Niahm:
sogno fantasy a colori
a
cura di Emiliano
Longobardi
L'articolo
di Marco Sonseri, creatore di Niahm.
È tutta
una questione di atmosfera. Non di personaggio.
Non di storia. Non di intreccio. Soltanto una questione di atmosfera.
Almeno per un certo tipo di fumetto fantasy. Niahm rientra
in questa tipologia. Quella particolare tipologia cioè
in cui se si parla per esempio di magia (e l’esempio,
credetemi, è voluto) non è necessario agitare
in aria a tutti i costi una bacchetta di frassino per mostrare
al lettore che ha comprato un fumetto in cui c’è un
mago intento nelle sue stregonerie.
Meravigliare, far sognare,
fare avvertire quell’aria così intenzionalmente
fatata, nel senso più classico del termine…..è
questo ciò che devono fare certi fumetti. Come quello
che per adesso tenete tra le mani.
Niahm e gli scacchi del re strizza l’occhio a
questo tipo di “filosofia”.
Ma non fraintendetemi. In una storia, in ogni storia, tutto
concorre a renderla unica. L’ambientazione, il personaggio,
l’intreccio della trama, semplice od intricato, i suoi
livelli di lettura, i suoi disegni, la sua colorazione…...
Ma talvolta è semplicemente una questione di scelte.
E queste sensazioni le
dà soltanto quell’atmosfera di cui sopra, che
deve impregnare ogni dialogo, ogni ambiente, ogni scelta di
inquadratura o di stacco temporale.
Perché è così che abbiamo voluto che fosse.
Un piccolo consiglio in
chiusura. Durante la lettura gli odori che respirerete o le
sensazioni che avvertirete, o gli eventuali strani giochi che
la mente potrebbe farvi…… saranno frutto soltanto
della vostra fantasia. Non preoccupatevi. Ma di notte, prima
di andare a dormire… ascoltatemi: davanti la porta di
casa vostra mettete una scodella di burro o di panna. Farete
felice il piccolo popolo. Si, insomma, il popolo delle
fate. E degli elfi e dei goblin e delle streghe. Perché voi
non li vedete, ma loro esistono. Esistono per davvero.
L'editoriale
di Andy Milanesio, editore
Ci
sono momenti in cui essere un editore è bello.
Oddio, ce ne sono
anche di quelli in cui manderesti a quel paese tutti, staccheresti
il telefono, butteresti il PC dalla finestra e ti ritireresti
a fare il contadino nella Columbia Britannica, ma non è
questo il caso. Fare
l’editore è bello. Non perché si diventi
miliardari. Anzi, quello scordiamocelo tutti. E’ bello
perché sei libero. Libero di scegliere e di rischiare.
Di fare quello che si crede gusto. Come il pubblicare la storia
di autori bravi. Come l’offrire una possibilità
a chi si era visto dire “sì, bello… ma ora
non c’è proprio possibilità…”
Intendiamoci. Ognuno deve fare i conti a casa propria, e qui
non si vuole mettere becco in casa d’altri, ma ogni tanto
lasciatemelo dire: ci vorrebbe un po’ più di
voglia di rischiare. E ho detto tutto. Niahm è un progetto in cui io (in cui noi della Dream Colours)
credo. C’è un qualcosa di nuovo. C’è
un’… atmosfera, per ricollegarmi a Marco, che mi
ha conquistato. Niahm saranno tre numeri con cui presenteremo
una cosa nuova. Una cosa che prima non c’era nel mercato
italiano, e ora si può leggere. Volete che stia qui a
dirvi “ma quanto è bella… ma quanto sono
bravi.. ma quanto questo… blah blah blah”? Lo troverei
sciocco. Se un editore decide di impegnarsi in un progetto è
perché A PRIORI lo trova valido. Di immondezza è
già pieno il mercato. Perché dovremo aumentarne
la dose? NON
sta a me dirvi “quanto è bella Niahm”. Io
posso però dirvi che pubblicarla mi rende contento.
E spero che lo stesso faccia per voi leggerla.
Preview:
aspettando Niahm
a
cura di Emiliano
Longobardi