Batman
for Beginners
di Alessandro
Pinna
con la collaborazione di Antonio
Solinas, Simone
Satta e David Derudas
I nemici
“A volte… a volte
penso che il manicomio sia una testa. Siamo tutti dentro una enorme
testa che sogna che esistiamo. Forse è la tua testa, Batman.
Arkham è uno specchio e noi siamo te.” (il Cappellaio Matto in Arkham Asylum)
Nella sua lunghissima
carriera il giustiziere mascherato di Gotham City ha combattuto
contro ogni genere di criminali, sconfiggendoli puntualmente.
La caratteristica principale che accomuna tutti i nemici del
Cavaliere Oscuro è la deformità fisica o mentale;
gli avversari di Batman sono infatti tutti freaks, disadattati
che hanno superato in genere la soglia della pazzia, senza
nessuna volontà di ritornare a vivere nella dimensione
della razionalità. Questi grotteschi esseri vivono
ormai stabilmente nella casa di cura per malattie mentali
Arkham Asylum, concedendosi ogni tanto qualche fuga che si
conclude immancabilmente con lo scontro col Crociato Incappucciato
e con la cattura e il ritorno nel manicomio criminale. I più
carismatici e conosciuti (nonché quelli con la più
lunga carriera al di fuori della legge) sono sicuramente il
Joker, il Pinguino (Penguin), Due Facce (Two-Face) e l’Enigmista
(Riddler). Il Joker, creato da Bob Kane, fece la sua prima
apparizione nel 1940 in Batman
n. 1; l’autore si ispirò al protagonista del
film L’uomo che ride
nel creare un personaggio con una maschera terribile: capelli
verdi, faccia bianchissima deformata in un perpetuo sorriso,
labbra scarlatte e fisionomia simile a quella del Jolly delle
carte da gioco. Il Joker è probabilmente il supercriminale
dei fumetti più conosciuto nel mondo (non a caso, nel
1989, Tim Burton l’ha eletto a vero protagonista del
suo Batman). Le sue
origini sono enigmatiche e lui stesso ha difficoltà
a ricordare i dettagli. Nei rari bagliori di lucidità
i suoi ricordi hanno avvalorato la tesi secondo cui egli fu
un tempo un commediante fallito, che dopo la morte della moglie
venne convinto con l’inganno ad accompagnare due ladri
in una rapina nella fabbrica di composti chimici nella quale
precedentemente lavorava. Secondo tale storia, per sfuggire
alla polizia e a Batman, l’uomo si gettò in una
vasca di scarti chimici e riuscì a fuggire trasportato
dalla corrente del fiume. Nel momento in cui scoprì
che la strana mescolanza di agenti chimici gli aveva trasformato
la faccia in una maschera dal permanente e spaventoso sogghigno,
lo shock lo spinse ben oltre i confini della sanità
mentale, decretando la nascita del Joker.
Pur essendo completamente folle, il Joker è il più
forte dei nemici di Batman. Non si fida di nessuno e fa fuori
chi è così pazzo da allearsi con lui (sebbene
in varie occasioni, soprattutto in albi non collegati alla
“Batman family”, si sia “consorziato”
con Lex Luthor e con gli altri cattivi della Lega dell’Ingiustizia).
Gli schemi dei suoi crimini sono così criptici e maniacali
che solo Batman è in grado di decifrarli. Spesso ha
fatto uso di armi macabramente ironiche come sigari esplosivi
o molle elettrificate, ma non ha mai disdegnato l’uso
di armi tradizionali come fucili, spranghe o coltelli che
hanno fatto centinaia di vittime. La sua arma più famosa
è il Joker venom, un veleno di sua invenzione che,
se iniettato, trasforma la faccia delle vittime, deformandola
in un grottesco ghigno simile a quello del Clown Principe
del Crimine.
A partire dalla fine degli anni ’70, grazie all’operato
della coppia Dennis O’Neil-Neal Adams, il Joker è
diventato sempre più violento, pazzo ed imprevedibile,
fino all’interpretazione “definitiva” che
ne ha dato Frank Miller nel seminale The
Dark Knight Returns, in cui il Joker è stato
presentato come una vera e propria “arma di distruzione
di massa col rossetto” (versione poi seguita praticamente
da tutti gli sceneggiatori che hanno lavorato su Batman dopo
il Dark Knight).
Un altro nemico di Batman di grossa fama è il Pinguino,
anch’esso creato da Bob Kane nel 1941. Dal fisico minuto
e grassoccio, Oswald Chesterfield Cobblepot (questo il suo
vero nome) aveva sin dall’infanzia coltivato la passione
per gli uccelli, che erano i suoi unici amici, essendo egli
costantemente preso in giro da tutti per la sua inusuale apparenza
fisica e per l’immancabile ombrello, che la madre lo
costringeva a portare temendo che la pioggia potesse far contrarre
la polmonite al figlio. A seguito delle tante umiliazioni
subite in gioventù, Cobblepot decise, dopo la laurea
in ornitologia, di dedicarsi al crimine, usando la crudeltà
come strumento per ottenere ricchezza e potere. Adottata quindi
l’identità del Pinguino e indossati frac, cilindro
e monocolo, Cobblepot è riuscito, grazie alla sua immensa
cultura (è appassionato fra l’altro di scacchi,
nel cui gioco eccelle, e di Shakespeare) e alla sua brillante
intelligenza, a porsi a capo di un vasto e potente impero
criminale. Nel corso degli anni il Pinguino si è più
volte scontrato con Batman finendo sempre sconfitto a causa
della sua eccessiva vanità, unico punto debole di una
mente criminale superiore che si è sempre distinta
per due caratteristiche: la passione per gli uccelli, che
usa come arma contro le sue vittime e che fungono da ispirazione
per i suoi crimini, e l·uso dell·onnipresente
ombrello. Non solo lo porta sempre con sé, ma ha anche
escogitato un arsenale di ombrelli che contengono spade e
fucili o che sparano gas stordenti e acidi, o che possono
proiettare scariche elettriche o lanciare fiamme e che rendono
Oswald un pericoloso combattente anche nel corpo a corpo,
malgrado la sua grassezza. Anche il Pinguino ha goduto delle
attenzioni di Tim Burton, in Batman - Il ritorno (1992),
dove è magistralmente interpretato da Danny De Vito.
Fra i personaggi della malavita più temuti di Gotham
un posto particolare spetta anche a Two Face, in italiano
Due Facce, anch·egli fuorilegge dalla lunga carriera
(apparve per la prima volta in Detective Comics n.
66 del 1942). Ex procuratore distrettuale, Due Facce si chiama
in realtà Harvey Dent e ha iniziato la carriera a seguito
del fortissimo shock provocato dalla vendetta di un boss da
lui fatto arrestare. Di fronte alla giuria, il criminale scagliò
contro Dent una fiala d’acido che lo sfregiò
orribilmente sul lato sinistro del viso. Quell’incidente
sguinzagliò definitivamente il demone addormentato
nella doppia personalità di Harvey, che già
in precedenza aveva dato segni di schizofrenia: Dent estrasse
il suo portafortuna, un dollaro d’argento regalatogli
dal padre, segnandone un lato per simbolizzare il suo nuovo
e terribile aspetto. Da quel giorno Due Facce si è
dimostrato uno dei più abili nemici di Batman diventando
un maniaco del numero due. Ogni decisione viene presa col
lancio della moneta segnata: se appare il lato intatto Two
Face può ancora mostrare tracce della sua antica umanità,
ma se la moneta mostra il lato segnato, Harvey diviene freddo
e spietato. Pur non avendo super poteri può essere
considerato un ottimo combattente nel corpo a corpo, avendo
dalla sua la forza dei folli, ed è certamente un furbo
stratega del crimine che basa tutte le sua malefatte sul concetto
del dualismo. Due Facce è stato interpretato da Tommy
Lee Jones in Batman forever
di Joel Schumacher (1995). Un altro avversario di Batman di
vecchia data, presente nello stesso film, è Riddler,
l’Enigmista (comparso nell’ottobre 1948, su Detective
Comics n. 140). Edward Nashton era un ragazzo con la
passione per i giochi enigmistici e i soldi facili. Decise
perciò di diventare ladro su larga scala, indossando
un costume decorato da punti interrogativi e cambiando il
suo nome in Edward Nigma (E.Nigma). Iniziò a sfidare
la polizia con indovinelli che erano la chiave dei suoi crimini
prossimi, non potendo fare a meno di compiere una mossa importante
senza lasciare una traccia che ne fosse la spiegazione.
Normalmente l’Enigmista viene presentato come uno dei
criminali meno cruenti del pantheon di Batman, sebbene la
sua pericolosità non sia da sottovalutare.
A questi criminali di maggior fama si aggiunge una lunga lista
di fuorilegge che hanno combattuto contro il Cavaliere Oscuro.
Fra questi ricordiamo, innanzitutto, i due utilizzati da Christopher
Nolan in Batman Begins:
Ra’ s Al Ghul (comparso nel giugno 1971, su Batman
n. 232), eternamente giovane signore della guerra, uomo di
vasta cultura nonché a conoscenza della doppia identità
di Bruce Wayne, e
lo Spaventapasseri (comparso nell’autunno 1941 in World’s
Finest n. 3, è un ex professore di psicologia
che ha un’insana ossessione per le fobie e possiede
un suo personale “arsenale della paura” composto
di armi chimiche e droghe che fanno piombare i suoi nemici
nei loro incubi più terribili). Nel recente Scarecrow:
Year One, lo sceneggiatore Bruce Jones ha riscritto
le origini dello Spaventapasseri, trasformando Jonathan Crane
in un serial killer-assassino a pagamento che agisce sotto
la spinta di complesse emozioni legate all’oppressione
della colpa cattolica, in una ben riuscita analisi della follia.
Altri cattivi degni di nota sono Mad Hatter, il Cappellaio
Matto, un ladro professionista pazzo da legare che usa dei
congegni elettronici per ipnotizzare le sue vittime; Mr. Freeze,
signore del gelo, personaggio nato nel 1959 e ripreso, con
rara finezza psicologica, all’inizio degli anni ’90,
nella serie animata di Batman, per poi essere trasformato
in un bestione kitsch in Batman
& Robin (nel film, uscito nel 1997, è interpretato
da Schwarzenegger). Nella galleria dei più bizzarri
criminali entrano di diritto i due cugini Deever e Dumfree
Tweed, dalla accentuatissima somiglianza, tanto da sembrare
gemelli. Tweedledee & Tweedledum, questi i loro soprannomi,
hanno fattezze che ricalcano quelle dei due omonimi personaggi
dell’opera di Lewis Carroll Attraverso
lo specchio. Chiudono questa carrellata la bellissima
(e letale) Poison Ivy, l’Edera Velenosa, ragazza mentalmente
instabile ma capace di esercitare un fortissimo ascendente
su ogni uomo grazie alla sua sensualità e ad alcune
capacità paranormali legate al mondo vegetale (in Batman
& Robin le dà carne e linfa Uma Thurman);
Maxie Zeus, ex professore di greco con la fissazione di essere
la reincarnazione di Zeus; Killer Croc, un freak dalle sembianze
di rettile e dalla forza sovrumana, Bane, famoso soprattutto
per aver spaccato la schiena a Batman in Knightfall
e una lunghissima lista di cattivi (molto) minori, ma non
per questo meno pericolosi, tipo il superassassino KGBeast
(retaggio degli anni della Guerra fredda e da anni nel limbo),
la schizofrenica Vox, il serial killer masochista Mr. Zsasz
e il sadico torturatore Mortimer Kadaver, ex partner del Pinguino.
Fra le più recenti acquisizioni del pantheon criminale
del Cavaliere Oscuro meritano sicuramente una citazione Harley
Queen, esuberante compagna di un riluttante Joker, e Hush,
un villain che ha spauto dare filo da torcere all'uomo pipistrello
fin dalla sua prima apparizione, e le cui origini affondano
proprio nel passato di Bruce Wayne.
L'Arkham Asylum
Una volta catturati,
i nemici di Batman finiscono perlopiù nel sinistro
edificio noto come Arkham Asylum. Posto su un acro di terra
a nord di Gotham City, l’Elizabeth Arkham Asylum per
i Pazzi Criminali, è entrato a far parte delle storie
del Crociato Incappucciato a partire da Batman
n. 326. La sua storia, però, è stata raccontata
in maniera straordinaria e agghiacciante nella graphic novel
Arkham Asylum di
Grant Morrison e Dave McKean.
Nel 1920, dopo il suicidio di sua madre, il dottor Amadeus
Arkham ereditò il palazzo di famiglia. Anni dopo lo
psichiatra si trasferì a Gotham City da Metropolis,
poiché si sentiva minacciato da un killer psicopatico,
Martin Hawkins. Il trasferimento fu inutile, Hawkins uccise
brutalmente la moglie e la figlia di Arkham. Sebbene sconvolto
dalla tragedia, il dottore riuscì ad aprire l’ospedale
psichiatrico nel novembre del 1921. Un crudele destino volle
che fra i primi pazienti ricoverati ci fosse proprio Hawkins.
Inizialmente Arkham sembrò voler curare l’assassino
dei suoi familiari ma nel primo anniversario della loro morte
lo uccise con l’elettroshock. L’omicidio, che
passò per una tragedia involontaria, segnò l’inizio
della follia dello stesso Arkham, che si accentuò allorché
lo psichiatra vide emergere dal proprio subconscio una spaventosa
verità: aveva ucciso lui sua madre, non si era trattato
di un suicidio. Nel 1929, in seguito al Venerdì nero
della Borsa, Arkham cercò di uccidere il proprio agente
di cambio. Venne però arrestato e rinchiuso nel suo
manicomio. Passò i suoi ultimi anni incidendo con le
unghie sul pavimento della sua cella una formula magica che
avrebbe dovuto esorcizzare il male che aleggiava nell’Arkham
Asylum. Morì nel 1963. La vicenda personale di Amadeus
Arkham ha conferito al manicomio criminale un’aura sinistra,
rafforzata dal fatto che l’edificio è una specie
di castello gotico.
Negli ultimi anni, all’Arkham Asylum sono state dedicate
varie storie, simili per la visione comune espressa degli
scrittori: solo i più cattivi sopravvivono, in quell’inferno.
È il caso di Arkham
Asylum: Living Hell e di Arkham
Asylum - Tales of Madness, in cui persone comuni (nel
primo caso un milionario che ha frodato il fisco, nel secondo
una guardia carceraria) devono fare i conti con l’orgia
di follia che l’istituto a malapena contiene.
La
vita editoriale