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Ora ti critico io: gli addetti ai lavori recensiscono i siti di critica...
a cura di Emiliano Longobardi e Simone Satta

     In occasione dell'ultimo aggiornamento di Comics Code prima della pausa estiva abbiamo presentato un pezzo dedicato al rapporto fra critica e addetti ai lavori, che ora vorremmo approfondire ulteriormente.
Abbiamo quindi cercato di coinvolgere quanti più autori ed editori chiedendo loro di passare da questa parte della barricata e di vestire i panni di chi, tradizionalmente, giudica e analizza il loro operato.
Per completare la danza, abbiamo loro chiesto, quindi, di analizzare, commentare o recensire proprio quei siti in cui, tradizionalmente, il loro operato diviene argomento di discussione.
Le domande che abbiamo rivolto sono state due:

     1) "Comics Code è un sito che si occupa anche di critica. Questa volta, però, provocatoriamente, vorremmo ribaltare la sua posizione e offrire a tutti coloro il cui lavoro - a diverso titolo e in diverso modo - è oggetto dell'attenzione del nostro sito, di intervenire sulle nostre pagine con una recensione del nostro web-magazine. Secondo te, quindi, quali sono gli aspetti più positivi e quelli più negativi di Comics Code?"

     2) "Recensisci anche un altro sito internet italiano che si occupi di informazione e critica fumettistica”

     Qua di seguito potete farvi un'idea dei pareri più disparati. Buona lettura.


     Andrea Accardi (disegnatore)

     Non sono un gran internauta, lo premetto! Per fortuna qualcuno si prende la briga di avvertirmi con delle mail di nuove interviste, articoli ecc. Le volte che poi navigo sul vostro sito, non posso fare a meno che leggere e leggere e leggere... Quindi poi mi rendo conto che sono passate un paio d'ore e il pennello si è seccato!
Di questo sito prendo tutto! Certo, qualche articolo può interessarmi più di un altro, normale, ma non ho critiche da fare e mi dispiace anche, visto che per andare avanti non servono solo consensi.
Mi diverte molto leggere Bernardi (chiaro!), e attraverso Connessioni ho scoperto anche altri interessanti siti. ComicUS e Lo Spazio Bianco tra tutti. Ho letto l'articolo di Solinas da cui poi nasce questa indagine e mi sono ritrovato tra gli autori un po' superficiali, ma non in mala fede...

     

     Amrlide, (Associazione AnomaliE)


     1) Il sito di Comics Code è impostato in maniera carina, molto professionale. Però ci sono un sacco di collegamenti sbagliati nella pagina recensioni (e io consiglierei vivamente di fare un elenco anche per titoli dei fumetti recensiti e non solo per mese).

     2) Per quanto riguarda altre riviste di recensioni on-line, conosciamo quelle fornite dalle case di produzione (Pan e Star) che non si possono certo dire affidabilissime... (in fondo loro devono vendere). Cartacee invece, leggo spesso le recensioni di Scuola di Fumetto. Ovviamente, essendo cartacea, predilige i commenti positivi e le opere recensite sono molto meno rispetto a quelle affrontate da Comics Code.

 

     Luigi Bernardi (scrittore)

     1) L'aspetto negativo è che si tratta di un sito che parla solo di fumetti. Quello positivo è il tentativo di uscire dalla visione monoculare del fan...

    2) Non navigo molto fra i siti fumettistici. In sostanza guardo, sia pure solo sporadicamente, ComicUS, dove mi divertono molto certe martellate del mio amico Alessandro Di Nocera.

 

     Andrea Campanella (editore con Cut-Up Comics e sceneggiatore)

     1) Se devo pensare ad una impostazione di rivista critica, mi piace l'impostazione tipo Comics Journal, con ampi dossier, interviste, saggi. Sono cresciuto leggendo, da studente di cinema, riviste tipo Cineforum, Segno Cinema, Bianco e Nero, Lineachiara. Per il fumetto, ho ancora collezioni di Comic Art, Nova Express, Orient Express. Oggi necessariamente critica e fumetti sono scissi, le riviste non esistono più. Ed è proprio il web che può e deve coprire questa lacuna. Comics Code lo fa in modo egregio.
Eppoi avere un occhio di riguardo per le realtà indipendenti che sono il vero motore del fumetto

     2) Stradanove offre buone critiche e quant'altro, poi mi sembra di utilità fumetti.org, il lavoro di smoky man su Ultrazine è ottimo, come quello del mio amico Max Bonati finchè ha tenuto Stanza 101, poi c'è l'attività dei forum, nei quali i lettori si scambiano consigli e pareri e questo è molto stimolante. Come dicevo il web a tutt'oggi copre tutto l'apparato critico che in Italia manca in versione cartacea (un tempo c'era Mano ahimè, e spero regga Schizzo del Centro A Pazienza.).

 

    Stefano Casini (disegnatore)

         1) Se ci si attiene al concetto di democraticità e di spazio aperto del web, che ne è un po' la bandiera: direi nessun difetto, ovviamente, le cose che ho letto sono condivisibili, gli articoli o le interviste trattate (per quanto possano esserlo) esaustivamente, le critiche opinabili come tutte, ma non per questo meno credibili.
Le opinioni di Luigi Bernardi, per parte mia, spesso sono da sottoscrivere, ma proveniamo dallo stesso periodo, dalle stesse passioni e dagli stessi amori e quindi potrebbe sembrare un giudizio talmente di parte da apparire ininfluente.
Con tutto ciò, visto in questa ottica ognuno ha sempre il diritto di scrivere e dichiarare quello che ritiene più opportuno e più giusto, la questione semmai finisce inevitabilmente per slittare sul piano della credibilità e qui il problema diventa di difficile interpretazione, comunque lo si voglia mettere.
Come si fa a stabilirla?
E' qui il grande equivoco.
Che strumenti ha l'ignaro lettore per valutare se le questioni dibattute su un qualsiasi sito sono farneticazioni di un lettore deluso e un po' fanatico o l'attenta analisi di un medesimo soggetto animato però, dalle migliori intenzioni?
Attento magari al gioco di equilibri di tutti gli aspetti del medium fumetto?
O addirittura in possesso di qualificate credenziali (ma dove le andiamo a pescare, poi?)?
In poche parole non può averle, il tutto è in effetti governato dalla stessa legge con la quale viene regolata l'editoria, o parte di essa, il libero arbitrio, e il tutto è spiegabile dal perchè certi giornalisti scrivono di chi, o di cosa.
Non tutti possono vantare un brillante passato (ed un altrettanto presente) come quello del Bernardi sopra citato, la sua competenza è comprovata da progetti, scelte e dall'intero suo excursus professionale in ambito editoriale, un know how di tutto rispetto e di pochi eguali, è vero che non tutti possono vantarlo ma è pur sempre un punto di partenza auspicabile.
Però neanche si possono discriminare giovani brillanti che valutano con attenzione, comparano, analizzano criticamente ciò che leggono, anche se non conoscono Hugo Pratt o Gino D'Antonio, o magari solo per sentito dire, ma anche qui, in fondo che male c'è, oggi tutti ascoltano Bublè pensandolo un grande dello swing semplicemente perchè non hanno mai ascoltato un certo Frank Sinatra, è solo questione di memoria storia, e si può facilmente ovviare.
Che differenze ci sono tra i critici di Rolling Stones quelli di una web-zine musicale?
Tra quelli di giornali di settore o agli emuli sul web?
Lo stipendio ai giornalisti? Limitante.
Un editore alle spalle? Altrettanto.
La legittimazione dell'acquisto da parte dei propri lettori? Non è detto, ma potrebbe essere un inizio.
Comunque sia non ho risposte certe a domande simili, forse una di queste può essere il fare tutto con semplice onestà, modestia e sincera dedizione e comunque sia, queste, tutto sommato, non erano neanche le domande iniziali.
Sono andato fuori tema, tipico, ma era di questo che m'interessava parlare, oltre a ribadire che di Fumetto si DEVE parlare (e meglio se ne parla e meglio è), e mai come in questo momento.

        2) uBC. Vista la mole di argomenti che tratta, almeno come quantità, ma posso azzardare che oltre ad una buona qualità, mi pare offra anche un ottimo servizio, ampliato ultimamente anche da articoli e segnalazioni non sono in ambito bonelliano ma spaziante in molti altri ambiti editoriali fumettistici, nostrani e stranieri in genere. Con aggiornamenti abbastanza frequenti.

    Bruno Enna (sceneggiatore)

    1) Non è difficile trovare gli aspetti positivi, per quanto mi riguarda, anche perché ho seguito – prima da Sassari, poi da Milano e poi di nuovo da vicino - la crescita del sito a partire dalle sue lontane origini cartacee (quelle descritte da Antonio Solinas, nel suo articolo). Uno dei motivi che mi ha fatto sperare di poter entrare nel rutilante mondo fumettistico, ai tempi in cui non avevo ancora saltato il muro del professionismo (basso, ma pieno di pezzi di vetro), è stato proprio l’entusiasmo che mettevano i redattori della prima fanzine nell’affrontare l’argomento. Per me, che al tempo facevo le mie cosette nella mia cameretta, affidando poi i miei lavori a improduttivi quanto edificanti “focus group” parentali, la cosa è stata quasi shockante (nonché sicuramente “spronante”). Oggi quell’entusiasmo si legge nelle interviste e nelle recensioni, sempre molto professionali, molto ben scritte e ben ponderate. Polemiche del cavolo a parte, basta leggere per capire. Credo che lo scopo di un sito come Comics Code sia esprimere pensieri. E non sempre si pensano cose piacevoli. Tra gli addetti al settore c’è chi si offende (chissà, magari capiterà anche a me), ma c’è anche chi usa questi pensieri come spunti di riflessione sul proprio lavoro (idem come sopra).
Concludo dicendo che non basta essere pagati per scrivere cose degne di essere lette.
Passando agli aspetti negativi… personalmente credo che Comics Code si occupi poco di un certo tipo di fumetto “commerciale”, soprattutto umoristico. Questa però è un critica che potrei rivolgere a qualsiasi sito di critica. Niente di strano, dopotutto, visto che chi ama i fumetti matura nel tempo, abbandonando le letture più semplici per complicarsi (piacevolmente) la vita.

    2) Non visito troppi altri siti internet, credo però che il fatto di averne certi tra i “preferiti” sia un buon segnale. Io, per esempio, oltre a Comics Code, ho UBC, Komix, Ultrazine, Lo spazio bianco e afNEWS. Talvolta capita di leggere su questi siti dei commenti poco entusiasti, se non addirittura delle recensioni fin troppo feroci (perché tanto odio? L’acidità si può combattere e prevenire… magari dopo aver fatto una simpatica esofagogastroduodenoscopia). Capita di essere criticati, insomma. C’è chi esagera un po’, ma questo avviene sia sul “libero” Web sia sulla carta stampata (e pagata). Eppure, io continuo a consultare tali “preferiti” quasi giornalmente e questo credo sia un segnale del fatto che tutti -e dico tutti- non possiamo più fare a meno di internet. È una realtà e, a volte, quasi una droga (il bello è che non devi neppure pagare gli spacciatori). Dieci anni fa le cose erano ben diverse: parecchi autori soffrivano per la poca attenzione data al loro lavoro. Adesso non possono certo lamentarsi (anzi, alcuni si rompono pure le palle). O troppo o niente. Io per ora sto zitto e leggo, oppure lurko come un vecchio sporcaccione tra i forum. Perché non mi basta mai.


     Tito Faraci (sceneggiatore)

     1) Programmaticamente vorrei trovare sia un pregio che un difetto, con delle attenuanti sia in un caso che nell’altro.
A Comics Code mi sono affezionato abbastanza in fretta e penso che sia cresciuto molto rapidamente. E’ un sito del quale si parla molto anche fra colleghi. Comics Code è un sito che ha delle posizioni moderate, che evita sia la stroncatura esagerata, sia (ed è l’atteggiamento che apprezzo maggiormente) la ricerca ossessiva del capolavoro dietro ogni angolo. Se la stroncatura potrebbe anche essere divertente, la continua esaltazione dopo un po’ viene a noia. Quindi, di Comics Code apprezzo l’equilibrio e il fare le cose non in maniera impulsiva, anche calcolando i tempi in cui le varie cose escono: ad esempio, un’anteprima viene realizzata come tale e non viene fatta per giudicare preventivamente.
Il rovescio della medaglia è il sospetto di un certo buonismo ed ecumenismo, di non voler prendere delle posizioni dure e che a volte possono essere scomode. Ammetto anche, però, che nell’attuale panorama della critica sul web avere una posizione moderata rischia di essere (paradossalmente) controcorrente, se non coraggiosa.

     2) In ordine di anzianità, parto da uBC. un sito che c’è prima di molti altri e al quale mi sono avvicinato anni fa, un sito che era un po’ un’istituzione. Adesso mi sembra sia meno un’istituzione, ma penso che da questo possa ricavare solo dei vantaggi: non essere più gli unici a parlare di qualcosa può essere solo positivo e aumenta la personalità che può avere un sito. Il pregio di uBC è di avere una grande storia dietro e che può essere quindi navigato a lungo, riuscendo a scoprire sempre qualcosa di interessante. E’ un sito molto ben organizzato e strutturato, con un certo spessore, una specie di enciclopedia sul web. Il difetto, di contro, lo si trova in quello che dovrebbe essere il punto di forza, ossia le recensioni, un tempo molto seguite e ora, mi sembra, molto meno. Il difetto delle recensioni è che sembra che chi le scrive abbia un po’ l’atteggiamento di chi si siede in cattedra; si tratta di recensioni sempre molto lunghe e dettagliate, ma la mia impressione è che non sempre ci siano gli strumenti critici adeguati, sufficientemente sofisticati per fare recensioni di questo tipo. L’atteggiamento di chi sale in cattedra traspare dalla scelta di dare i voti, che potrebbe essere una cosa divertente, ma non vengono usati in maniera divertente, non c’è ironia in questo modo di dare i voti: sembra un esame molto critico. Io parlo per me, ma l’impressione è che non si sappia bene dove sia la differenza fra soggetto e sceneggiatura, due entità che (e mi lascia molto perplesso) vengono giudicate separatamente, come se oggi come oggi (ma anche ieri) si potesse giudicare il cosa si racconta separandolo dal come si racconta, come se non fossero due cose integrate. Se la recensione diventa solo emotiva e finge di non esserlo, diventa un difetto: tanto vale non mettersi in cattedra a dare i voti, oppure darli con ironia, oppure – ancora – far percepire di più al lettore che quella è solo un’opinione personale, non una cosa oggettiva (e del resto non potrebbe mai esserlo).
Passando a ComicUS, è un’abitudine quotidiana, lo leggo ogni mattina prima di prendere il caffè. E’ un sito molto ben organizzato, sempre pieno di entusiasmo, che è un po’ il Newsarama italiano: hai la sensazione che stiano sempre sul pezzo. Dire oggi “l’ho letto su ComicUS” vuol dire dire qualcosa, anche fra colleghi ed addetti ai lavori. Nel senso che una notizia letta su ComicUS è sicuramente attendibile (se la notizia è solo una voce, viene diffusa come tale, se è una notizia certa lo stesso). E’ un sito navigabile a lungo, denotato da una grande vivacità, continuamente aggiornato: hai di fronte un qualcosa di grosso e in continua crescita.
Ci lavorano persone molto abili. Qual è la cosa negativa? Forse, per la fretta di “essere subito” sulla notizia ci sono un po’ di sciatterie, cose scritte un po’ male e in modo confuso. Non è questione di refusi, ma quando una cosa non è scritta abbastanza bene rischia di essere fraintesa, di non essere sufficientemente chiara e quindi sarebbe necessaria una maggiore riflessione.
Riguardo, invece, a Lo Spazio Bianco potrei trovarmi a dire molte delle cose che ho già detto per Comics Code. E’ un sito basato molto sull’equilibrio e sul parlare di cose molto diverse: non si può certo dire che abbia un orientamento molto particolare verso il fumetto americano o verso quello autorale.
Anche in questo caso, si tratta di un sito che non prende posizioni molto forti. Un equilibrio non può essere maggiore o minore di un altro, ma – se possibile – trovo su Lo Spazio Bianco un equilibrio ancora maggiore di quello di Comics Code. C’è una profonda volontà di riflettere con attenzione sulle cose, di trovare tutti gli aspetti positivi e negativi: si percepisce chiaramente l’intenzione di essere programmaticamente molto analitici, sottolineando ciò che è buono è ciò che non è buono. Riguardo il difetto, ciò che ho appena detto, ribaltato, diventa quello che viene definito un po’ come “cerchiobottismo”: ti ho trovato dei pregi, ma ti trovo anche due difetti. Magari non c’è questa volontà sotto, ma c’è il rischio che la cosa venga percepita in questo modo dal lettore. Rispetto comunque la scelta di perseguire con coerenza il maggior equilibrio possibile.
Un sito sul quale vado ogni tanto è anche Ayaaaak, collegato alla mailing list omonima. E’ un sito che mi diverte perchè ci trovo delle cose che non mi aspetterei mai. Questo è il suo grande pregio. Ci trovo cose veramente inattese, è un sito che non è mai ovvio nelle sue scelte: essendo un sito che si occupa prevalentemente della roba Bonelli, ti aspetteresti un sito molto catechizzato, invece sono simpaticamente infedeli alla linea e questa cosa mi diverte parecchio. E’ un sito molto ruspante, graficamente zen (per non dire povero, e questo è uno dei difetti), quasi monacale. Una piccola sfumatura, non un vero e proprio difetto, è che basandosi sulla mailing list alla quale si appoggia, sembra quasi che il mondo del fumetto visto attraverso la mailing list sia solo quello: sembra quasi che tutto ciò che viene giudicato bene o male nella mailing list abbia lo stesso trattamento altrove. I giudizi, per chi dovesse capitare sul sito senza passare sulla mailing list, potrebbero risultare falsati e non attendibili: parlare di una serie che magari sta andando male come vendite come se fosse una cosa straordinariamente di successo può dare l’impressione di straniamento. Purtroppo, invece, un fumetto va bene (non dico che è bello, ma che funziona) non quando ha avuto delle buone recensioni su un sito o su un forum, ma quando sta vendendo. Lo so che sono cinico e che mi prenderò molte accuse ed è una cosa che non piace nemmeno a me: vi assicuro che fosse un mondo in cui le cose fatte con passione, fatica, impegno e coraggio fossero le cose che vincono, ma al di là di qualunque giudizio, per poter dire che quel fumetto stia andando bene è necessario che quello stesso fumetto stia anche vendendo bene per giustificare bene la propria esistenza.
Un sito da non dimenticare, poi, è Ultrazine. Un altro sito con una sua storia e una sua tradizione. Si tratta di uno di quei siti in cui un mooriano come me si trova come in un territorio amico, grazie ai bellissimi approfondimenti. E’ la one man band di smokyman, che veramente ha delle grandi intuizioni, una grande energia e una grande forza di volontà. Purtroppo però, dal mio punto di vista (e questo è il difetto) è poco aggiornato. E’ vero che una riflessione su un fumetto possa essere fatta anche molto tempo dopo l’uscita, ma al contempo Ultrazine non è uno di quei siti dove puoi trovare cosa comprare ora in fumetteria: ci troverei delle cose un po’ casuali, anche molto in ritardo, sulle quali magari poter fare delle riflessioni a bocce ferme.
Infine, chiudo su un sito che ho conosciuto da poco tempo, Fumetti di Carta, che a vederlo sembra un po’ una costola di ComicUS. Un sito molto carino e divertente, molto traversale, per cui il fumetto è uno dei punti di partenza, ma non necessariamente un punto d’arrivo; un sito molto contaminato da altre cose, un po’ come Rolling Stone, in cui la musica è una delle cose. Anche qui respiro con soddisfazione un’aria di moorianesimo abbastanza accesa. Dovrei trovare dei difetti, ma vorrei astenermi, perchè è un sito giovanissimo. Sforzandomi potrei dire che l’eccessivo entusiasmo potrebbe essere un cattivo consigliere, ma aspettiamo: vediamo cosa succederà e se da questo entusiasmo deriveranno solo cose positive o anche qualcosa di negativo.

 

     Otto Gabos (sceneggiatore e disegnatore)

     1) Condivisione. È ormai innegabile il ruolo di primo piano che i vari webmagazines rivestono nel panorama esangue della critica del fumetto italiana. Non posso che esserne contento. Un’offerta ampia mi fa stare sempre più sereno. Scegliere e criticare mi dà un senso di libertà necessaria. È chiaro che anch’io come tutti ho delle preferenze dovute ad affinità, sensibilità, qualità professionale. Non sono mai stato un fan di niente e nessun se non di David Bowie ( ma con molta discrezione) e ammetto di trovare davvero distanti i forum di discussione monotematici. Ogni tanto c’è qualche amico che mi riferisce stralci di dibattiti accesi sull’uscita di un albo Bonelli o manga. Per cui apprezzo gli sforzi di differenziazione alla ricerca di una forte identità connotativa. È il concetto di rivista in sé che mi appartiene e mi soddisfa. M’interessano soprattutto le interviste con gli autori, quelle interviste in cui si scava nella persona e nell’artista, in cui ogni tanto si accenna a strumenti di lavoro, metodo, tensioni. C’è sempre da imparare e da mettere a confronto. Le interviste diventano un appuntamento sostitutivo dell’assenza di meeting costruttivi e di vero scambio di idee. Certo ci s’incontra alle varie convention ma sempre di corsa, sempre per un attimo.
Nei mesi scorsi è capitato di essere intervistato da alcune webzine, Mi ha fatto piacere perché ho avuto la possibilità di parlare liberamente e di leggere l’intervista prima della messa ondine. Mi è sembrata una cosa onesta. Almeno sai a priori cosa leggeranno gli altri di te. Il che non è poco. Tutt’altro. E poi c’è la possibilità di avere uno spazio adeguato per sviscerare alcuni aspetti del lavoro e dell’opera che stanno particolarmente a cuore a un autore. È un’opportunità preziosa che penso non vada mai sprecata o sottovalutata. Alla fine per chi legge non c’è tanta differenza tra un’intervista edita da un giornale a grande diffusione e un’altra edita on line. Quello che conta è ciò che dici.
Mi è capitato per esempio nel rispondere a Valentino Sergi di Fucine Mute e Roberto Casiraghi de Lo Spazio Bianco a dover riflettere su alcuni aspetti del mio lavoro che non avevo considerato prima. La loro interpretazione mi ha aperto nuove prospettive di atteggiamento. Quindi grazie anche a loro.
Una cosa che mi piacerebbe vedere e leggere, e di sicuro ci sarà da qualche parte che io da ignorante quale sono purtroppo ignoro, riguarda i dialoghi tra autori, dialoghi incrociati a tema libero o concordato. Insomma quello che succede abitualmente nei vari carteggi che teniamo con i colleghi e amici. Sono carteggi privati, visto che non si parla di opere e lavoro. Mi piacerebbe leggere di confronti tra mondi e modi diversi di approcciarsi al mezzo fumetto. Mi piacerebbe anche leggere frammenti o selezioni di diari di viaggio che contengano appunti scritti e grafici. Ogni tanto appare qualcosa sul sito di Coconino World, più spesso direttamente in volumi costosi e ai più irraggiungibili. Abbiamo più o meno tutti del materiale inedito che a volte è un peccato che rimanga sconosciuto alla maggior parte del pubblico. Io periodicamente faccio delle mostre sul mio sito che diventa oltre laboratorio, biblioteca e speaking corner, anche showroom dove espongo materiale che altrimenti non vedrebbe mai la luce su pubblicazioni ufficiali. Non si tratta di semplice e sterile autocelebrazione ma piuttosto di condivisione. Di sicuro anche naif, ma soprattutto dettata dall’entusiasmo. Lo stesso che non manca mai ai redattori di Comics Code, de Lo Spazio Bianco, Fucine Mute, Ultrazine e altre riviste che frequento meno.

     Gianfranco Goria (sceneggiatore e curatore di Fumetti.org)

     1) Aspetti positivi: esiste e ci trovo cose che mi interessano Mi sembra libero nell'esprimersi senza servilismi: si vede che non c'è un intento commerciale, eh? Aspetti negativi: non so. Perdo già un sacco di tempo a cercare gli aspetti negativi di quel che faccio io... Magari ci sarà qualche refuso qua e là, non ho idea, o forse qualche errore, che però mi è sfuggito altrimenti ve l'avrei cortesemente segnalato (anche se, dopo essere stato assalito per via telematica da una lettrice di un'altro sito di critica-informazione per aver osato scrivere qualcosa che ella ha ritenuto offensiva nei confronti del suo amato sito, non vorrei beccarmi assalti anche dai vostri fan...).

     2) Vedasi quanto ho scritto prima. Al massimo potrei recensire il mio sito, anche perché lo gestisco da solo, ne sono l'unico proprietario e non si offende inutilmente altra gente. Ok, lo so: recensire non vuol dire ecessariamente anche criticare negativamente. Ma cosa volete che dica? Quando è capitato ho recensito su afNews altri siti che ritenevo interessanti e non perché me lo avessero chiesto, ma perché c'ero capitato sopra e mi erano piaciuti, tutto qui. Farlo a bacchetta non mi ispira un granché. In generale in questo campo tendo a preferire i dilettanti (competenti) ai professionisti. Perché chi si diletta è più contento e più libero. Chi scrive per professione (o comunque, per stare nel tema, scrive con un occhio a quanto potrà guadagnarci, in termini sia di soldi diretti o indiretti, si di "potere e prestigio") subisce diversi condizionamenti che lo possono rendere meno libero, meno sincero, meno allegro. Con le dovute eccezioni, certo, che però mi sembrano rare in rete in Italia. Questo per quanto riguarda chi si occupa di fumetti online. Il discorso potrebbe prendere tutt'altra piega se parlassimo di critica, giornalismo, informazione là dove la professione giornalistica è regolarmente praticata. Ad esempio su quotidiani e riviste. Ma mi avete chiesto di siti internet... e allora... Un momento, forse qualcosa ho trovato! Ecco qua: il sito internet de La Stampa e la rubrica Fumetti e Cartoons di Guido Tiberga! Un giornalista professionista di redazione, con in più una competenza specifica nel campo del fumetto, che fa informazione su una testata nazionale i cui numeri (di lettori) sono probabilmente inimmagginabili chi lavora nelle nicchie. Una rubrica attenta, efficace, sintetica. Scritta con grande professionalità e molto equilibrio. Da consultare settimanalmente.


     Simone Guglielmini (disegnatore)

     Io non sono un esperto di fumetto, leggo unicamente ciò che mi sembra bello e mi piace disegnarlo. Comics Code è' una lettura fissa che mi piace, mi permette di conoscere autori che non conosco o di approfondire tematiche con punti di vista diversi ed interessanti. Per prima cosa cito l'alta professionalità e la qualità con cui il lavoro è svolto da tutti i punti di vista. Mi piacciono molto le interviste agli autori. Da aspirante tale sono incuriosito nel capire quale approccio ha un maestro o meno del media, sul suo lavoro e sul mondo circostante. Interessanti le Gallery che presentano talvolta materiale inedito. Il sito è "strutturato" bene in modo chiaro ed intuitivo (nel mio lavoro direi "user friendly").
Aree di miglioramento: qui è dura... allora secondo me dovrebbero essere più curate le "tematiche ad ampio raggio". Un esempio: in questo numero (lo scorso, N.d.R.), nella colonna CODificazioni, avete iniziato un discorso molto interessante legato ad un re-vamping del noir in Italia... ed è un discorso che non investe solo il fumetto, avete citato l'uscita del film Sin City ed andando oltre ci accorgiamo come questo accada nelle serie TV ecc. Bene questa era un'occasione per poter dare vita ad un servizio sul tema noir con interviste incrociate e riferimenti che vanno oltre il fumetto, investendo riferimenti (libri, film, fatti di cronaca) a cui il fumetto e' fortemente debitore.
Altro punto sono proprio le interviste a me care, mi piacerebbero anche domande diverse, in certi momenti più "tecniche" ed in altri più "adulte". Esempio ricordo un'intervista fatta da un magazine americano a Frank Miller nel periodo del boom di uno dei vari episodi di Sin City, bene il magazine era di Fumetto, ma l'intervistatore chiese a Miller il suo pensiero sulla violenza della polizia americana, il discorso dei Black American ecc... Molto interessante. Un'altra fatta a Taborda (non ricordo da chi... forse voi?) dove gli si chiedeva il suo parere sulla situazione della sua terra (l'Argentina).


     Andrea Plazzi (editor)

     1) Aspetti positivi:
1. Eterogeneità dei temi, degli autori, delle pubblicazioni, dei progetti trattati. Per quanto importante per il fumetto italiano, non c'è bisogno di un altro fan-site sulle uscite Bonelli (che al tempo stesso, non vanno ignorate).
2. acume: l'approfondimento è quasi sempre interessante e - opinione personale - soddisfacente.
3. indipendenza (senza snobismi da "voce fuori dal coro" a tutti i costi).
     Aspetti negativi:
1. grafica e leggibilità: i pezzi sono in genere troppo lunghi e non sono valorizzati dalla gabbia spartanissima. E' veramente molto difficile leggerli fino in fondo a monitor e occorre una grande motivazione per scaricarli e leggerli con comodo in un secondo momento. Chiaramente, questo limita l'impatto degli interventi.
2. struttura del sito: è abbastanza confusa. E' difficile trovare qualcosa, quando si sa che c'è e anche le varie sezioni non si prestano a ricerche (p.es. le interviste). Complessivamente, è faticoso navigare il sito e questo limita la leggibilità alla home page e alle novità

      2) Non sono abbastanza assiduo per farlo con cognizione di causa. Mi piace Ultrazine, che ha difetti simili a quelli di Comics Code (che è comunque più evoluto e professionale) per quello che riguarda la struttura e la
ricerca. ComicUS, è ben fatto ma un po' troppo frivolo come contenuti (il forum non lo frequento).

 

     Susanna Raule (sceneggiatrice)

     1) Punti positivi:
Molti. Per prima cosa Comics Code è uno dei pochi siti italiani che cerca di coprire il mondo del fumetto a trecentosessanta gradi. Il che non è male in una realtà che , invece, tende a privilegiare o le grandi case editrici o che, al contrario, si dedica solo a microscopiche autoproduzioni.
L'altro punto positivo è che Comics Code difficilmente pecca di piaggeria nei confronti di qualcuno. E' gradevole sapere di poter contare su un parere disinteressato...
Mi piace la formula degli approfondimenti. Non approvo la politica delle "due righe". Mi piace avere un bel po' di cose da leggere e da guardare.
     Punti negativi:
La grafica non mi fa impazzire. Ok, è "leggera" e leggibile, ma la home page tende ad essere un po'
scialba. Bè, bisognava trovare anche qualcosa di negativo, no?

     2)Recensire "un" altro sito mi è un po' difficile. Posso dire che la maggioranza dei siti "seri" di fumetti tendono ad essere disorganici e un po' sconclusionati, mentre gli altri finiscono per essere nient'altro che pagine pubblicitarie per questa o quella pubblicazione.
Di solito la cosa che preferisco sono i forums. Sono una frequentatrice accanita di forums. E' interessante sentire che cosa dicono le persone che i fumetti li leggono solo per divertimento, che non sono addetti ai lavori e che, in definitiva, sono quelli che hanno più diritto ad esprimere un'opinione.


     Roberto Recchioni (sceneggiatore e disegnatore)

     1) E' una buonissima pro-zine che funzionerebbe anche su carta.
E in questa frase ci sono tutti i meriti e i difetti di Comics Code, a mio avviso.
Nel senso che se da una parte è ricca di approfondimenti, interviste interessanti e quanto altro... dall'altra non sfrutta le potenzialità del mezzo su cui viene "stampata", internet.
In poche parole, non ha quell'immediatezza di un sito in costante aggiornamento che potrebbero renderla più vivace e manca (per assurdo) di una possibilità di confronto diretto e immediato tanto con i lettori quanto con gli autori.
Non capita di rado che qualche articolo mi stimoli a intervenire e commentare, ma la mancanza di un forum o di un qualsiasi spazio per il confronto diretto, mi impedisce di farlo.
Ultimo appunto: forse si occupa troppo spesso delle cose che piacciono ai suoi redattori e più raramente di quelle che invece non hanno incontrato il loro plauso.
Una delle cose che amavo delle fanzine (ma che apprezzo anche nelle riviste di critica in genere) è appunto il fatto che "critichino", magari anche con veemenza, qualcosa.
Se devo leggere solo elogi o analisi ammirate, mi annoio... c'è pure da dire che io sono un polemico, però, e che le discussioni sono il mio pane.

     2) Come perdere l'occasione di parlare dell'autoproclamatosi "portale definitivo dei fumetti in rete", la storica uBC?
Negli anni si è conquistata il ruolo di "autorità" nel settore bonelli-bonellide e c'è da dire che per molto tempo ha svolto un ottimo lavoro.
Ora come ora è diventato un portale che si occupa sin troppo spesso di manga, che sostiene solo gli "amici degli amici" e che quando vuole dedicare un pezzo a un tuo prodotto, chiede a te stesso di scriverlo perché loro non ne hanno il tempo.
Da parte mia il giudizio è sicuramente influenzato dal fatto che in due anni di pubblicazione è riuscita a dedicare a John Doe ben UNA recensione (del numero uno) per poi dimenticarselo (tranne alcune preview che, comunque, abbiamo dovuto scrivere noi).
Aggiungiamoci pure che negli ultimi anni la qualità degli scritti è notevolmente calata, che le analisi sul fumetto si sono ridotte a zero e che spesso spara anche delle imprecisioni notevoli proprio nell'area in cui dovrebbe esser maggiormente competente, e ecco che il mio giudizio non può che essere totalmente negativo a riguardo.

 

     Armando Rossi (disegnatore)

     Devo dire che non sono un grosso frequentatore di webzines per un motivo personale ben preciso: non riesco a leggere a lungo a schermo. Dopo un po' mi da' fastidio agli occhi. In genere uso le webzines per tenermi informato sulle ultime uscite e sull'andamento del mercato del fumetto. Gli articoli di recensione e critica li leggo velocemente e li stampo solo se mi sembrano veramente interessanti. Quali sono gli articoli che trovo interessanti? Sicuramente quelli che trattano dei miei autori preferiti. Poi quelli che mi permettono di scoprire nuovi e bravi autori. Infine quelli, e ce ne sono pochi, che hanno il coraggio di dire: "Ragazzi, questo fumetto e' una veramente brutto." e danno agli autori la possibilità di controbattere. Non mi piacciono gli articoli di approfondimento che danno 256 chiavi di lettura di un fumetto perchè non credo che un'opera d'arte (e un fumetto spesso lo e') vada considerata tale se per essere fruita ha bisogno di un supporto didascalico.
Comics Code e' un ottimo sito. Si occupa di fumetti a 360 gradi. Gli articoli sono MOLTO professionali (a volte anche troppo), checché ne dica qualcuno. L'atteggiamento nei confronti di case editrici ed autori piccoli e grandi non e' mai servile.
Se proprio devo trovare qualche difetto preferirei delle chiacchierate con gli autori piuttosto che non interviste vere e proprie. Lo so che e' più comodo mandare all'autore una serie di domande e questo risponde, ma in questo modo e' impossibile controbattere eventualmente ad una sua risposta. Un altro difetto, peraltro comune a tutte le webzines professionali, e' secondo me l'eccessivo "buonismo".
Ma e' possibile che nessuno, a parte qualche sito che NON si occupa nello specifico di fumetti, scriva che la nuova miniserie X della grande casa editrice Y, scritta dall'acclamato autore Z e' un'immonda schifezza che fa acqua da tutte le parti? E' possibile che nessuno contatti l'autore per sentire cos'ha da dire in proposito? Non sono per i processi sommari, ma voglio almeno sapere cosa risponde un autore superpagato quando qualcuno gli chiede conto del suo operato.
Se qualcuno ponesse ME davanti alle mie responsabilità come autore potrei controbattere ad alcuni colpi ed incassarne altri, e sicuramente i miei lavori successivi sarebbero migliori.
Credo che sia tutto.

 

     Antonio Sarchione (disegnatore)

     1) Vorrei solo dirvi, senza sembrare ruffiano, che il vostro sito mi sembra davvero ben fatto e professionale.
Ammetto di non leggere tutti gli articoli o le recensioni, ma davvero non trovo nulla da appuntare.
D'altra parte sono poco abituato a navigare tra siti come il vostro. Per quanto riguarda il fumetto prediligo i siti dei miei artisti preferiti o delle case editrici

     2) A parte Comics Code, quotidianamente leggo le news su AFnews, che ovviamente mi soddisfa ma non avendo parametri di confronto con siti simili, non faccio molto testo.

 

     Salvatore Taormina (editore)

     Sembrerà piaggeria ma io lo trovo molto interessante. Ben fatto e di qualità indispensabile: spazia su tutti i fronti. Se poi la critica qualcuno pensa che debba essere uno sfogo (come qualcuno pensa ma non ammette)... ma questo non è il caso di Comics Code.

 

     Davide Zamberlan (disegnatore)

     1) Aspetti positivi: è fatto con serietà e passione...
     Aspetti negativi: ...ma a quanti lettori di fumetti interessa davvero la critica sugli stessi?

     2) Mi piace Lo Spazio Bianco... hanno proprio delle belle icone ;D

 

 

 

 

 

 

 

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