Iscriviti alla newsletter di COMICS CODE




Inserisci il tuo indirizzo e-mail


L'Occhio Che Uccide - Fotoreportage da Bristol 2004
di Antonio Solinas

     Le fiere, che bella invenzione. Durante il periodo di una gioventù ormai sfiorita e di anni universitari pieni di rabbia e frustrazione (che in qualche maniera rimpiango: si stava meglio quando si stava peggio, vero?), ho passato gli anni a frequentare la fiera di Roma, quando ancora era (solo) ExpoCartoon ed il patron (er) Traini poteva graziosamente premiare il figlio del suo salumiere insieme al disegnatore bonelliano di turno. Ora probabilmente l'atmosfera non è più la stessa. Penso che nessuno fischi più alle premiazioni. Viva l'Italia.
Ma divago, come sempre. Parlavo delle fiere. Per me, e per Emiliano Longobardi, mio fedele compagno di viaggio in tantissime edizioni di ExpoCartoon, andare a Roma due volte all'anno, giugno e novembre, era un rito che non ci saremmo persi per niente al mondo. In questa maniera, collezionando presenze su presenze, abbiamo imparato una lezione spaventosa, nata dall'osservazione dello sviluppo di una tremenda simmetria che neanche un poeta britannico avrebbe potuto apprezzare appropriatamente. A meno che non fosse lui stesso un appassionato di fumetti e del coacervo di giochi di ruolo, videogiochi et cetera che Roma cercava di spacciare insieme alle masse.
Nel corso delle visite a Roma, abbiamo visto emergere patterns e temi ricorrenti, soprattutto in termini di cultura visuale. Le facce dei nerds (tantissime) ritornavano di anno in anno, sempre uguali: la stessa maglietta, lo stesso cappellino, lo stesso (pessimo) taglio di capelli, gli stessi calzoni un po' troppo corti. Immutabili, proprio come gli eroi dei fumetti. Quanti anni sono che Dylan Dog non si cambia quelle polacchine merdose?
In maniera inconscia, l'idea di immergersi nel bestiario era per me (e penso anche per Emiliano) molto più interessante di tutto il resto. Spendevamo qualche soldo in fumetti, è vero, ma ciò che rendeva per noi unica l'esperienza di ExpoCartoon era la possibilità di osservare all'opera tutti i "reietti" che gravitano attorno al mondo del fumetto. Dopo due o tre edizioni, ecco che il puzzle era completo. Come in un meraviglioso reality show, tutte le facce (s)conosciute si erano finalmente impresse nel nostro inconscio. E non parlo degli addetti ai lavori. Quelli sono noiosi, a parte qualche eccezione. Gente spesso normale. Solo pochi autori (e se avete frequentato le fiere sapete chi sono) sono abbastanza tristi e patetici da potere aspirare a fare parte del bestiario del Meraviglioso Mondo dei Nerds.
Erano invece certi fans ad essere fantastici. Lasciati a pascolo brado nel loro habitat naturale (la fiera), liberi dalle costrizioni del mondo civile, questi Nerds potevano dare sfogo a tutta la loro istintività e vestirsi da Sailor Moon, o annoiarsi a vicenda con interminabili partite di Magic, o ancora cercare di saltare le file per rubare uno schizzo della star di turno, o pagare miliardi per una colonna sonora degli anime, o pavoneggiarsi del loro tatuaggio raffigurante la Death di Bachalo, o essere semplicemente l'incarnazione dei personaggi più sfigati (o gaggi, come si dice a Roma) di Clowes.
Le persone normali, i ragazzi che leggono fumetti, non contavano, diventavano tappezzeria, scomparivano. Quelli abbastanza stilosi da indossare il cappellino di Carletto il Principe dei Mostri (o certi grassoni da antologia con la maglietta dei manga) erano invece le mie stars.
E non pensiate che nel mio modo di descrivere queste scene ci sia alcun distacco o, peggio, presunzione. Semmai, ancora oggi, provo tanto affetto e un po' di nostalgia. È come parlare dello zoo. Da bambini lo zoo si ama, da vecchi si trova un po' triste, ma non ci si sente certo superiori agli animali, anzi. ExpoCartoon mi manca.
Oggi come oggi, preferisco andare a Bristol. La fiera è piccola (soprattutto per gli standards italiani), ma si incontrano tanti autori ed editors. E, sorpresa, quest'anno è saltato fuori anche qualche nerd del bestiario di sopra, sebbene calato in un contesto (molto, molto) britannico.
Per cui, per darvi un assaggio della vera essenza della fiera di Bristol (a parte l'alcool, perchè non abbiamo frequentato il pub, quest'anno: abbiamo bevuto nei giorni successivi alla mostra), ho messo insieme un fotoreportage assolutamente senza censure o tagli. Nelle foto sotto, potrete apprezzare gli autori presenti, leggere un po' di commenti e respirare, per quanto possibile, l'aria di Comicon 2004. Vietata la visione ai nerds.

 

Chris Staros
Gary Millidge
Il Real
Sean Phillips
Donne
Fei

     Al primo colpo d'occhio, le cose ci sono sembrate sempre uguali. In particolare, è immutabile la posizione scelta ogni anno dalla Top Shelf. Accanto allo stand della casa editrice americana, che presentava i nuovi romanzi di Alan Moore, Voice of the Fire e The Mirror of Love, era posizionato Gary Spencer Millidge, che si è detto fiducioso per il futuro del Chelsea. A proposito di calcio, le star del Real Madrid, Ronaldo, Beckham e Zidane, erano presenti alla mostra (si trattava di action figures, ovviamente).
Sean Phillips, quest'anno, ha iniziato a richiedere il pagamento per i suoi disegni, segno evidente che la fatica per le lunghe sessioni degli anni precedenti ha lasciato il segno.
Il bravo disegnatore inglese ha comunque gradito moltissimo una tavola regalatagli dall'italiano Werther "Road's End" Dell'Edera. La tavola, per la cronaca, ha suscitato l'interesse anche di alcuni fans inglesi. Well done.
A proposito di tavole originali, allo stand della BritComicArt, rappresentante di molti autori d'Albione, era presente la solita biondina "alternativa" che non delude mai. Complimenti!

Hulk
Spider-Man
Talbot
DC Panel
Gli Alternativi
Donne Alte

     Dalla Bella alle Bestie. Le sculture in cera che raffiguravano Hulk, L'Uomo Ragno e un non meglio precisato primate hanno riscosso un ottimo successo, come già l'anno precedente aveva fatto uno spettacolare Batman. La cura nei particolari da parte dello scultore (il cui nome mi sfugge, chiedo scusa) è impressionante: per esempio, la fronte di Hulk appare imperlata di sudore.
E visto che si parla di cose impressionanti, impressionante è sembrata pure la mole di alcuni editors venuti dall'America. Col caldo che c'era, prevedo che abbiano avuto problemi...

Rich Johnston
Fans
Paul Grist
Tavole Phillips
Intervista
Tavole Phillips 2

     Erano presenti, come ha detto il re del gossip Rich Johnston, «molti dei nerds del Regno Unito» (un consiglio: cambia barbiere, Rich). Un'altra fetta degli spettatori era costituita dal popolo "alternativo" (in maggioranza gotici e post-dark), spesso vestito in maniera ridicola.

The Originals
Gibbons
The Filthy Duo
Frazer Irving
Dave Finch
Clugston-Mayor

     Come sempre, il piatto forte di Bristol è stato la presenza di tanti autori importanti: ai "soliti" Gibbons, Adlard, Grist, Weston ed Erskine, quest'anno si sono aggiunti il canadese David Finch e l'americana Chynna Clugston-Mayor. In particolare, l'autrice Oni ha brillato per stile, col suo caschetto fulvo ed un look decisamente post-Hole.

Satanici?
Metaphrog
Fegredo
D'Israeli
Posters
Mike Collins

     Altri aficionados presenti, come il duo anglo-francese Metaphrog, il sempre sorridente Duncan Fegredo, Rodney Ramos, l'affabile D'Israeli e Mike Collins, non hanno lesinato schizzi e risposte alle masse di fans in fila. Come sempre, l'atmosfera era molto rilassata.

Rodney Ramos
Girls
Disegni
APC Comics
All'Entrata
Hulk

Nella massa senza volto dei fans, abbiamo scorto qualche esemplare femminile interessante. Le ragazze carine si sono concentrate soprattutto allo stand della APC Comics, un nuovo soggetto editoriale che è sembrato un po' la fotocopia dell'assente Com-X. Sarà un caso?

Pier
Fans
Bellissimi!
Kev F.
Liam Sharp
Firme

     Se le ragazze carine erano tutte da una parte, invece il contingente di visitatori stranieri (francesi, danesi, spagnoli e norvegesi soprattutto, ma anche qualche italiano) era piuttosto sparpagliato. Fra le facce note, segnaliamo Pier Gallo (disegnatore del bonelliano Legs) e l'ospite d'onore Teddy Kristiansen.
Ugualmente sparpagliata era la schiera di nerds (britannici), alcuni di livello forse mai visto nemmeno in Italia. Lo stesso Kev F. Sutherland, mai troppo lodato organizzatore di Bristol, assomigliava più a uno dei concorrenti di Amici, col suo microfonino, che non ad un essere umano. Meno male che ci ha rimesso di buonumore la ragazza che si fa firmare i calzoni dalle stars.

Dez in Black
Il Verbo
Vertigini
Bob Wayne
Carey
Super Dave


     A livello visivo, c'è poco altro da segnalare. A livello di contenuti, invece, abbiamo assistito ad interessanti panels DC e Vertigo, anche se personalmente ho trovato molto irritante che la maggior parte delle domande dei fans siano state incentrate su domande legate alle trasposizioni filmiche degli eroi di carta, piuttosto che sul mondo dei fumetti.
Devo però dire che, nonostante il "corporativismo" DC, a volte gli autori ed editors si sono sbilanciati, per quanto possibile, sia nei giudizi, sia in qualche anticipazione: per esempio, la programmata serie animata di Kripto il Super-Cane è una notizia da leccarsi i baffi...

 

 

 

 

 

 

fai click sulle immagini per ingrandirle