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Aliens vs. Predator: 15 anni di duelli
di Alessandro Pinna

articolo in collaborazione con Fumo di China

    Le specie extraterrestri degli Aliens e dei Predators non hanno dovuto aspettare il film di Paul W.S. Anderson per scontrarsi. Prima che in celluloide, infatti, i terribili alieni si sono dati battaglia sulle pagine dei fumetti della Dark Horse Comics. In un certo senso, sono stati proprio gli Aliens e i Predators a fare della Dark Horse la casa editrice che conosciamo oggi.

Aliens vs. … Spider-Man

    “Aliens è il nostro Spider-Man”, ha dichiarato Mike Richardson (cofondatore, con Randy Stradley, della Dark Horse). (1) Per comprendere il contributo delle due razze aliene alle fortune della casa del Cavallo Nero, bisogna fare un passo indietro. All’inizio degli anni Ottanta, con la nascita dei primi negozi specializzati in fumetti, sorse anche una costellazione di case editrici indipendenti. Si trattava di editori che proponevano una produzione alternativa a quella di Marvel e DC e svincolata dal Comics Code Authority. Sembrava che i nuovi arrivati si sforzassero, nonostante gli scarsi mezzi a disposizione, di ricreare una situazione che gli Stati Uniti avevano conosciuto negli anni Cinquanta, quando venivano pubblicati fumetti di tutti i tipi e non solo supereroi.
Dopo i primi successi di pubblico e di critica, ottenuti grazie a personaggi del calibro di Concrete, alla Dark Horse decisero che era tempo di darsi solide fondamenta editoriali e di ritargliarsi uno spazio accanto a Marvel e DC. Lo scontro non poteva avvenire sullo stesso terreno delle majors: bisognava ingaggiare dei pesi massimi dell’immaginario, in grado di reggere il confronto con i supereroi. Fu così che nacque l’idea di portare i terribili alieni nel mondo del fumetto. “A questo punto”, ha detto Richardson, “non restava che trovare il modo di sfondare davvero in serie A senza Spiderman o Superman. Mentre altri cercavano di creare le loro versioni di quei personaggi, noi abbiamo puntato su prodotti del cinema che ci parevano particolarmente adatti a una versione a fumetti e che non erano ancora stati sfruttati. Abbiamo ottenuto Aliens e sapevamo che sarebbe stato un grande successo, perché storia e disegni erano molto curati e il fumetto ha sorpreso tutti coloro che avevano sottovalutato l’idea.”” (2)

Alieni e no

    La prima miniserie dedicata agli alieni, intitolata semplicemente Aliens, viene pubblicata dal luglio 1988 al luglio 1989. I 6 numeri che la compongono, scritti da Mark Verheiden e disegnati da Mark A. Nelson, sono ambientati 10 anni dopo gli eventi di Aliens - Scontro finale e ci svelano la sorte di Newt e Hicks. L’approccio ai personaggi ottenuti in licenza dalla Fox si rivela subito vincente: invece di realizzare un adattamento dei film, gli autori del fumetto approfondiscono tematiche che nelle pellicole erano solo accennate. Questa prima miniserie, in particolare, dà risposta ad un agghiacciante interrogativo: cosa succederebbe se gli Aliens, invece di aggredire pochi esseri umani sulla Nostromo o su Acheron, venissero trasportati sulla Terra? Aliens mette in scena un’umanità in piena decadenza, nichilisticamente votata all’autodistruzione. L’uomo usa senza scrupoli il prossimo come ricettacolo per gli alieni (in vista di scopi economici, religiosi o militari) e con ciò dimostra di essere – una volta di più – lupo per i suoi simili. Le belve extraterrestri che irrompono sulla scena, quindi, non sono solo nemesi esterne, ma uno specchio per la mostruosità umana.
Nelle due miniserie successive, Aliens: Book II (1989-90) e Aliens: Earth War (1990), Verheiden completa, con una grinta degna della migliore SF sociologica degli anni Cinquanta, il suo cupo affresco del futuro. La continuità fra l’universo filmico e quello fumettistico viene spezzata nel 1992, con l’uscita di Alien3 (dove muoiono tutti i protagonisti del fumetto: Hicks, Newt e Ripley, ricomparsa nella terza miniserie), ma questo non impedisce alla Dark Horse di proseguire per la propria strada. La casa del Cavallo Nero sfrutta come può il successo del terzo e del quarto film (facendone degli adattamenti) e, nel corso degli anni, riesce a coinvolgere grandi autori come Gibbons, Mignola e Nowlan (Aliens: Salvation, 1993), Byrne (Aliens: Earth Angel, 1994), Corben (Aliens: Alchemy, 1997) e perfino il disegnatore di SF per eccellenza: Francisco Solano Lopez (Aliens: Kidnapped, 1997-1998).

Duellanti alieni

    Nell’estate del 1989 gli Aliens passano il testimone a Predator. La prima miniserie del cacciatore alieno vede la luce a giugno ed è firmata, ancora una volta, da Verheiden (vero padre fumettistico degli alieni: non a caso il personaggio interpretato da Tommy Flanagan in Alien vs. Predator porta il suo nome), mentre i disegni sono opera di Chris Warner. Per l’esordio di Predator nei fumetti, Verheiden cambia registro, orchestrando una storia più avventurosa e leggera di quella scritta per gli Aliens (qui si sfiora la “guerra dei mondi”, ma la cosa è vissuta quasi come un divertimento). Predator segue la falsariga del film: è un fumetto “al testosterone”, imperniato sulla lotta fra un umano nerboruto (Schaefer, il fratello del Dutch cinematografico!) e l’alieno “rasta”, nella giungla metropolitana di New York.
Il successo giunge puntuale anche per questa miniserie, così la Dark Horse decide di continuare a sfruttare il personaggio (nel 1991 escono l’adattamento a fumetti del film Predator 2 e la seconda miniserie originale, Predator: Big game).
I tempi sono ormai maturi per far scontrare le due specie extraterrestri. Nel novembre del 1989 viene pubblicato il primo numero della miniserie Aliens vs. Predator, scritta da Randy Stradley e disegnata da Phill Norwood e Chris Warner, che vede i coloni umani del pianeta Ryushi presi nel mezzo nello scontro fra i mostri alieni. Nel fumetto si ipotizza un’inimicizia atavica fra le due razze, inesistente nei film (dove le due specie si muovevano in universi distinti, anche se la presenza di un trofeo alieno in Predator 2 faceva pensare che si conoscessero).
Il grande successo di Aliens vs. Predator spinge la Dark Horse ad affiancare alle miniserie degli Aliens e di Predator quelle specificamente dedicate agli scontri fra le due specie. Negli anni seguenti i duelli si moltiplicano (si veda la cronologia in questa pagina) e diventano il pretesto per storie di fantascienza anche molto complesse. Se affidati a sceneggiatori capaci, i fumetti che contrappongono le due specie aliene anticipano idee che confluiranno nei film solo alcuni anni dopo. Nella miniserie Aliens/Predator: The Deadliest of the Species (1993), per esempio, abbiamo assistito alla nascita di un ibrido umano-alien-predator. Al cinema la prima xenogenesi si è vista solo nel 1997, in Alien - La clonazione, film che, fra l’altro, tratta temi già presenti nei fumetti (i disastri del progresso tecnologico slegato dal progresso morale, la follia dei generali che vogliono addomesticare gli alieni...). Grazie ad autori come Claremont (The Deadliest of the Species è opera sua) nei fumetti si scongiura il pericolo di impostare il rapporto fra le tre razze nei termini di un semplice scontro e, in alcuni casi, si riesce ad arricchire l’immaginario creato dai film. Nella miniserie citata, assistiamo agli intrighi e alle lotte intestine di una corporazione, facciamo la conoscenza con una “predatrice” (che Claremont usa per introdurre il rapporto madre-figlia anche per il Predator, sulla falsariga di quello Ripley-Newt), scopriamo che la bava resinosa degli Aliens ha una funzione anestetica e protettiva e vediamo in azione i terribili Tecsek (robot progettati per ripulire gli alveari alieni). Nei fumetti, poi, nascono eroine degne di Ripley; personaggi come Machiko (che si unisce ai Predators) o Caryn Delacroix (esito vivente dell’incontro fra le specie). 

Aliens contro Predator contro tutti

    Nati per contrastare, sul piano commerciale, i grossi calibri di Marvel e DC, Aliens e Predator hanno finito per battersi sul serio con i supereroi. Fin dai primi anni Novanta, Batman ha dovuto vedersela con il cacciatore spaziale in Batman Versus Predator (1991-92) e nel secondo round, Batman Versus Predator II: Bloodmatch (1994). Nel 1997, a tormentare i sonni già poco tranquilli del Cavaliere Oscuro, ci si son messi anche gli alieni (Batman/Aliens).
Anche Superman si è confrontato con entrambe le razze extraterrestri: in Superman vs. Aliens (1995), Superman vs. Predator (2000) e Superman/Aliens II: Godwar (2002). Fra gli altri supereroi che hanno fronteggiato gli alieni ricordiamo Lanterna Verde (Green Lantern vs. Aliens, 2000), la Justice League (JLA vs. Predator, 2000) e i WildC.A.T.s (WildC.A.T.s/Aliens, 1998).
Non sono mancati gli scontri con celebri personaggi della fantascienza. Nel 1992 abbiamo visto Predator vs. Magnus Robot Fighter, mentre il granitico Judge Dredd ha dovuto difendere Mega-City One prima da un cacciatore alieno (in Predator vs. Judge Dredd, 1997) e poi dagli Aliens (Judge Dredd vs. Aliens: Incubus, 2003). Fra i cross-over più strani ricordiamo Aliens vs. Predator vs. The Terminator (2000) ed un Tarzan vs. Predator al centro della Terra, ad opera di Walter Simonson e Lee Weeks (1996).
Questi match, in genere, costituiscono delle interessanti variazioni sul tema. Si fanno apprezzare non tanto per come vengono rappresentati gli extraterrestri, quanto perché mettono bene in evidenza le peculiarità dell’eroe. Batman, per esempio, sfrutta uno dei suoi gadget (un esoscheletro!) per battere un Predator e deve dar fondo alle proprie risorse di detective contro gli Aliens. In Predator vs. Judge Dredd, per fare un altro esempio, assistiamo allo scontro fra due codici: quello del Predator (per cui l’onore è nel trionfo sulla preda più difficile) e quello dei giudici, di cui Dredd è l’incarnazione. Anche qui viene esaltata una caratteristica dell’ “eroe”, quando Dredd è costretto ad ammettere una somiglianza col Predator (entrambi hanno consacrato la propria vita, in modo ossessivo, ad una sola cosa: la legge per Dredd, la caccia per l’alieno).

I fumetti-film

    A 15 anni dal primo incontro ravvicinato con gli appassionati di fumetti, Aliens e Predator continuano a regalarci sia buoni “a solo” che duelli coinvolgenti. Cosa altrettanto importante, gli esperimenti di successo con gli alieni hanno indirizzato la strategia editoriale della Dark Horse. Dall’inizio degli anni Novanta, si sono susseguiti i fumetti di Terminator, Indiana Jones, RoboCop, James Bond, Star Wars e, più di recente, quelli ispirati a serie televisive come Xena e Buffy. Tranne rare eccezioni, si è sempre trattato di produzioni valide, che hanno messo a tacere gli scettici arricchendo i carachters ottenuti in licenza senza stravolgerli. Come ha detto Richardson, “C’è chi non vede di buon occhio i fumetti tratti da film ma non noi: se è una cosa ben fatta piacerà anche quella e noi siamo sempre stati soddisfatti degli autori che hanno lavorato per noi. Grazie alla nostra linea di fumetti-film, possiamo ora permetterci di pagare agli autori tariffe tra le più alte del settore e la nostra filosofia editoriale ha sempre invogliato i migliori artisti a lavorare per la DH.” (2)

Alieni italiani

    Gli Aliens hanno cominciato ad infestare il nostro paese nell’aprile 1991, quando la Play Press ha dato alle stampe il volume che raccoglie la prima miniserie USA. In genere si fa coincidere l’esordio della Dark Horse in Italia con l’arrivo degli alieni, ma bisogna rilevare che qualcosa era già stato tradotto (un anno prima Max Bunker aveva lanciato, sulla rivista Bhang, il Roachmill di Rich Hedden e Tom Mc Weeney). Ad ogni modo, la Play Press è stata la prima casa editrice italiana a dedicare un mensile ai fumetti Dark Horse (ha ospitato Aliens: Book II, Aliens: Earth War e la prima miniserie di Predator). Alla collana, durata appena 8 numeri, sono stati affiancati alcuni volumi contenenti miniserie complete (Aliens vs. Predator e Predator: Big Game). Nel dicembre 1993 la Play, dopo aver pubblicato l’adattamento del film Alien3, ha varato un secondo mensile, su cui è stata tradotta quasi tutta la produzione originale dedicata agli Aliens nella prima metà degli anni Novanta (Aliens: Genocide, Aliens: Hive, Aliens: Rogue, Aliens: Colonial Marines e Aliens/Predator: The Deadliest of the Species). La Play ha pubblicato anche Predator: Bad Blood e alcuni cross-over degli alieni con Batman, Superman e Lanterna Verde, prima di lasciare i diritti alla Phoenix. La casa editrice di Daniele Brolli ha selezionato la produzione USA, puntando su volumi firmati da autori di grande richiamo (Aliens: Labyrinth, Aliens: Salvation, Aliens: Kidnapped), prima di cedere a sua volta il testimone a Grifo Edizioni, che attualmente ha in catalogo una collana dedicata agli Aliens (nella quale è stato tradotto Aliens: Alchemy). Infine, fra le case editrici che hanno contribuito alla conoscenza di Aliens e Predator in italia, merita una citazione la Magic Press, che ha pubblicato Predator vs Judge Dredd.



1 “Intervista a Mike Richardson” di Stefano Gaudiano, Hyperion n. 1, novembre 1992, p. 63.

2 op. cit., p. 64.

Cronologia Aliens vs. Predator

 

 

 

 

 

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