Batman for Beginners
di Alessandro Pinna
con la collaborazione di Antonio
Solinas, Simone
Satta e David Derudas
Il Ragazzo Meraviglia
“Non dimenticherò mai Jason. Era un buon soldato. Mi ha fatto onore. Ma la guerra continua” (da The Dark Knight Returns)
Robin fece la sua prima comparsa nel trentottesimo numero di Detective Comics.
Il personaggio, ispirato a Robin Hood, ottenne un grosso consenso da
parte del pubblico, diventando la spalla classica di Batman. Dietro la
mascherina del secondo componente del dinamico duo si celava
originariamente Dick Grayson. Figlio di due trapezisti, e acrobata lui
stesso, Dick perse i genitori durante uno spettacolo tenuto a Gotham
dal circo in cui si esibiva con la sua famiglia. Alcuni criminali, che
volevano estorcere una tangente al padrone del circo, provocarono un
incidente mortale durante il numero dei Grayson. Fu così che
Dick rimase orfano, proprio come il suo futuro mentore, che era
presente fra gli spettatori. Bruce Wayne prese il ragazzo sotto la sua
ala protettrice e lo addestrò quando questi decise di unirsi a
Batman nella lotta contro il crimine.
La storia del primo Robin è stata riscritta varie volte, fino all’ultima (?) versione apparsa nel 1999 su Legends of The Dark Knight
n. 100, in cui Dennis O’Neil e Dave Taylor offrono un’emozionante
interpretazione degli eventi e riescono al contempo a definire nella
maniera migliore il carattere del giovane Grayson.
Dick entrò anche a far parte di un gruppo di super adolescenti,
i Teen Titans, nel quale militò nel corso degli anni, rimanendo
un punto di riferimento costante durante le varie trasformazioni del
team e, infine, assumendo il ruolo di leader. Nel frattempo si
deteriorò il rapporto con Batman, che Dick riteneva di metodi
troppo brutali, fino alla definitiva separazione con la quale
cambiò il suo nome di battaglia da Robin in Nightwing. In
realtà, il distacco si era reso necessario perché, fin
dalla fine degli anni ’60, con la gestione di Dennis O’Neil e Neal
Adams, la figura di Robin risultava sempre meno compatibile con quella,
cupa e solitaria, di Batman. Alla DC si decise comunque di affiancare
al Cavaliere Oscuro un nuovo partner. Così, nel marzo 1983, su Batman
n. 357, esordì Jason Todd, il secondo Robin. Il nuovo Pettirosso
si dimostrò presto inadeguato e gli autori, che avevano dato a
Jason le prevedibili origini da orfano, tentarono di migliorare le cose
con una riscrittura, in seguito alla quale al giovane si attribuiva un
passato da teppistello. Con questo accorgimento si sperava di creare
una maggiore compatibilità con Batman ma, purtroppo, non vi
furono significativi miglioramenti. Va aggiunto, poi, che il pubblico
non aveva mai amato molto il secondo Robin e così si decise di
eliminarlo.
In quattro albi della serie Batman (nn. 404-407, usciti nel 1988) che costituiscono la saga nota come A Death in The Family,
Jason va incontro alla morte per mano del Joker. L’operazione,
realizzata in maniera sensazionalistica, risulta ancor più
discutibile se si considera che la DC ha indetto un referendum
telefonico per decidere la sorte di Robin.
Incuranti del tentativo malriuscito, i dirigenti della DC
hanno affiancato a Batman un terzo aiutante, Tim Drake. Il
nuovo Robin, che fa il suo esordio nel dicembre 1990, su Batman
n. 457, possiede notevoli doti investigative, grazie alle
quali riesce a scoprire la vera identità dei due membri
del dinamico duo originale (di cui è grande ammiratore).
Segue anche la carriera del secondo Robin, Jason Todd, e alla
morte di questi riesce a farsi accettare come nuovo partner
da Batman, grazie anche all’aiuto di Dick Grayson e
di Alfred. Il personaggio, lanciato con una miniserie e dotato
di un costume più tenebroso e accattivante, è
piaciuto al pubblico. Dal 1993, viene pubblicata anche una
serie mensile, giunta attualmente al n. 138, che vede Tim
agire da solo. Recentemente, gli eventi descritti nella miniserie
Identity Crisis hanno
apportato grandi sconvolgimenti nella vita di Tim Drake.
Nella lunga storia di Batman sono esistite anche due “ragazze
meraviglia”. La prima (o l’ultima, visto che ha
esordito in The Dark Knight
Returns, che è ambientato nel futuro) è
Carrie Kelley. Carrie è una partner sveglia e affidabile,
capace di costituire un valido aiuto per un Batman ormai anziano.
Tutto l’opposto di Stephanie Brown, la ragazza di Tim
Drake, nonchè figlia del criminale Cluemaster, già
impegnata nella lotta al crimine nelle vesti di Spoiler e
che ha vestito il costume di Robin durante un temporaneo abbandono
di quest’ultimo, prima di essere cacciata da Batman
perché troppo impulsiva e insubordinata.
Il commissario Gordon
“Il problema con il crimine: più ne sai più ti rende nervoso” (James Gordon da The Dark Knight Returns)
All’inizio della sua carriera Batman aveva la tendenza ad agire da
solo, nella più classica tradizione del vigilantismo. Di
conseguenza i suoi rapporti con le forze dell’ordine non erano buoni.
Lo stesso James Gordon, che poi sarebbe diventato suo amico,
manifestava nei confronti dell’Uomo Pipistrello una certa diffidenza.
Gordon è un uomo di legge onesto, che vive e soffre con la sua
città ed ha dedicato la vita a cercare di migliorarla. Non
appena ha capito che Batman non è una minaccia, ma condivide la
stessa causa, lo ha aiutato e difeso in tutti i modi. La figura di
Gordon ha acquistato profondità negli anni ’80, grazie ad autori
come Frank Miller e Alan Moore. In Batman: Year One,
in particolare, Miller ha infuso al tenente Gordon un’umanità
così autentica che lo stesso Cavaliere Oscuro risulta a tratti
meno affascinante di lui. Christopher Nolan si è chiaramente
ispirato al Gordon raffigurato da Miller in Batman: Year One per scrivere la parte che, in Batman Begins, è affidata all’ottimo Gary Oldman. Un Gordon più vecchio, ma non meno carismatico, si trova in The Dark Knight Returns,
sempre di Miller. Ormai settantenne e prossimo al pensionamento, il
commissario si dimostra combattivo e irriducibile quanto il Cavaliere
Oscuro.
Alfred
“La cicatrizzazione
è lenta, signor Bruce. Se crede posso preparare un altro
stimolante. Perché ritardare il primo arresto cardiaco della sua
vita?” (Alfred da The Dark Knight Returns)
Alfred Pennyworth è per Bruce Wayne molto più di un
semplice maggiordomo. Nelle sue prime apparizioni (la prima è in
Batman n. 16,
dell’aprile-maggio 1943, dove si chiama Alfred Beagle) viene presentato
come un personaggio quasi comico. Successivamente gli autori ne
approfondiscono la psicologia e il suo aspetto viene modificato:
compaiono un paio di baffetti e da grassoccio diventa longilineo e
ironico, acquistando una sempre maggiore importanza come stretto
collaboratore di Batman. Lo vediamo sempre al servizio di Bruce Wayne,
a parte un breve periodo, in cui viene sostituito dall’invadente zia di
Dick Grayson, Harriet. D’altronde la famiglia di Alfred vanta una lunga
tradizione al servizio dei Wayne, anche se è probabile che
nessuno dei suoi predecessori abbia avuto una carriera così
movimentata (in certi casi Alfred ha dovuto perfino strappare Batman
dagli artigli della morte, avvalendosi dell’addestramento medico
ricevuto nell’esercito). Alfred sa utilizzare il computer della
batcaverna ed eseguire alla perfezione la manutenzione delle
attrezzature di Batman. È un buon investigatore e un valido
attore, cosa che gli ha permesso di aiutare Batman nelle più
disparate circostanze (i suoi consigli, per esempio, sono stati
preziosi al momento di confezionare il costume di Batman). È
Alfred che ha insegnato a Bruce Wayne l’arte del camuffamento e come
modificare il tono di voce quando è nei panni dell’Uomo
Pipistrello. Anche l’immagine di Bruce Wayne, quella del miliardario
frivolo e annoiato, è stata studiata da Alfred come se fosse una
parte (anche in Batman Begins
il maggiordomo, interpretato da uno splendido Michael Caine, suggerisce
a Batman di utilizzare la sua vita da miliardario per spiegare alcune
stranezze alle quali lo costringe la doppia identità). Dietro un
aspetto flemmatico e impeccabile, Alfred nasconde un grande
attaccamento a Bruce Wayne, per il quale rappresenta un sostituto della
figura paterna e un amico. Di conseguenza è spesso preoccupato
per lui e non lesina gli inviti alla prudenza, pervasi dal suo
inimitabile senso dell’humor.
Altri comprimari
“Io non sono pestifero! Io
aiuto Batman e Robin perché li ammiro e voglio che facciano
sempre bella figura.” (il Bat-Mito)
Poche righe per citare in ordine sparso alcuni dei
numerosissimi comprimari che si sono avvicendati nelle storie di
Batman: Asso il batcane (!), poi cancellato in Crisis on Infinite Earths,
uno dei riaggiustamenti di continuità cui ciclicamente la DC
ricorre; il buffissimo Bat-Mito, un nanerottolo pasticcione grande fan
di Batman che proviene da un’altra dimensione (e che Grant e O’Neill
hanno usato magistralmente nelle Legends of The Bat Mite,
strappandolo all’oblio post-Crisis); Leslie Thompkins, dottoressa che
si è presa cura del piccolo Bruce rimasto orfano; Lucius Fox,
amico di Bruce Wayne e dirigente della Wayne Enterprises (Morgan
Freeman in Batman Begins); il detective privato Joe Potato.
Un discorso un po’ più approfondito merita Man-Bat; nome con cui
è noto lo zoologo Kirk Langstrom quando subisce la metamorfosi
che lo trasforma in un mostruoso pipistrello umano. Per attivare il
processo di trasformazione il professore ingerisce un siero ottenuto
dalle secrezioni ghiandolari dei pipistrelli che gli conferisce una
forza enorme e un udito sensibile come quello dei volatili da cui
prende il nome. Dei pipistrelli ha anche il sonar nonché le ali
che, unitamente ai poteri appena citati, ne fanno un avversario
temibile. Contrariamente a quanto l’aspetto mostruoso potrebbe indurre
a pensare, Man-Bat non è un nemico di Batman, ma un suo
occasionale alleato che si è reso assai utile fin dalla prima
apparizione, avvenuta sul n. 400 di Detective Comics.
Analogamente, a partire dalla saga Knightfall,
un personaggio entrato prepotentemente nel cast dei comprimari di
Batman è Azrael, uno studente di nome Jean Paul Valley, che
agisce per conto del fantomatico ordine dei monaci-guerrieri di Saint
Dumas, e che ha vestito i panni di Batman (con un costume disegnato da
Joe Quesada) durante il periodo in cui Batman era a letto con le ossa
(letteralmente) rotte dopo lo scontro con Bane. Dopo il ritorno di
Bruce Wayne, Azrael è diventato titolare di una serie a lui
dedicata, che continua ancora oggi e si caratterizza per le
pesanti connotazioni religiose di un personaggio alle prese con
enormi dubbi di fede.
Una menzione particolare, infine, merita un comprimario specialissimo
come l’informatore “Matches” Malone. È questa infatti
l’identità che Bruce Wayne assume quando, armato di baffi finti
e cerino in bocca, deve recarsi in prima persona nei locali più
malfamati degli slums di Gotham City a raccogliere informazioni utili
per l’operato di Batman.