Iscriviti alla newsletter di COMICS CODE




Inserisci il tuo indirizzo e-mail


Benvenuti all'Inferno
di Manuel Seu

     Dal 19 al 21 di Marzo si è svolta, nella funzionale ed efficiente struttura della Fiera di Milano, l'undicesima edizione di Cartoomics, tradizionale appuntamento pergli appassionati e i neofiti di fumetto, cartoni animati, videogames e giochi di ruolo. L'atmosfera ordinata e rilassata, favorita da un programma ricco ma non serrato, è stata di certo la caratteristica maggiormente apprezzata dagli assidui frequentatori di manifestazioni più grandi e blasonate, invero poco abituati alla comodità; e ha permesso ai numerosi visitatori di usufruire appieno delle opportunità messe a loro disposizione: innanzitutto il giro di prammatica, ovviamente rapido la prima volta e sempre più riflessivo nelle "vasche" successive, fra gli stand, finalmente in quantità limitata e tutti di stretta attinenza (anche a questo si era poco avvezzi); di seguito, non certo in ordine di importanza, il prezioso privilegio di incontrare un artista sommo come Sergio Toppi, circondato dalle meravigliose tavole con cui ha illustrato Abu Chanifa e Anan Ben David di Dürrenmatt, nonché la piacevole possibilità di fare la conoscenza di un disponibilissimo e brillante Chris Weston, disegnatore britannico giunto ad accompagnare la limitata, ma significativa esposizione dedicata al suo lavoro su serie come The Filth e Invisibles, fra le altre, che comprendeva alcune impressionanti cover.
Per il maestro milanese sarebbe ormai impossibile scovare nuove parole adatte ad elogiarne opportunamente l'immenso talento, tuttavia ci corre l'obbligo di porre l'accento sull'interessante workshop, che ha riguardato, nei purtroppo esigui spazi messi a disposizione, anche Diabolik, Cattivik e No Name, e che mostrava e spiegava l'origine e lo sviluppo di una tavola, dall'idea iniziale fino alla colorazione finale, dando modo di immergersi con stupore in una mirabile tecnica da fine artigiano.
Tutto ciò si inscriveva nell'ambito del meritorio intento divulgativo che ha fatto da filo conduttore anche al tema di riferimento di questa edizione, cioè il riconoscimento del ruolo e dell'importanza che la lunga schiera di cattivi, antagonisti e antieroi riuniti sotto il titolo di Cattivissimi ha avuto fin dalle origini delle tavole disegnate. Tutto intorno alle strutture espositive non commerciali, infatti, colorati pannelli esplicativi tracciavano la mappa di un viaggio fra le molteplici tipologie di vilain che la storia del fumetto ci ha proposto, fornendo fra l'altro stimolanti spunti intermediatici e curiosità poco note (sapevate, per esempio, che Amelia è ispirata alle fattezze di Sophia Loren? E che il lavoro di Andrea Pazienza è stato influenzato dalle riflessioni di filosofi come Walter Benjamin e Roland Barthes?); contestualmente e sempre in un clima allegramente sulfureo, ma in un ambiente più raccolto, si proponeva un gioco di identificazione (intitolato Seven) di ognuno dei vizi capitali con uno specifico personaggio che potesse esserne considerato un degno rappresentante: con qualche forzatura, ma con precisa cognizione di causa e ironica cura filologica, si sono scelti Zanardi per la superbia (ma si sarebbe potuto utilizzarlo per qualsiasi altro vizio), Geppo per l'accidia (scoprite voi perché, ma vi preannunciamo che la giustificazione e un po' cervellotica), Zio Paperone per l'avarizia, Dick Dastardly per l'invidia, Satanik per la lussuria, Magneto per l'ira e No Name (del quale Davide Barzi e Oskar hanno presentato l'ultimo atteso volume) per la gola. Chi fosse interessato al catalogo dell'intera mostra sappia che è edito da Epierre.
A margine, come sempre, un nutrito calendario di conferenze, incontri, fra i quali quello organizzato da Star Comics per lanciare la nuova versione dello storico Star Magazine, e proiezioni, che hanno dato corpo alla sezione dedicata ad approfondimenti e anteprime.

 

P.S.: Se è vero che l'accidia consiste nella pigra renitenza a fare il bene, secondo i curatori di Seven Geppo ne sarebbe un esemplare modello in quanto per un diavolo il bene corrisponde al male e il paffuto abitante dell'inferno lo disdegna sistematicamente. Giudicate voi!

 

 

 

 

 

fai click sulle immagini per ingrandirle