Iscriviti alla newsletter di COMICS CODE




Inserisci il tuo indirizzo e-mail


Rinnovare nella tradizione: Intervista a Tito Faraci
di Emiliano Longobardi

 

     Già da qualche tempo è stato ufficializzato il prossimo varo di Brad Barron, il tuo primo personaggio creato per la Bonelli e prima maxi-serie prodotta dalla casa editrice. Durante la gestazione del progetto, quali sono stati i momenti più facili e gratificanti e quelli più difficoltosi e frustranti?

     Forse il momento più difficile è stato quello iniziale, subito dopo la telefonata con cui Mauro Marcheselli mi annunciava che in Bonelli era passata l'idea delle mini-serie e mi chiedeva se volevo proporre una delle prime (poi diventata la prima, in assoluto). E' stata un po' la paura di fronte a un grande vuoto che ti viene a scuola, quando ti danno un tema libero. Io ho sempre lavorato all'interno di un flusso narrativo già cominciato molto prima di me, con personaggi con una lunga storia (Topolino, Diabolik, Dylan Dog...). Ho sempre avuto delle regole del gioco precise, per poi riuscire a giocare la partita con il mio stile. E allora anche per Brad Barron ho inventato queste regole, prima di cominciare. Ho deciso tutto del personaggio, del suo mondo. Quasi come se la serie avesse alle spalle mille numeri, e io dovessi scrivere gli ultimi diciotto. La più grande soddisfazione? Una telefonata di Sergio Bonelli, un sabato pomeriggio, che mi voleva comunicare la sua soddisfazione dopo la lettura del primo numero. Ho percepito il suo entusiasmo, il suo sentire BB come un fumetto suo. Bonelli DOC.

     In occasione della conferenza di lancio di Brad Barron tenutasi a Napoli in occasione del Comicon, hai dichiarato che con il tuo personaggio cercherai di ritornare alla figura archetipica di eroe bonelliano, a un tipo di protagonista che non contempli la riflessività/conflittualità dell'antieroe à la Ken Parker o à la Dylan Dog, ma che incarni - in qualche modo - la risolutezza di chi sa da che parte stare e cosa fare. Questa scelta - che ci riserviamo di valutare quando uscirà l'albo - ha però fatto storcere qualche naso, apparendo a qualcuno come l'ennesima occasione mancata da pare della Bonelli di rinnovare realmente le caratteristiche dei propri personaggi. Cosa puoi dire in proposito?

     Sono tornato alla matrice del fumetto bonelliano. Ho aperto lo scrigno dei gioielli più preziosi di famiglia, su cui si fonda tutta la ricchezza. Ma con uno spirito e uno stile moderni. Ed è stato un po' come nella. fisica quantistica: cambiando il punto di osservazione, è cambiato anche l'oggetto osservato. Raccontare in modo nuovo ha significato anche raccontare qualcosa di nuovo, perfino di sorprendente.

     In un ideale pantheon di figure eroiche archetipiche, al fianco di chi faresti sedere Brad Barron? In altre parole: quali modelli preesistenti hai tenuto presente nella definizione del tuo personaggio?

     Come non mi stanco di ripetere, Brad Barron è un eroe hard boiled trasportato in una saga fantascientifica, e non solo fantascientifica. Fra l'altro, Gianluigi Bonelli, per il suo Tex, trasse ispirazione anche da Mike Hammer: il detective per eccellenza della scuola dei duri, inventato da
Mickey Spillane.
Il mio obiettivo è stato creare una serie capace di rinnovare nel rispetto della tradizione. E' una grande sfida, che ho voluto accettare. Così Brad Barron è anche un fumetto innovativo. Si tratta di un eroe solitario, privo di spalle. Utilizza sempre didascalie in prima persona, per dare voce al suo flusso di coscienza. Didascalie in stile hard boiled, noir. Le tavole, già nel primo numero, a volte superano la rigida gabbia bonelliana su tre strisce... e poi, vedrete!

     Un personaggio - necessariamente - non può prescindere da un'ambientazione: su quali basi è stata scelta la New York degli anni 50?

     Brad Barron è un fumetto ambientato negli anni Cinquanta o, meglio, ambientato nell'immaginario degli anni Cinquanta. Ma non è un "fumetto anni Cinquanta". Gli anni Cinquanta sono una grande frontiera, in cui i grandi generi della narrativa, del cinema e del fumetto raggiungono una sorta di
perfezione. Di purezza, prima del declino negli anni Sessanta e Settanta. E' un'epoca che ha ancora un grande fascino, una grande forza evocativa. La forza degli archetipi (che non sono sinonimo di stereotipi!). Oltre alla fantascienza, ci saranno anche il noir, l'horror, il western. La
commistione di generi non è certo una novità in casa Bonelli. Basti pensare a Dylan Dog, a Zagor e, a suo modo, perfino a Tex (che, di certo, non è un western puro). È lo stile a rendere coerente il tutto, oltre al riferimento al pulp anni Cinquanta.

     Sempre in occasione del Comicon di Napoli hai fatto riferimento a una certa diversificazione dei sotto-generi che definiranno meglio tutto l'universo del tuo personaggio. Hai citato, fra gli altri, il western e l'hard-boiled: che rapporto hai con i fumetti/film/romanzi di genere e quali sono - a tuo avviso - la loro forza e il loro limite?

     Io sono un scrittore di genere. Anzi, di generi. Ho scritto gialli, noir, hard boiled, commedie, fantascienza, horror, melò... Questa è la mia matrice, come autore. Il mio stile va cercato nello scarto fra ciò che un lettore si attende da una mia storia e ciò che poi gli do davvero. Ho sentito molti che credono di avere già capito tutto di Brad Barron, prima di leggerlo. Be', posso capirli... ma sarà divertente sorprenderli, pagina dopo pagina.

     Già da tempo (lo dichiarasti proprio su queste pagine lo scorso anno) si sapeva del coinvolgimento di Fabio Celoni (realizzatore dei bozzetti iniziali e copertinista) e di altri disegnatori come Bruno Brindisi, Anna Lazzarini, Giovanni Bruzzo, Giancarlo Caracuzzo e Luca Raimondo.
Secondo quali caratteristiche sono stati scelti i membri dello staff? Chi, oltre a quelli citati, lo comporrà?

     La mia è stata la prima mini serie a partire, mentre altre serie stavano chiudendo (il che, a mio parere, è un segno di forza e salute della casa editrice, anche se certe chiusure mi rattristano). Quindi ho potuto scegliere e farmi scegliere da un assortito gruppo di disegnatori. Ho lavorato con loro nel pieno rispetto dello stile di ciascun disegnatore.
Valorizzandolo, non snaturandolo. Oltre a quelli da te citati, è da poco entrato in scena Max Avogadro, "prestato" da Lazarus Ledd.

     Editor della serie sarà Mauro Marcheselli, già responsabile di Dylan Dog. Come vi siete coordinati nella gestione di trame, risorse, tematiche e confezione?

     La mia è stata la prima mini serie a partire, mentre altre serie stavano chiudendo (il che, a mio parere, è un segno di forza e salute della casa editrice, anche se certe chiusure mi rattristano). Quindi ho potuto scegliere e farmi scegliere da un assortito gruppo di disegnatori. Ho lavorato con loro nel pieno rispetto dello stile di ciascun disegnatore.
Valorizzandolo, non snaturandolo. Oltre a quelli da te citati, è da poco entrato in scena Max Avogadro, "prestato" da Lazarus Ledd.

     Editor della serie sarà Mauro Marcheselli, già responsabile di Dylan Dog. Come vi siete coordinati nella gestione di trame, risorse, tematiche e confezione?

     Mauro è una persona straordinaria, unica. E un professionista solidissimo. Sal lasciare la briglia sciolta, per poi intervenire al momento giusto. Mi ha concesso di avere un rapporto molto diretto con i miei disegnatori, mettendosi in mezzo solo quando necessario.
Però io so che se non ci fosse stato lui tutto sarebbe diverso, il suo apporto è stato fondamentale. Un suo consiglio può bastare a fare impennare una storia. Ha aderito subito e con entusiasmo al progetto BB, e questo mi ha dato forza e fiducia.
Ah, già che ci siamo, a proposito di BB... la doppia iniziale non è un'esclusiva bonelliana. Chi crede così guarda poco lontano. E non si accorge che soltanto tre personaggi, su una dozzina, della Bonelli hanno la doppia iniziale. Mentre il mio è un omaggio a una lunga tradizione del
fumetto, soprattutto americano. Cito a casaccio: Peter Parker, Matt Murdock, Bruce Bunner, Red Richards, Lex Luthor, Lois Lane, Wonder Woman, Mauro Marcheselli, Bruno Brindisi, Mickey Mouse, Donad Duck, Brick Bradford... ops, ci ho messo due intrusi!

 

 

Biografia

 

 

fai click sulle immagini per ingrandirle