimere una panoramica completa dell'intera convention, ma credo innanzitutto che sia stato fantastico avere per la prima volta in assoluto (credo) un intero padiglione dedicato soltanto agli editori, e un altro per i negozianti ecc. ecc.
Nonostante sia legato affettivamente al vecchio palazzetto, l'effetto di essere in un padiglione con tutti gli altri colleghi, case editrici ecc. ecc. è stato davvero un toccasana. Da quel che ho sentito in giro poi, l'affluenza è stata ottima e le vendite sono state buone un po' per tutti, quindi finalmente complimenti all'organizzazione che ha saputo fare tesoro degli errori commessi in passato.

 

     Andrea Ciccarelli (editore, saldaPress)

         Impressioni tratte da Lucca comics & games 2004: Durante la Fiera ho incontrato molte persone, ragazze e ragazzi, persone attente e capaci di interpretare correttamente ciò che gli autori scrivono e disegnano. Persone intelligenti che, in assoluto anticipo sui tempi che li circondano, hanno capito che al centro di tutto va sempre e comunque collocato l'autore. Che tutto ruota attorno all'autore e che, senza un autore, ogni cosa non può essere molto di più di uno spettacolo vuoto.
Penso che queste persone meriterebbe di più di quello che Lucca ogni anno chiede loro di pagare.

Aspetto negativo: la mancanza di uno spazio incontri riservato agli addetti ai lavori. Con la mia casa editrice, saldaPress, partecipo da tempo più o meno volentieri alle Fiere perché per me una Fiera è anche un momento di lavoro che non si può e non si deve limitare a vendere libri dietro un bancone.
Per come la vedo io, la Fiera per un editore è soprattutto un'occasione di incontro con altri addetti ai lavori, di confronto sui progetti e, più in generale, di dialogo. Ma qualcuno mi deve spiegare come è possibile incontrarsi e dialogare se non esiste uno straccio di tavolo attorno cui sedersi e parlare, uno spazio dedicato a quest'aspetto fondamentale per qualunque fiera di settore.
Questa è una vergogna per una Fiera che fino a qualche anno fa aveva velleità internazionali.
E sapete che c'è? C'è che finché gli editori continueranno a incoraggiare chi organizza queste manifestazioni pagando per i loro spazi stand, questa gente continuerà a peggiorare. Pagare significa approvare. Pagare per quello che la Fiera di Lucca offre significa accettare l'idea che non c'è differenza tra il mestiere di editore e quello di libraio.

Aspetto positivo: i cosplayer. Confesso che fino a poco tempo fa male sopportavo questo aspetto delle Fiere, li consideravo un corpo estraneo e fastidioso. Ma poi ho avuto modo di guardarli, di osservarli con maggiore attenzione e, oltre a divertirmi per le loro performance, di rendermi conto che lo spirito di questi ragazzi che passano mesi a preparare costumi e coreografie apposta per la Fiera, non è molto diverso da chi, sempre per la Fiera, passa serate a disegnare e inchiostrare tavole a fumetti con cui poi fare il giro delle varie case editrici.
In entrambi i casi vedo una fragilità, quella del debutto, che va protetta dagli sguardi cinici e disillusi dell'ambiente che li circonda, vedo uno spirito costruttivo che, per certi versi, sembra invece essere un po' svanito in chi si dedica al fumetto.
Ho sentito qualcuno dei miei colleghi apostrofare i cosplayer come buffoni. Be', per come la vedo io, ci sono molti più buffoni tra i cosiddetti addetti ai lavori. E pure più dannosi per tutto l'ambiente.

 


     Luca Enoch (autore di Gea e Morgana)

     Aspetto negativo: il tendone degli editori. D'accordo che prima si era abituati bene, nel Palazzetto, al riparo dalla pioggia e dall'umidità, grandi spazi aerei, anche se con poca agibilità.
Però questo tendone era una vera e propria serra tropicale. L'umidità curvava persino le pagine degli albi a fumetti!
Non c'era alcun ricambio d'aria, tranne che per poche aperture di fortuna ai lati, che però facevano più danni alla salute che altro.
Le moderne tensostrutture hanno invece una sorta di controsoffittatura con ampi spazi aperti sul soffitto che permettono il ricambio costante dell'aria. Se per la prossima edizione si pensasse a una soluzione più al passo coi tempi, gli autori impegnati nelle firme e nei disegni avrebbero vita più facile. E pure la gente bloccata in fila.
Aspetto positivo: il laboratorio per i bambini. Brave animatrici, un sacco di colori e carta per ogni tipo di lavoro; pure il teatrino! Ottima iniziativa.

 

     Michele Foschini (editore, Indy Press)

     Lucca 2004. Quella moquette arancione era ipnotica, ne sono certo.
Scherzi a parte, sotto due tendoni che sembravano prestati dalla protezione civile dopo l’alluvione, per la prima volta nella mia esperienza quinquennale di espositore c’era un briciolo di criterio nella disposizione degli stand. Tutti gli editori insieme, distanziando i colossi per evitare intasamenti nei corridoi. Bene. Piccole esposizioni all’interno del padiglione, che arricchivano l’esperienza culturale di chi non viene fino a Lucca solo per comprare vagonate di fumetti. Bene. Una sala stampa e una punto incontri integrati alla struttura espositiva degli editori, in modo da non disperdere l’attenzione e invitare anche il visitatore poco informato a partecipare ai dibattiti. Benissimo, anche perché per anni il punto incontri è stato dislocato con la stessa logica delle latrine nei campi scout.
Scarsa promozione degli eventi atipici e di rilievo (il concerto dei Too Tiki per Sky Doll e la presenza di Claire Wendling su tutti), marketing preventivo poco pressante e un ufficio stampa poco aggressivo non hanno permesso di capitalizzare meglio sugli eventi di quest’anno, che non erano pochi. Per il resto, un’ottima annata ricca di eventi, occasioni di incontro, spazi “user-friendly” e piccole innovazioni che spero non si riveleranno delle una tantum. Che dire… quest’anno mi è piaciuto perfino il cosplay, dev’essere la prima volta in vita mia.
Ora, se solo riuscissimo a non far piovere in quel weekend, l’anno prossimo, io sarei assolutamente felice. Sono tornato a Lucca 36 ore dopo la fine della fiera e c’era il sole! Giuro!

     Ettore Gabrielli (redattore capo di Lo Spazio Bianco)

     Lucca Comics (& Games, ma facciamo finta di nulla per ora) 2004 è stata personalmente una bella manifestazione, tra le migliori che ricordi da quando la frequento con cognizione di causa. Spazi più larghi e corridoi più vivibili, senza la ressa a cui ero, tristemente, abituato, e una razionalizzazione degli spazi per gli editori. Certo, buona parte del merito va poi alle case editrici, che hanno annunciato e presentato un numero tale di nuove, e spesso interessantissime, uscite come non succedeva da anni. C'è movimento nel panorama fumettistico italiano, e Lucca, con la sua affluenza straordinaria e la sua importanza storica è certo una delle migliori occasioni per lanciare le novità editoriali.
Ma di questa quattro giorni non rimangono solamente ricordi positivi. Molte e giustificate critiche vanno fatte all'organizzazione. Le strutture a tendone dove erano posizionati gli stand raccoglievano umidità da terra in maniera imbarazzante, e mancavano totalmente di impianti di ventilazione per il ricambio dell'aria; anche i servizi igienici non brillavano certo per pulizia e igiene. Infine, viene da chiedersi come sia possibile che i prezzi nei bar interni siano tanto alti, a fronte di un biglietto di ingresso non certo economico, e per quale ragione la prevendita (che finalmente per la prima volta è stata adottata come per una qualsiasi manifestazione che si rispetti) sia terminata una settimana prima dell'inizio della fiera.
Luci e ombre, quindi, come al solito. L'organizzazione di Lucca Comics & Games dovrà tenere di conto di questa esperienza, per migliorare ancora e riportare questa importante mostra ai fasti che le competono. Sperando che alla fine non prevalga il menefreghismo, e non ci si accontenti perché, comunque, il pubblico pagante accorre sempre in massa.


     Michele Ginevra (operatore Cfapaz e Condirettore editoriale Schizzo)

Lucca Comics 2004 è nettamente migliorata come organizzazione rispetto all'edizione precedente. L'afflusso è stato imponente ma regolare. Anche il tempo, nonostante tutto, ha favorito la manifestazione. I lucchesi sono molto fortunati. Ma questa volta hanno anche lavorato con più razionalità. La parte culturale è stata discreta e l'apertura vera del Museo ha ulteriormente attirato l'attenzione generale. L'aspetto più positivo: l'enorme incasso sicuramente raccolto che mi auguro sia reinvestito in posti di lavoro permanenti, migliori iniziative culturali e varo una sezione dedicata al fumetto internazionale. Aspetto negativo: il binomio comics & games, che è anche la fortuna di Lucca, ma che non
permette di valorizzare fino in fondo il fumetto. In definitiva, Lucca rimane un grande appuntamento commerciale legato all'intrattenimento. E' il suo bello, ma anche il suo limite.


     Massimiliano Guadagni (colorista di Desdy Metus)

     Fine di Lucca 2004... che tanto attendevo, che tanto bramavo e che tanto amo perchè mai mi delude.

Lucca con il suo verde, con la sua nebbiolina al mattino e con le sue mura che una volta all'anno ci circondano quasi a dire "okay. Per un pò li tengo d'occhio io... rinchiusi qua dentro".

Lucca con i suoi infiniti, trepidanti autori in erba... con i lunghi capelli biondicci o i cesti informi ricci, le barbette, gli occhialini, i piercing o le giacchette ben stirate e le cravatte, gli occhi frenetici di quelli pieni di boria che si muovono a scatti, lo sguardo tenero di qualche fanciulla bruttina che me mette l'anima nei suoi disegni e l'arroganza di altri che molto meno meriterebbero, ma che tutto hanno.

La passione, il sacrificio, i buoni e cattivi sentimenti riuniti sotto una tenda, con i miseri editorucoli che si accaniscono contro i loro stessi autori, le standiste carine, gli amici più o meno sfortunati, le infinite idiozie che ci rifilano e che noi tutti compriamo, conserviamo e adoriamo.
I sensi di colpa per il NON fare o il per il non essere, i caffé seduti a fare quattro chiacchiere, la gente ridicola in costume, le belle ragazze in costume, i giovani che ti danno del lei, lo sguardo perso nel vuoto di un amico che si dimentica di quello di cui parla per la stanchezza, le file, i colori, gli odori di carta vecchia, di quella fresca di stampa e gli accenti diversi che affiorano ovunque.

Lucca con i suoi prezzi assurdi e file interminabili per bere un caffé, con i parcheggi intasati e i bagni chimici simili a CRONOCAPSULE che ti possono spedire in un'altra dimensione se questa non ti piace... (basta tirare una leva...).

Lucca con i suoi autori stranieri, con gli ospiti che a volte sembrano appena usciti da una di quelle cronocapsule e che ci ascoltano, e assecondano pazientemente, con un'aria un pò confusa spesso senza realmente capirci.

Lucca con i disegnini fatti su ordinazione, con la virgola giusta, con la dedica precisa.

Lucca con le buste di plastica per i fumetti e le canzoncine idiote sui cartoni animati che tutti conosciamo, con i signori ricchi e potenti che la sfruttano, con gli arroganti che la usano, con le cornici che mancano, i poster che si staccano e con i sogni che nascono e muoiono ogni istante al grido de "Il mio progetto! Il mio progetto!"

Imperi, elfi , castelli e animali parlanti, uomini in calzamaglia, eroi solitari, malvagi assassini, dissacranti topi, maghi, draghi , orchi, elfi, astronauti, robot, donne fatali, gnomi, demoni, suini e quant'altro....

Tutti sotto lo stesso tendone, tutti con il proprio fine che è il sogno, il lavoro, il guadagno, la passione, la bassezza, l'interesse, l'altruismo, la bellezza, l'amore o l'invidia...

Tutti lì... a brigare, mangiare, comprare, disegnare e a guardare, camminare, pontificare e sentenziare... nel bene e nel male... Lucca è sempre Lucca....

 

     Giovanni Gualdoni (sceneggiatore di Akameshi e Starlight)

     Una nuova Lucca sotto alcuni punti di vista e la vecchia Lucca di sempre sotto altri. Nuovi e, a mio avviso, più funzionali, gli spazi espositivi che hanno evitato gli ingorghi delle passate edizioni ed i disagi (furtarelli, cattiva visibilità e vivibilità) a molti stand, più numerosi e meglio organizzati rispetto al passato. Non sono mancati, come un tempo, i piccoli disagi e le ombre, come ad esempio i ritardi nella stampa dei “pass organizzatori”, la difficoltà a farsi accreditare come autore a causa del fatto, per me scandaloso, che esistessero due archivi informatici distinti, uno per gli espositori e uno per gli autori. Molti che non lo sapevano non sono riusciti subito a trovare il proprio nome in uno dei due elenchi che le signorine, comunque gentili, non ti dicevano esistere.
Positivo il fatto che non ci sono stati gli allagamenti dell'anno scorso e neppure le incredibili code che, a quello che ho visto, non hanno superato la mezz'ora d'attesa, un vero record se paragonate alle code di tre o più ore dell'altro anno.
L'umidità era comunque presente e per alcuni espositori questo ha significato una difficoltà ad attaccare manifesti o volantini sulle pareti degli stand. Dolenti anche le dimensioni, pur considerevoli, del bar interno, dove era comunque impossibile trovare un posto a sedere. L'impressione è sempre la stessa: si tenta di cambiare le cose solo quando arrivano al collasso, come lo scorso anno, ma anche nel migliorarle si resta sempre sul filo del rasoio, forse convinti che qualche tavolo in più o qualche panca nei corridoi possa mandare fuori quadro il bilancio.
Su questo punto mi permetto di gettare un piccolo suggerimento sul modello di quanto avviene in Francia ma anche alla Comicon di Napoli, ovvero una sala autori dove possibile visionare materiale e parlare con calma in un luogo in cui si può appoggiare un book da disegno senza doversi sedere per terra.
Struttura organizzativa a parte la fiera è stata bella, ricca di gente, di eventi, di entusiasmo, e, a quanto ho sentito, assai positiva per le vendite, così buone da ridare un poco di ottimismo sulla situazione del mercato italiano, ormai palesemente in crisi, sia a livello di idee, con qualche nobile eccezione, sia a livello di retribuzioni e di possibilità di pubblicazione per autori esordienti e professionisti. Presto o tardi qualcuno dovrà dire chiaramente e senza peli sulla lingua ciò che ormai è chiaro a chiunque ci lavora dentro: la crisi ha messo a spasso troppi autori, che per lavorare accettano retribuzioni pari ad un terzo di quelle di un tempo. Una generale svalutazione della manodopera che è l'unica vera ragione del fiorire di nuove testate, possibili oggi grazie al fatto che realizzarle costa tre volte meno di una volta. Se devo, in definitiva, scegliere un aspetto positivo di questa Lucca non esito a dire l'entusiasmo e l'attenzione del pubblico per le nuove testate, i nuovi autori ed i nuovi formati. Quello negativo, anche qui senza ombra di dubbio, è una generale assuefazione alla negativa situazione del mercato, senza vere e concrete proposte per risollevarne le sorti.


     Paolo Guiducci e Sergio Rossi (direttori di Fumo di China)

     L'aspetto positivo è l'aumento dell'area espositiva che ha consentito un netto miglioramento della vivibilità rispetto all'anno scorso. Il palazzetto ha un "Fascino" antico, ma la nuova area permette una miglior vivibilità: più spazi, corridoi più larghi, maggiori ingressi. Anche le mostre hanno recuperato qualche punto qualità rispetto allo scorso anno, anche se il livello raggiunto dalle gestioni precedenti, basta pensare a quella Boschi/Nencetti, rimane ancora lontano.
L'aspetto negativo riguarda l'organizzazione e si può articolare in più punti: l'aumento dell'area espositiva ha eliminato il parcheggio grande del palazzetto con tutti i problemi del caso. L'anno prossimo sarà opportuno che ci si adoperi per migliorare questo aspetto logistico, magari segnalando parcheggi fuori dall'area del palazzetto e aumentando le navette.
Nelle tensostrutture c'era un'umidità costante dovuta sia alla mancanza di deumidificatori sia ad una pavimentazione di legno e moquette che faceva traspirare tutta l'umidità dal basso. A parte i disagi personali, la carta di cui sono fatti libri e disegni in mostra ne ha risentito parecchio e uno stand si è subito dovuto riparare con l'ombrello (Grifo Edizioni). Dotare gli stand di un cestino per l'immondizia sarebbe stata cosa gradita.
Il programma degli incontri è uscito in ritardo - venerdì non erano disponibili i programmi - con cambiamenti all'ultimo minuto e spostamenti da un giorno all'altro. La presenza degli autori non è mai stata segnalata adeguatamente e questo è un grave difetto, dato che sono un bene prezioso e devono avere il massimo della visibilità, non solo durante gli incontri ufficiali. La proposta culturale è la vera urgenza di Lucca Comics, che dovrebbe coinvolgere più gli editori e gli operatori italiani e stranieri, creare sinergie tra games e comics e resto del mondo, unire le forze invece di dividerle. Invece mai come qust'anno si è avvertita la "separazione" netta delle aree fumetti e
games.

 

     Marco Marcello Lupoi (direttore editoriale di Panini Comics)

     Un aspetto positivo? Tantagentetantifumettitantenovitàtantocasino.
Un aspetto negativo? Pochi parcheggi...

 

     Omar Martini (editore, Black Velvet)

     La mia impressione è, giocoforza, limitata dato il grosso afflusso di pubblico che c'è stato in quei quattro giorni (non sono riuscito a girare molto). Mi è sembrato di rilevare un aumento di interesse nelle proposte più varie che quest'anno hanno arricchito gli stand di molte case editrici, una maggiore curiosità da parte dei visitatori nel provare e cercare cose nuove. Non so se questo significhi un aumento dei lettori, però è stato un evento davvero positivo.
Se andiamo a vedere un aspetto positivo e uno negativo della manifestazione, li identificherei entrambi nel tendone collettivo degli editori. Aspetto positivo perché finalmente si è eliminata quella differenza (e vaga ghettizzazione) che si era creata tra le case editrici che erano tradizionalmente nel Palazzetto e quelle che invece, anche contro la loro volontà, dovevano restare nel tendone accanto, avendo una visibilità sicuramente inferiore. Trovare tutti nello stesso posto ha dato la possibilità a diverse realtà di poter mettere in mostra il proprio lavoro, di solito con un certo successo.
Questa realtà unificata però ha anche dei lati negativi: la forte umidità che ristagnava in continuazione, rischiando di rovinare i libri che tutti gli editori avevano portato, nonché il fatto che quel tipo di sistemazione è in balia del tempo atmosferico. Chi ha montato i propri spazi giovedì sera ha potuto vedere come, a causa della forte pioggia, si stessero creando numerose "piscine" di fronte alle aperture che ti permettevano di accedere a quello spazio... ma soprattutto ha potuto guardare con una certa preoccupazione le macchie di umidità del pavimento che si avvicinavano minacciose verso gli scatoloni degli editori che, giocoforza di solito sono per terra. Siamo stati decisamente fortunati perché se fosse piovuto sarebbe stato un vero e proprio disastro: sia per gli spettatori che per gli stessi espositori che avrebbero corso il rischio di vedere i propri prodotti rovinati.
Mi auguro sinceramente che il prossimo anno, mantenendo questo spazio in comune, si cerchi di trovare delle situazioni migliori a questi possibili rischi.

 

     Alex Massacci (disegnatore)

     Ho trovato la fiera decisamente migliorata rispetto agli scorsi anni!!!
ovviamente parlo solo del Lucca Comics (non ho neanche visto lo stand dei Games).
Ci sono cose che non mi sono piaciute ,per carità, come i prezzi dei biglietti o del parcheggio NON custodito, ma finalmente le cose belle hanno superato quelle negative:
1 - finalmente gli stand erano ben ripartiti (da una parte solo gli editori,dall'altra le fumetterie, poi la zona games) questo ha evitato la solita baraonda di gente che va e viene e reso più semplice la vita a tutti (parlo di chi,ad esempio,voleva mostrare i propri lavori ai vari editori senza doversi scontrare ogni 5 minuti con chi invece cercava di comprare una nuova action figure o un arretrato di DYD)
2 - tante novità e tanta voglia di fare da parte degli standisti (anche se lo stand, in assoluto,migliore resta quello della Indy Press per colore, fantasia e frequentazioni)
3 - molti autori a “lavoro” con carta e matita dietro i loro tavolini (l'unico stand ha semplificato anche la vita a chi ama collezionare disegni originali)
4 - sole e caldo hanno accompagnato la kermesse, nonostante in Toscana fossero più i nubifragi che non altro (a proposito di caldo... nota dolente... dentro i tendoni non si respirava molto bene... e mamma mia che odore!!!!)
5 - mostre di pregevolissima fattura in fiera (con punta di diamante i lavori di Claire Wendling!) e al museo del fumetto ( dove però io nn sono stato...quindi parlo come di chi "informato sui fatti ")
Mmmmm penso di aver detto tutto sulle pregevoli novità di quest'anno...
Tra i lati negativi, oltre ad odore e costo del parcheggio, la solita inutilità degli incontri con gli autori... conferenze scialbe e di scarsa presa sul pubblico, ma questo è, di base, così ovunque.

 

     David Messina (autore di Nemesys e di Sally Potter, disegnatore Indy Press)

     L'ho trovata organizzata sicuramente meglio, mi é piaciuto l'accorpamento degli editori tutti in un solo padiglione, e lo spazio showcase.
Ho apprezzato tantissimo la presenza di Claire Wendling e della sua piccola, seppur splendida, mostra personale.
Cosa é che non mi é piaciuto:
La mancanza di una "pro-area" ovvero un’area dedicata agli addetti ai lavori dove parlare con tutta calma senza dover essere assordati dalle grida dei cosplayer o dei cantanti sul palco!
Altra cosa che continua a mancare a Lucca è la presenza di stand di editori stranieri, americani e francesi, che permetta alla manifestazione di aver quel giusto respiro internazionale che merita!

 

     Elena Mirulla (disegnatrice)

     Sinceramente io ero allo stand di Cronaca di Topolinia e la mostra l'ho vista abbastanza poco...Comunque, ci provo:
Aspetti negativi della mostra: prezzo troppo alto dell'entrata, parcheggi gratuiti poco reperibili, bagni indescrivibili.
Aspetti positivi: mi sembrava ci fosse tanto pubblico, ottimi autori, bellissimi fumetti, mostre stupende!!!


     Hannes Pasquini (disegnatore)

     Premettendo che ero talmente preso tra mille cose che non ho visto tutto della fiera (nonostante io sia stato lí tre giorni) cmq ecco le mie impressioni in generale:
- Organizzazione: quest'anno la fiera mi sembrava organizzata meglio, (niente code all'entrata per esempio) gli spazi erano suddivisi in modo abbastanza chiaro e c'era un buon mix tra mainstream e indipendenti.
- Infrastruttura: come al solito i wc erano un orrore, mancavano completamente panchine per sedersi, e anche per il cibo la situazione non era delle migliori.
- Mostre: l'unica che ho visto era "fumetti in pixel" che comunque conoscevo giá perché una parte l'avevo curata io... per cui non mi esprimo in merito...
- Eventi collaterali: il cosplay come al solito rompeva un po' e i gruppi che suonavano non erano abbastanza scarsetti... le possibilitá per gli autori di proporsi non erano molte ma comunque presenti. L'elemento culturale come al solito non era troppo presente e la cittá non era molto coinvolta. La serata al "Kapogiro" con bodypainting live (nella quale ero coinvolto anch'io) avrebbe potuto essere carina, purtroppo la scelta del locale non é stata delle piú felici...
ASPETTO POSITIVO: soggettivamente parlando il contatto diretto con gli editori
ASPETTO NEGATIVO: il fatto che sia impostato come fiera e non come festival... troppi stand inutili che vendono le stesse identiche cose che posso trovare tranquillamente anche in fumetteria.

 

     Giuseppe Pollicelli (editor Free Books)

     ASPETTI POSITIVI
1) L'impressionante quantità di nuove proposte editoriali, che segnala una vitalità notevole dell'editoria fumettistica italiana.
2) La sistemazione separata di editori e commercianti, più razionale che in passato.
ASPETTI NEGATIVI
1) L'impressionante quantità di nuove proposte editoriali, che per forza di cose disperde e parcellizza gli acquisti degli appassionati con conseguenti minori entroiti per i singoli editori.
2) La durata eccessivamente breve di conferenze-stampa e incontri con il pubblico.


     Roberto Recchioni (sceneggiatore di John Doe)

     Impressioni buone. Mostra meglio ragionata nella distribuzione degli spazi.
Una fiera non più grande (come annunciato) ma meno dispersiva (e quindi più efficace).
Ottima l'organizzazione sotto tutti gli aspetti.
Ottime le mostre (meno interessante il museo, ma è un inizio).
Più deludente la rilevanza data all'aspetto più prettamente culturale di confronto-incontro tra autori e lettori, sotto questo punto di vista Napoli rimane parecchie spanne sopra.
In sostanza, il più bel circo del fumetto d'Italia.
Divertente, vivo e colorato.

 

     Andrea Rivi (editore, Edizioni BD)

     L’impressione positiva mi è stata data dalla nuova disposizione logistica dei tendoni, anche se molto è da migliorare dal punto di vista dell’aerazione negli stand e... nei servizi igienici praticamente privi di acqua corrente.
Mentre l’impressione negativa, mi spiace dirlo, mi è stata data da una parte del pubblico: non è certo una cosa nuova, ma mai capirò perché centinaia di persone facciano la fila presso lo stand della Sergio Bonelli Editore per avere un autografo su una fotocopia. Sarà un mio limite, non lo discuto. Ma un autografo su una fotocopia... Fosse almeno su un assegno.

 

     Marco Rizzo (curatore di ComicUS)

     Salta all'occhio una migliore organizzazione degli spazi della fiera. Di certo gli ingressi separati, i biglietti in prevendita, i corridoi più ampi, la posizione strategica del punto accredito, hanno aiutato moltissimo in tal senso. E nella stessa prospettiva, è davvero intelligente (oltre che tardiva) l'idea di inserire alcune esposizioni dentro la mostra mercato, senza relegarle al suggestivo, ma poco frequentato Auditorium.
Peccato che la nuova disposizione sacrifichi la sala conferenze imprigionandola tra 4 pannelli di cartone presi nel mezzo tra urla, voci, cosplayer festosi, concerti musicali e bambini entusiasti, non permettendo un minimo di concentrazione durante gli incontri...
Un aspetto negativo, mi spiace dirlo, è la poca collaborazione nelle settimane precedenti la fiera. Avere degli accrediti (per non parlare dei pass per gli autori), informazioni sulle scalette o altre piccolezze organizzative comporta solo uno scaricabarile continuo tra varie telefonate a vuoto ed email senza risposta.

     Lorenzo Ruggiero (disegnatore)

     Sull'ultima Lucca Comics, la mia impressione e' senz'altro positiva. Ad essere sincero, l'idea all'inizio che non sarebbe stato usato il Palazzetto, ma solo la struttura con i tendoni, mi aveva lasciato un po' perplesso. Tuttavia mi sono dovuto ricredere, in quanto la nuova dislocazione delle strutture (nello spazio che l'anno scorso era adibito a parcheggio) e la complicità di un tempo abbastanza clemente (pioveva solo la sera) hanno contribuito a non creare il caos dell'edizione precedente.
Per quanto mi riguarda, gli aspetti positivi sono due: la solita grande affluenza di pubblico (ma non e' poi una novità) e una netta separazione (in strutture distinte) tra case editrici, negozi e zona giochi di ruolo. Ciò non ha permesso il crearsi di caos.
Aspetto negativo è secondo me la mancanza di una vera e propria area-pro, che potrebbe servire sia come punto di ritrovo e incontro tra noi addetti ai lavori, sia come posto dove visionare i portfolio dei ragazzi con più tranquillità rispetto alla confusione che c'è solitamente nello stand.

 

     Matteo Stefanelli (sociologo dei media, Università Cattolica di Milano; autore del programma Cult/Sky "Antistoria del fumetto italiano")

     Tralascio le questioni organizzative (logistica, servizi, trasporti), e vado dritto al cuore delle considerazioni su una manifestazione culturale: l'offerta di contenuti e la 'visione' di questi

Il mio giudizio su quello che, 30 anni fa, era non solo il maggiore ma anche il più importante evento internazionale sul fumetto, resta profondamente critico. Il declino prospettico e progettuale della manifestazione, nonostante il successo di pubblico (ma dal giorno festivo in più era lecito aspettarsi ben oltre un +11.000) si conferma nonostante i passi avanti organizzativi: soprattutto con gli ultimi anni il massimo salone italiano continua a vivere una posizione di pesante arretratezza culturale rispetto all'evoluzione (sia artistica che industriale) dei comics.

Diciamo che dell'edizione 2004 mi hanno colpito in particolare due aspetti, uno in positivo e uno in negativo.

L'aspetto positivo riguarda i 'contenuti'. Non penso però ai prodotti editoriali - la cui responsabilità va agli editori, non al salone - quanto alla vivacità e alla qualità della zona eventi "live". La potenza spettacolare offerta dall'espansione e riorganizzazione della zona-palco, con l'inedita presenza di buona musica (i Too-Tiki, band della 'colonna sonora' di SkyDoll) e il protagonismo di un fandom
sempre più strutturato e creativo (le esibizioni live dei cosplayer hanno raggiunto livelli tecnici assolutamente piacevoli, spesso momenti di vera intelligenza narrativa), mi sembra un bel progresso
verso l'offerta di un intrattenimento "in loco" ricco e originale. Lucca2004 è stata un evento più coinvolgente di altri anni, e i giovani visitatori hanno giustamente mostrato di gradire.

L'aspetto negativo mi è parso invece la drammatica desertificazione del versante culturale, sia come analisi dello stato dell'arte che come elaborazione delle tendenze. Oltre a presentazioni stampa di
routine, quel che si è fatto è stato poco o di scarsa qualità: mostre decotte e male allestite (fra i big ok l'allestimento per Faraci, ma già raffazzonato quello per Barbucci&Canepa), incontri autori-pubblico marginali, non una vera tavola rotonda, premi senza intuizioni, zero conferenze (nella città che ospitò riflessioni pubbliche d'avanguardia fra sociologi, pedagogisti, psicologi...). Nessuno pretende la completezza di una Angouleme né la raffinatezza di festival come Dong-A di Seoul o Mocca di New York, ma qui restiamo lontani anche dall'ipotesi di un Futurshow dell'intrattenimento disegnato.

La collaterale vicenda del Museo meriterebbe altro spazio, slegato però dalla discussione sulla manifestazione. Mi auguro che le diffuse preoccupazioni (per l'"idea di fumetto" offerta) intorno ad esso fra operatori e pubblico (anche giovanissimi) siano di stimolo a rilanciare una discussione non più "preventiva", ma sintonizzata sul merito del progetto e della sua gestione culturale.

 

 

 

 

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