Parola di
Gaijin
di Luigi Bernardi
Un'altra
fine
Il Gaijin, se la memoria
non mi gioca un brutto scherzo, è nato sulle pagine
di "Comic Art": una rubrica mensile nella quale
esprimevo un punto di vista sul fumetto parecchio estraneo
alle logiche correnti. Era una rubrica molto seguita e abbastanza
rimpianta, dopo che l'ho interrotta. Il Gaijin è tornato
qualche anno dopo, negli ultimi sei numeri di "Nova Express",
questa volta sotto forma di suggestioni originate dall'osservazione
di un'immagine. La terza vita del Gaijin si è manifestata
sulle pagine di "Zero in condotta", un foglio bolognese
politicamente schierato: poche puntate per un occhio severo
sull'attualità culturale, fumetto compreso.
Infine, per un processo che mi è parso lineare sia
pure non scontato, il Gaijin si è trasformato in un
personaggio, nel protagonista di alcuni racconti: lo sguardo
critico è diventato voce narrativa. Ora i racconti
sono trenta, tutti illustrati da Onofrio Catacchio, che ha
realizzato anche i disegni per un'opera teatrale che ha sempre
il Gaijin come protagonista. Tutto questo materiale - i racconti,
il testo teatrale, le immagini - usciranno in autunno in un
volume per la casa editrice Black Velvet.
Pubblicità? No, solo per dirvi che questo Gaijin muore
qui, nell'ultima puntata della rubrica. Muore perché
la voce narrativa ha preso il sopravvento. Il Gaijin è
un personaggio che vive e si racconta, non merita di essere
confuso per altro.
Grazie a voi che mi avete letto fin qui: era evidentemente
scritto che questo numero di ComicsCode chiudesse davvero
una stagione. Dopo però ne comincia un'altra, e io
resterò con questi amici di che mi hanno preteso e
ospitato. Attraverso di loro, vi racconterò sfaccettature
inedite di alcuni personaggi dei fumetti che ho amato molto.
Lo farò a modo mio, anche qui privilegiando l'aspetto
narrativo a quello critico. Come, lo scoprirete presto.