La fine
di Simone
Satta
Cambiare
o morire
Per
molti di coloro che il sistema fumetto lo vivono dall'interno
la notizia della chiusura di Comics Code potrebbe non essere
una sorpresa, è infatti da un po' di tempo che Comics
Code è un malato terminale e l'idea di staccare la
spina è venuta qualche tempo dopo l'ultima kermesse
lucchese, che aveva visto la partecipazione in pompa magna
di tre quinti della redazione.
Molti si staranno chiedendo il perché di questa scelta.
C'è chi penserà a furibondi litigi e lotte interne
nella redazione.
Chi invece penserà che lo facciamo perché, in
fondo in fondo, non ci legge nessuno.
Chi invece penserà a una "promozione sul campo"
che vedrebbe in poco tempo qualche redattore del sito al di
là della barricata, come editor per qualche casa editrice
o addirittura come autore.
Niente di tutto questo.
Andiamo ancora tutti d'accordo, il sito cresce di mese in
mese per numero di accessi e di attestati di stima, nessuno
ha fatto il paventato grande salto
Allora perché chiudere Comics Code?
Perché è troppo bello.
Perché è il sito che avremmo sempre voluto realizzare.
Purtroppo però non sempre si può percorrere
la stessa strada insieme sino alla fine e questo ha fatto
sorgere due questioni essenziali.
In questi anni c'è chi a Comics Code ha dato di più
e chi ha dato di meno, ma il sito è sempre stato e
sempre sarà figlio di cinque persone.
Fin dall'inizio si era creato quasi un implicito e tacito
"accordo" che prevedeva che, qualora uno qualunque
di noi avesse deciso di mollare, il sito avrebbe perso una
delle sue ragioni di esistere: o tutti o nessuno, in pratica.
Un'idea che forse ha aiutato molti di noi a trovare qualche
spinta in più a continuare nei momenti difficili e
di crisi creativa.
Questo non vuol dire che, quando questa eventualità
si è palesata, chi ha deciso di lasciare non abbia
cercato di convincere in tutti i modi i superstiti a continuare,
ma è qui che è subentrato un altro problema.
Comics Code è un sito nato per essere gestito e alimentato
dal lavoro di cinque persone, se il numero delle persone diminuisce
il sito è costretto a cambiare e quindi, in qualche
modo, a snaturarsi.
La decisione che ci siamo trovati a dover prendere è
stata quindi il più classico "cambiare o morire".
In principio si sono fatti strada i "se" e i "ma",
ma poi tutti abbiamo convenuto su quale fosse la cosa giusta
da fare.
Che morte sia, allora.
Che Comics Code rimanga almeno un ottimo ricordo nella mente
e nel cuore dei suoi lettori, piuttosto che qualcosa che rischierebbe
di non essere più Comics Code ma qualcosa di diverso,
migliore magari, ma comunque differente, o peggio che rimanesse
Comics Code e vivesse come una di quelle bellissime donne
che non riescono ad accettare la tirannia del tempo e finiscono
per ridursi a caricature di se stesse.
In verità se abbiamo tenuto duro fino ad oggi e non
abbiamo reso le armi già da un po' lo dobbiamo anche
al prezioso lavoro dei nostri collaboratori, anche se sarebbe
più giusto ormai chiamarli meno formalmente amici,
alcuni dei quali sono diventati per noi quasi dei redattori
onorari, ed è anche merito loro se abbiamo raggiunto
almeno qualcuno dei traguardi che all'inizio ci eravamo prefissati.
Ringraziamo in primis Nicola Peruzzi e Andrea Cantucci, i
nostri collaboratori più affezionati e determinati,
che sono stati un pezzo davvero importante di Comics Code.
Ringraziamo Luigi Bernardi che, grande saggio del fumetto
italiano, si è messo al livello di noi nuove leve con
l'entusiasmo, l'umiltà e la professionalità
che gli sono proprie.
Ringraziamo Enrico Trentin, che per diversi mesi ci ha accompagnato
con la sua arte e la sua fantasia.
Ringraziamo tutti coloro che, in maniera continuativa o meno,
hanno contribuito a rendere Comics Code quello che è
oggi: Giovanni Agozzino, Alessandro Agueci, Mario Annaloro,
Flavia Barelli, Raul Calovini, Carlo Campus, Vania Carta,
Matteo Casali, Alessandro Cigni, Alessio Danesi, David Derudas,
Juan Jose' Diaz-Mochon, Giovanni Gualdoni, Fabrizio Lo Bianco,
Marco Milone, Giak Morello, Mauro Mura, Emanuele Pintore,
Andrea Plazzi, Angela Pia Quitadamo, Andreana Satta, Michele
Simula, Matteo Stefanelli, Wilson Vieira, Chiara Zeis.
Ringraziamo Fabio Lanza, che anche se non è slaito
a bordo di questa nave, ci ha sempre seguiti con lo sguardo
dalla sua isola.
Ringraziamo le nostre famiglie che hanno sopportato il ticchettio
della tastiera nelle nostre notti insonni.
Ringraziamo le nostre dolci metà, che ci hanno dovuto
dividere con questa insana passione...
Ringraziamo voi lettori, che siete stati la parte più
bella di Comics Code.
A seguire troverete il personale addio dei cinque loschi figuri
che hanno creato Comics Code.
In rigoroso ordine alfabetico tutti hanno voluto salutare
a modo loro voi lettori.
C'è chi ha scelto la sintesi, c'è chi è
stato travolto dal fiume dei ricordi.
Sono tutti dedicati a voi.
E a noi.
Alessandro
Ho
visto cose che mi auguro ogni appassionato possa vedere: spalti
di palazzetti coperti da orde di entusiasti delle nuvole parlanti.
E ho visto balenare sulla carta le matite di Maestri grandi,
umili e gentili. Ho visto un gruppo di ragazzini incontrarsi
grazie all'amore per i fumetti e diventare amici. Li ho visti
esordire nel mondo della critica e conquistare il rispetto
dei lettori e degli addetti ai lavori. Li ho visti cambiare
pelle da SeD a Metropolis, da Rorschach a Comics Code, mantenendo
intatto l'amore per la Nona Arte. E li ho visti dialogare
con tutti, in particolare con quelli che la consideravano
una non-arte.
Quei ragazzini oggi hanno mestieri e responsabilità
da adulti, fidanzate, mogli. In 15 anni hanno scritto un fiume
di pagine e accusano un po' la stanchezza. Le loro parole
si perderanno, come gocce, nel mare di internet. È
tempo di riposare...
Antonio
Doveva
accadere, prima o poi. Tutte le cose belle finiscono e (scusate
l'immodestia) anche Comics Code non fa eccezione.
Una delle nostre passioni, come sapete, è il "dietro
le quinte", per cui voglio rivelarvi alcuni piccoli segreti:
il primo è che queste righe non saranno un esempio
di umiltà. Tutt'altro.
Il secondo segreto è che la decisione di chiudere i
battenti era nell'aria da un po' di tempo. Fare Comics Code
costa. Costa in termini di impegno, in termini di tempo, in
termini di organizzazione, ed i meccanismi del magazine si
stavano da qualche tempo un po' inceppando. Ciò, ovviamente,
significa anche che i cinque redattori si stavano logorando:
oltre a mettere online Comics Code abbiamo anche una vita
privata (strano ma vero, anche se ci piacciono i fumetti non
siamo nerds
). La situazione è ormai arrivata
(purtroppo) alle soglie dell'insostenibilità: meglio
smettere qui che precipitare in una lunga e dolorosa agonia.
Quando si chiude, spesso c'è una vena polemica o velate
accuse; per una volta non è così. Noi chiudiamo
con la consapevolezza di avere fatto un ottimo lavoro: permettetemi
un minimo di superbia quando dico che il nostro operato è
sintetizzato soprattutto dai fatti. Abbiamo intervistato una
straordinaria quantità di autori (voglio ricordare
solo Nine, Eisner, Bilal e Joe Kubert), ricevuto un'enorme
quantità di complimenti ed attestati di stima (soprattutto
da chi i fumetti li fa come professione) e segnato un punto
importante dello sviluppo della critica fumettistica sul web,
con buona pace di chi dice che su internet chi parla di fumetti
è incompetente.
Di questi successi sono particolarmente fiero, in quanto sono
stato il primo "re" (termine usato in redazione
per designare il coordinatore, una specie di editor-in-chief)
della storia di Comics Code (ed il fatto che ci sia un primus
inter pares dietro la gestione della webzine è un altro
segreto
) dopo l'esperienza di Rorschach. Per questo
motivo (e per tutto il sangue che ho sputato per fare decollare
Comics Code), mi sento responsabile principale della linea
editoriale, grafica e della direzione che la webzine ha avuto
per i primi 12 mesi di vita ma non solo. In quest'ultimo anno
(e mezzo, quasi!) il testimone è stato raccolto da
Simone, che ha fatto un ottimo lavoro, ma che volete farci,
io (anche per l'età) mi sento un po' il papà
Vorrei infine spendere qualche parola per una serie di ringraziamenti:
prima di tutto agli altri quattro compagni di avventura, Alessandro,
Emiliano (inventore del nome), Manuel e Simone (e anche alla
mina vagante Fabio-Rabano). Con loro ho condiviso qualche
trionfo e molte incazzature. Poi un ringraziamento sentito
ai collaboratori, sempre molto bravi e prolifici (anche se
non bastano mai!).
Ringrazio anche tutti i nostri lettori, sempre gentili e quasi
sempre entusiasti del nostro operato.
E ancora, un grazie agli addetti ai lavori che si sono fatti
intervistare o hanno scritto per noi, elevando il tasso di
qualità della e-zine, sempre ottimo (ecco che torna
l'immodestia).
L'ultimo grazie lo lascio a mia moglie Suvi, che mi è
stata sempre vicina, soprattutto quando Comics Code mi mandava
su tutte le furie
Cosa volete, sono un romanticone!
Ah, dimenticavo. Avevo detto dei "dietro le quinte":
sapevate che per un periodo si era insistentemente parlato
di una fusione con Ultrazine?
Emiliano
Ho
sempre pensato che Comics Code fosse il miglior sito italiano
a occuparsi di critica e informazione.
E' mancata l'occasione per esprimere pubblicamente questo
mio convincimento e crearne artatamente una non sarebbe stata
prova di grandissima finezza, così come cercare di
convincere gli altri della redazione a scriverlo in calce
al logo in home page.
Oggi, che celebriamo il funerale di Comics Code, sono ancora
più contento di non aver sproloquiato a riguardo e
di aver evitato un simile atto di monumentale onanismo: il
distacco emotivo che sento da poco meno di un anno nei confronti
del sito si è manifestato dapprima come fastidioso
e indecifrabile rumore di sottofondo, si è poi evoluto
nell'amara constatazione che tutti gli aspetti positivi di
quest'esperienza avevano ognuno un lato oscuro più
esteso della canonica "altra faccia della medaglia"
e ha assunto da pochi mesi a questa parte la forma - per ora
definitiva - di rigetto totale nei confronti di una creatura
che ho contribuito a creare, far crescere, migliorare e affermare,
ma anche limitare.
Fra qualche tempo, come sempre capita, riuscirò a vedere
tutto da una migliore prospettiva che mi consentirà
bilanci più sereni e obiettivi, ma ora rimane solo
il senso di insostenibile fatica, di frustrata ambizione e
assoluto azzeramento motivazionale.
Insostenibile fatica perchè curare un mensile con tanto
materiale quanto quello che a ogni aggiornamento preparavamo
costa. E costa tanto in termini di ore e giorni di lavoro
sottratti a quello che dovrebbe essere il mio lavoro principale
di libraio. Costa in termini di energie mentali perchè
cercare di mantenere il livello che ci eravamo posti come
minimo comporta freschezza e concentrazione oltre quelle che
ora sono disposto a investire.
Frustrata ambizione perchè uno dei punti cardine che
avrebbero dovuto sostenere l'intelaiatura strutturale sarebbe
dovuta essere una grande organizzazione interna, oliata e
ben ritmata, che invece - già da Rorschach - non siamo
riusciti a darci, finendo per apparire molto diversi da quanto
effettivamente siamo stati: continuare così avrebbe
reso tutto sempre più precario e a rischio crollo verticale/implosione
sulla falsariga dell'ecomostro barese recentemente abbattuto.
Frustrata ambizione anche perchè ho scoperto di avere
dei limiti più grandi di quelli che già conoscevo
riguardo alle effettive capacità di approfondire determinati
argomenti che - necessariamente - avrebbero dovuto costituire
il nucleo pulsante di un sito con velleità di completezza.
Assoluto azzeramento motivazionale, infine, di conseguenza:
troppo poco tempo, troppe poche energie residue da utilizzare
per correggere una rotta troppo difficile da tenere. Il tutto
accompagnato dall'impellente necessità - soffocata
per troppi anni - di dedicarmi a un'altra mia passione, ossia
quella di scriverli i fumetti e non solo di scriverne.
Il rischio di assecondare rigurgiti di snobistico cinismo
è elevato, ma se c'è una cosa di cui sono certo
è che l'accanimento terapeutico sia il primo passo
per mancare di rispetto a tutto ciò di buono (ed è
tanto) è stato fatto in questi due anni.
Comics Code ha (aveva) troppi difetti, troppe tare che - in
nuce - percepivo all'origine, ma che l'entusiasmo sconfinato
che alimentava ogni passo e gli ottimi riscontri avuti mese
dopo mese hanno contribuito a relegare in anfratti nascosti,
divenuti poi inaccessibili anche a un connaturato senso del
dovere e una naturale propensione ad accettare i propri limiti
e a tentare con ogni forza di limarli, correggerli, superarli.
Mi è mancata soprattutto la lucidità di fregarmene
di tutti gli attestati di stima e di pensare a risolvere le
magagne, ho più di una volta ceduto alla tentazione
di vivere di rendita, non volendo rendermi conto fino in fondo
che - così facendo - contribuivo a minare le fondamenta
sulle quali ho sempre cercato di costruire qualcosa: il rispetto
per me stesso e per il mio interlocutore, in questo caso chiunque
capitasse sulle nostre pagine.
So perfettamente quanto ho dato a Comics Code, in che termini
ho affrontato il senso di sacrificio e di impegno che imponeva
il livello che ci eravamo prefissati di raggiungere, ma ora
so anche quanto di quel sacrificio è stato male indirizzato,
per certi versi sprecato: un vero e proprio patrimonio di
energie che sarebbe dovuto essere impegnato in modo migliore
e che avrebbe garantito una ricaduta positiva maggiore intanto
per il mio ego, poi per il sito.
Quando mesi fa decidemmo le sorti di Comics Code e fummo d'accordo
nel cercare non solo di confezionare il nostro miglior aggiornamento
di sempre per affidare alla rete una chiusura con i controcoglioni,
ma anche di accommiatarci individualmente con un pezzo da
chi ci ha seguito ogni mese, avrei voluto parlare del ruolo
della critica fumettistica italiana on line, che si trova
in un prezioso stato embrionale e che molti fanno finta di
non vedere o che cercano di sfruttare a seconda della bisogna,
invece che contribuire a farla crescere.
Non immaginavo che, al contrario, mi sarei ritrovato a far
passare tutti questi mesi imprigionato nella più assoluta
mancanza di motivazioni (che si è concretizzata in
quest'occasione nello svolgere un grigio e svilente compitino
da minimo sindacale) e nello scrivere un pezzo che, invece,
ha il sapore della resa e come finalità principale
quella di ammettere di aver rischiato di rovinare davvero
tutto.
Per fortuna Comics Code chiude, per fortuna chiude nel suo
momento migliore e quando solo io ho raggiunto ormai il punto
di non ritorno della stanchezza e della disaffezione, per
fortuna rimane - almeno, a parziale consolazione personale
- tutto ciò che di buono ho fatto in questi due anni.
Un giocatore di basket (qualsiasi giocatore di basket dalla
Prima Divisione in su) sa bene cosa significa essere chiamati
a giocare una partita decisiva, fare un ottimo riscaldamento,
partire in quintetto, essere fra i migliori in campo a difendere
e attaccare con costrutto, togliersi la soddisfazione di qualche
finezza tecnica e stilistica, giocare alla morte punto a punto
e ritrovarsi poi fra le mani uno dei palloni decisivi, magari
due tiri liberi a qualche secondo dalla fine e - davanti alla
linea dei liberi - palleggiare nervosamente e sentire tutto
lo stress che dalla testa si scarica sul pallone, che a sua
volta diventa più pesante del solito. Qualsiasi giocatore
di basket si sia ritrovato in una simile situazione, quindi,
sa quali siano le aspettative degli altri quattro in campo,
dei compagni in panchina e delle persone in tribuna e - soprattutto
- sa quale sia il retrogusto di merda che si sente nel vedere
il pallone prendere il cerchio due volte e non riuscire ad
avere la forza di andare al rimbalzo e cercare di fare davvero
tutto per correggere quell'errore pesante e che potrebbe essere
decisivo.
Al suono della sirena il risultato è abbastanza relativo,
perchè la vittoria sarà un po' meno tua e la
sconfitta te la porterai dentro per parecchio tempo, aspettando
un'altra occasione per metterli dentro quei due liberi o per
vincere di uno con una tripla in faccia al difensore.
In quel momento, l'unica cosa da fare è prendersi quel
che viene, metterci la faccia e aspettare il lunedì
per riprendere gli allenamenti più motivato di prima.
Manuel
Una
piccola ma influente parte del mio essere, che credo abiti
in buona parte della mia generazione, desidera visceralmente
e sembra ritenere possibile che tutte le cose belle e appaganti
durino in eterno, oltre i confini stabiliti da ontologia,
biologia, nausea e noia.
Per questo non mi piace lasciarmi alle spalle quelle che inevitabilmente
si concludono e diventano ricordo e nostalgia; col passare
del tempo si è per fortuna fatta avanti e insediata
anche una certa mite saggezza , che mi consente di guardare
indietro con affettuosa lucidità. È giunto il
momento di sfoderarla di nuovo per esercitarla sull'esperienza
di Rorschach e Comics Code che si sta opportunamente esaurendo.
Ai miei occhi appare come un'avventura placida, un'ombra fedele
che mi ha seguito per alcuni anni, blandendomi e provocandomi
e che sceglie di farsi da parte prima che si spenga la luce.
Guardo ai risultati con estremo, caldo orgoglio e alle riunioni
di redazione, agli scambi di mail e di telefonate, agli infiniti
confronti con profonda riconoscenza per tutti i miei compagni
e complici.
Ripenso, come spesso mi capita, alle circostanze più
difficili e complicate e le rivorrei qui e subito, molto più
di quanto vorrei rivivere le numerose soddisfazioni; d'altronde
ho sempre trovato l'autocelebrazione e l'autoindulgenza intollerabili
tentazioni da scacciare con un pugno.
Ciò che abbiamo creato e alimentato insieme è
soprattutto un pudico e divertito tributo alla nostra amicizia
e alla nostra insana passione per i fumetti, per le immagini
e per gli esseri umani, nonostante soprattutto gli ultimi
abbiano fatto e facciano di tutto per spegnerla.
Un evviva, un incoraggiamento a noi stessi e a chi vuole ascoltarlo,
che nella sostanza ci appartiene al di là delle sue
contingenti manifestazioni.
Inguaribile, speriamo, idealismo fuori moda come la parola
che lo rappresenta, che non provoca sterile tenerezza, perché
si è scontrato con la realtà ricavandone lividi
e acciacchi, ma come un abile incassatore si rialza a ogni
k.o.. Auguriamoci per lo meno che il conteggio non arrivi
mai a dieci.
Non c'è niente che voglio trascurare o cancellare,
tutto mi aiuterà ad andare avanti sostenendomi e insegnandomi,
persino la mia colpevole pigrizia. E fra tutte quelle che
considero imprese mi piace ricordare soprattutto le interviste
che fanno bella mostra di sé nel lungo elenco che ve
le offre sul sito.
Buona fortuna e buon proseguimento a tutti.
Simone
Se
ripenso a come tutto questo è nato mi sento un po'
il responsabile dell'inizio di questa avventura, anche se
io i fumetti volevo farli e non parlarne
eppure l'entusiasmo
di un ventenne ha spinto cinque amici (più vecchi di
un decennio) a riprendere un discorso interrotto prematuramente
anni prima.
Se con Rorschach ho perso la mia verginità in questo
campo, con Comics Code ho vissuto la storia d'amore più
bella e più intensa che potessi desiderare.
Purtroppo, però, a volte anche le cose belle finiscono,
ed è meglio lasciarsi con un abbraccio che continuare
a logorarsi reciprocamente.
Generalmente sono una persona modesta, ma non posso negare
che per me Comics Code è stato ed è tuttora
(pur con tutti i suoi tanti difetti) il miglior sito sui fumetti
del nostro paese, pur con i suoi (a volte non trascurabili)
difetti.
È quello che penso, mentirei se vi dicessi il contrario.
Mi mancherà.
Non so cosa sia stato per voi Comics Code ma, se anche uno
solo di voi lettori ha deciso di leggere un fumetto dopo essere
passato da queste parti, il mio scopo è stato raggiunto.
Se da qualche parte ora c'è un lettore di fumetti in
più o qualcuno già toccato dal sacro fuoco ha
deciso di allargare le sue vedute vuol dire che Comics Code
ha raggiunto il suo obiettivo, perlomeno uno dei tanti.
Spero che abbiate sempre voglia di leggere fumetti, di coltivare
quella passione che ci ha fatti conoscere.
Chissà che un giorno, magari neanche troppo lontano,
non ci si riveda
Chiudo ringraziando i miei degni compagni di merende: Alessandro,
Antonio, Emiliano e Manuel.
Ringrazio per motivi diversi gli "outsiders" Fabio
(Rabano), Nicola (Peruzzi) e Luigi (Bernardi).
Ringrazio tutte le persone che, in un modo o nell'altro, sono
state toccate dall'entità Comics Code avendo come unica
"colpa" il volermi bene: la mia famiglia e i miei
amici appassionati di fumetti ma restii a farsi coinvolgere.
Ringrazio soprattutto Valentina, che anche in questa ennesima
avventura mi è stata vicina.
Grazie.