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Fantastica creatura della notte: tributo a Cybersix
di David Derudas e Alessandro Pinna
con la collaborazione di Vania Carta (traduzione)


Gli autori

    Dietro ad un grande personaggio, in genere, c’è un grande scrittore. Questo sembra valere particolarmente per Cybersix, creata da Carlos Trillo. Nato a Buenos Aires nel 1943, Trillo può vantare un’esperienza multiforme nel mondo della carta stampata e in quello della pubblicità (le sue numerose collaborazioni vanno dai giornali sportivi alle pubblicazioni per l’infanzia, passando per le riviste femminili). Nel corso degli anni il suo talento è stato sempre più richiesto in campo fumettistico dove, oltre al ruolo di autore, ha assunto anche quello di direttore della rivista Puertitas (con l’amico Guillermo Saccomanno).
Fra le tantissime serie nate dalla fantasia di Trillo ricordiamo Loco Chavez e Bruno Bianco, pubblicate entrambe sul Clarin (il più importante quotidiano argentino), Chiara di notte, scritta a quattro mani con l’autore comico Maicas, Uscita di sicurezza, Robin delle stelle, Spaghetti Bros.
“Intelligente, molto aperto nel suo lavoro. Un grande.” (1) Con queste lusinghiere parole Trillo ha descritto Carlos Meglia, l’artista che ha avuto il difficile compito di tradurre in disegni le sceneggiature di Cybersix.
Nato nel 1957, Meglia ha realizzato i primi lavori da professionista proprio con Trillo (Irish Coffee), dopo un periodo di apprendistato con Oswal. Alla definizione del suo inconfondibile segno e della sua tecnica di lavoro, ha concorso in maniera determinante la collaborazione a numerose serie animate (i suoi credits riportano, fra gli altri, lavori su diversi characters Hanna & Barbera, sui Puffi e su Batman).

Un fumetto cartoon

    Meglia ha adattato a Cybersix il metodo di realizzazione dei cartoni animati, affidando parte del lavoro ad una squadra di collaboratori che disegnano con il suo stile. In questo modo è arrivato a produrre fino a 250 tavole al mese, senza gravi cali nella qualità. Ecco come Meglia descrive il suo metodo, in un’intervista rilasciata a Andrés Accorsi: “A ciascuna persona si dà il model-sheet, con Cyber di fronte, di fianco, di sopra, di sotto, da ogni lato, in modo tale che non ci siano problemi, e lo stesso si fa con tutti i personaggi. Si fa il lay-out. Il modello deve essere disegnato e ripassato a china. Dopo ci si sofferma e si correggono alcune cose. Se compaiono nuovi personaggi secondari, si disegnano a parte. Generalmente io disegno i personaggi, salvo quando sono personaggi molto sciocchi che appaiono una sola volta. Gli sfondi partono da due realizzatori di fondali dello studio, che si sono occupati degli sfondi di tutta la città. Abbiamo fatto grandi cartelle che vengono ripartite tra i membri della squadra. E cerchiamo di usare sempre gli stessi sfondi perché le sceneggiature di Carlos lo permettono, in quanto sono ambientate sempre negli stessi luoghi. Tutto si svolge in una città che è già disegnata. L’appartamento di Cyber, per esempio: abbiamo sei punti di riferimento visti dall’esterno e quattro o cinque dall’interno. Usiamo molto materiale da stock. All’inizio a molti dei disegnatori non piaceva, perché dicevano che era un rubare, per questo e per quell’altra cosa. Però lo stesso si fa nel disegno animato. E sono cose che gli italiani non capiscono. Ogni volta che vado là, mi chiedono come faccio, perché loro ancora stanno cercando di abituarsi a disegnare tutto. Non lo capiscono.” (2)
Questo espediente tecnico non serve solo ad ottimizzare il tempo di realizzazione delle tavole. Ha anche una valenza estetica perché, unitamente ad alcune caratteristiche delle sceneggiature di Trillo (dialogo predominante, esiguità dei cambi di scena e dei luoghi in cui si svolge l’azione), contribuisce a conferire alle storie una certa teatralità. Nel caso di Cybersix, dunque, la definizione di “fumetto teatrale” è calzante quanto quella di “fumetto cartoon”.

La vita editoriale

    La prima avventura di Cybersix viene pubblicata nel giugno del 1992, sul numero 22 di Skorpio. L’eroina fa subito breccia nel cuore dei lettori e, a soli cinque mesi dal suo esordio, la Eura ristampa in un volumetto le storie pubblicate sul settimanale dal n. 22 al 29. Il successo dell’iniziativa spinge la casa editrice ad offrire due ulteriori omaggi: ai numeri 1 di Lanciostory e Skorpio del 1993 sono allegati rispettivamente il secondo e terzo volume dedicati al personaggio, con le avventure pubblicate su Skorpio dal n. 30 al 45.
Nel dicembre dello stesso anno, forte del successo riscosso con queste iniziative, la Eura lancia il primo numero della serie regolare a cadenza mensile, con avventure parallele ed inedite rispetto a quelle pubblicate settimanalmente. Il cambiamento, da un punto di vista produttivo, è drastico: si passa dagli episodi di 12 tavole ad un mensile di 96 tavole. Da questo momento gli autori si trovano a dover realizzare una media di 150 tavole mensili, e Carlos Meglia deve ampliare la schiera dei disegnatori che collaborano alle storie (fra gli altri Santana, Killian, Capristo, Da Col).
La versione monografica di Cybersix resiste nelle edicole per ben 45 numeri, nonostante cambi di formato e di periodicità (diventa bimestrale con il n. 36). Alla fine Trillo abbandona la serie, a causa di divergenze con la casa editrice. Da questo momento gli appassionati devono accontentarsi delle ristampe, proposte su Skorpio e sull’Euramaster Speciale Cybersix.
Tra il 1998 e il 1999 Cybersix diventa una serie a cartoni animati, grazie allo studio di animazione giapponese Telecom Animation Film. Basata su un ottimo character design, la serie è durata in tutto 13 episodi.

La storia

    Muscoli geneticamente potenziati, amante delle altezze vertiginose, e acrobata per eredità cromosomica, Cybersix, agli occhi del suo creatore ha un solo difetto: come tutti quelli della sua serie, i Cyber, individui creati artificialmente, mostra fin dall’infanzia fastidiose ed inopportune tendenze alla libertà individuale, dunque la disobbedienza. Tutto questo a causa di un errore nella concentrazione dell’acido ribonucleico: difetto al quale non si può porre rimedio, e, senza dubbio, di ostacolo per uno scienziato nazista che, nascosto in un laboratorio costruito nella foresta brasiliana, si propone di controllare il mondo grazie ai suoi schiavi artificiali, frutto della biogenetica. Un esperimento genetico fallito, dunque, e per i Cyber, giunta l’età di circa nove anni, è già la fine. Il loro “padre” ne decreta lo sterminio, e, dei cinquemila esemplari, l’unico a salvarsi dalla strage è il numero 6: Cybersix, appunto.
Fuggita grazie all’aiuto di uno schiavo di colore, la bambina deve cominciare ben presto a nascondersi dalle ricerche del suo creatore, e, assunta l’identità di un ragazzino morto in un incidente stradale, si rifugia nella città di Meridiana, cresce, si laurea in letteratura, e si dedica all’insegnamento. Cybersix si trova così ad incarnare una versione ambigua della doppia identità di Superman, miscelata ad una sorta di vampirismo cybernetico: di notte si immerge fra le grottesche architetture di Meridiana, città gotica sullo stile di Gotham, e inguainata in un’attillatissima tuta nera completa di mantello, dà la caccia a creature simili a lei dalle quali poter succhiare la sostanza necessaria per la “sopravvivenza” degli esseri artificiali di Von Reichter (questo il nome dello scienziato). Di giorno la ragazza si nasconde dietro occhiali da intellettuale e grigi abiti da uomo, assume l’identità di Adrian Seidelman, professore di lettere in un istituto privato, traduce versi del poeta Pessoa (negli sdoppiamenti di personalità del quale Cybersix, in un certo senso, si rispecchia) e coltiva un’unica amicizia: quella del giornalista Lucas Amato. La già citata ambiguità trova così spazio, fra sospetti, sentimenti celati, ed incomprensioni, anche in questo complicato rapporto di amore-amicizia fra Adrian/Cybersix e Lucas Amato, il quale, pur conoscendoli entrambi, non sa che sono in realtà la stessa persona.

Il personaggio


    Cybersix è un personaggio la cui psicologia è caratterizzata in maniera davvero convincente: i suoi conflitti interiori sono reali, specchio dei drammi di tante minoranze. Lo spettro delle persecuzioni operate dal nazismo è sempre incombente, a cominciare dalla stessa figura di Von Reichter, per finire con piccoli particolari, come il numero di serie impresso a fuoco sul polso di Cybersix, evidente richiamo a una delle tante umiliazioni inflitte agli ebrei torturati e uccisi nei campi di concentramento.
All’interno della serie i monologhi di Cybersix sono numerosi, e aiutano a rendere completo un quadro psicologico dalle mille sfumature. La personalità di Cybersix è infatti complessa, risultato non solo di molti anni vissuti in un forzato sdoppiamento della propria identità, ma anche di forti complessi che la tormentano: la ragazza è infatti convinta di essere un mostro, una creatura troppo lontana dall’umanità di Lucas Amato per poter realizzare con lui le sue fantasie erotiche, troppo lontana dall’umanità di chiunque, per poter vivere legittimamente qualsiasi sentimento lei provi. Ne risulta una figura tormentata, sempre impegnata a controllare diverse tensioni; la guerra a Von Reichter, la doppia identità da proteggere, la caccia alle creature per la sostanza, e se stessa, i suoi sentimenti, le sue esigenze di donna.

La fantasia al potere


    Trillo ha cercato, fin dal principio, di non porre troppi “paletti” a Cybersix. Si tratta di una serie tematicamente varia ed aperta ad ogni sviluppo. “In Cybersix”, ha notato Meglia, “può succedere qualsiasi cosa. È fantasia potenziata. Possono esserci angeli, demoni, fantasmi, morti che resuscitano, qualsiasi cosa. [...] Con Cyber partiamo da idee di base. La storia di Cyber, al principio, è come una storia biblica. La strage degli innocenti, uno che riesce a scappare e così via. E dopo, Carlos gioca molto con la telenovela. Cybersix è una storia d’amore. Se ci fai caso, sono tutte storie di incontri. Lei è innamorata di un tipo e il tipo è innamorato di lei, ma lei deve travestirsi da qualcuno… è un casino costante. Ed è tutto molto aperto. Se parti dalla base che lei è un essere cibernetico creato, che il professore che la creò può togliersi il cervello e metterlo in un altro corpo, in questo modo già hai un’idea delle cose che si possono fare. Si può fare qualsiasi cosa, si possono scrivere qualsiasi tipo di storie con Cybersix. Puoi fare tutto ciò che ti stimola la fantasia. Questa è la cosa bella. Inoltre, nel primo anno e mezzo, non so quanti personaggi sono comparsi, ma devono essere più di 200 personaggi secondari e tutti sono molto solidi.” (2) 

Il contesto

    In effetti, nel micro-universo di Meridiana, le figure che circondano Cybersix sono caratterizzate in modo ugualmente magistrale. Dei tanti personaggi secondari nessuno è banale o privo di spessore. La città stessa ha una sua personalità; la Meridiana di Trillo e Meglia è splendida: sterminata, grottesca, isolata dal resto del mondo, crepuscolare nell’aspetto, e nel carattere di coloro che la abitano. Gli esseri umani che la città ospita, vivono infatti i loro drammi quotidiani in una solitudine che si intuisce dai frequenti monologhi, e dal continuo uso dell’io narrante, mentre il resto di Meridiana è infestato dalle creature di Von Reichter, squallide marionette viventi, guidate da un pazzo che vede in questa città-limbo un punto di partenza per la conquista del mondo. Tutti a Meridiana hanno dimenticato Dio e la fede, come le apparizioni della splendida, immensa cattedrale abbandonata sembrano ogni tanto voler ricordare. Questo ultimo particolare, insieme ad altri mille partoriti dalla fertilissima mente di Trillo, contribuisce a rendere completo un microcosmo studiato nei minimi dettagli, degno sfondo di un personaggio senza dubbio interessante.


1 Intervista a Carlos Trillo, a cura di Fabio Licari, con la collaborazione di Franco Spiritelli, Fumo di China n. 20 bis (58) - Argentina: Aventura y Humor, Milano, NED 50, luglio-agosto 1993, p. 12. Sullo stesso numero (pp. 16-17) è pubblicata un’intervista a Carlos Meglia.

2 Reportajes. Hoy: Carlos Meglia, di Andrés Accorsi, Comiqueando, n. 6, Comiqueando Press, Buenos Aires, ottobre 1994. Tr. it. di Vania Carta. Per una presentazione di Cybersix, in cui si trovano sintetizzati i temi base della serie, si veda l’intervista Un Trillo per ogni occasione, a cura di Francesco Coniglio, Scuola di fumetto n. 1, Roma, Coniglio Editore, giugno 2002, pp. 50-57.

 

 

 

 

 

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